91 discutibili tesi per un marketing diverso – l’ebook

L’idea di fondo delle 91 tesi

A dicembre 2008 ho pubblicato — quasi per scherzo, o per catarsi — un libro in ebook (allora una grande innovazione!) che ho chiamato “91 discutibili tesi per un marketing diverso“, in download gratuito, a cura di Simplicissimus Book Farm e disponibile anche in una pregevole edizione di carta. Voleva essere un riassunto dei primi anni di questo blog, ma soprattutto un sunto volutamente provocatorio di quel cambiamento epocale che la rete stava portando nell’asfittico mondo del marketing tradizionale, che non a caso davo per morto nella prima tesi. Ora molte affermazioni, probabilmente, ci appaiono scontate, ma nel 2008 non era così: la resistenza di agenzie e marketer della vecchia scuola che guardavano il digitale come moda transitoria, orpello, sgradevole addon, scocciatura dei loro budget milionari in comunicazione top-down era frontale e forte.

Il cluetrain manifesto

Le tesi a qualcuno ricorderanno il Cluetrain Manifesto e le sue 95 tesi: non è casuale, il mio era un omaggio a quello che nel 1999 aveva cambiato il modo di vedere la rete (mi ero fermato a 91, per non compiere un atto di immodestia mortale). Ma volevo aggiungere a quelle 95 tesi cose mie, specifiche su marketing, comunicazione, e raccontare in modo sintetico delle nuove dinamiche economiche tra aziende e persone. Il libro in poche settimane fu scaricato in 20, 30 mila copie, persi il conto subito, non avevo previsto di doverle calcolare con precisione. Dovessi rifarlo ora, avrei mantenuto ogni tesi in 140 caratteri. Allora, Twitter non aveva così importanza, e me ne fregai. Ma la sintesi aveva un senso preciso. Ho sempre odiato la prolissità inutile.

Il loro valore, oggi

Rileggendolo ora,  ci ritrovo forse qualcosa di forse un po’ troppo naif o romantico nel ruolo che la Rete sta svolgendo, ma molte delle tesi sono ancora più che valide. Il web muta continuamente negli strumenti, ma le dinamiche tra aziende e persone sono irrimediabilmente cambiate in una direzione sola, quello di dare più potere a queste ultime, e nell’altro verso tra editori e publisher tradizionali e nuovi editori-piattaforme come Google, Twitter e Facebook.

Ricordandoci sempre da quale rivoluzione proveniamo, possiamo rapportare meglio – e nella giusta prospettiva – i nostri obiettivi di business al valore inestimabile di unmarketing nuovo, in Rete, per le persone, con le persone, dalle persone. Non rifacciamo la TV, per favore. Buona lettura, anche nel 2015.

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Recensioni e commenti

Quanti furono i commenti e la diffusione in rete, in un’epoca in cui praticamente ancora non c’erano i social network! Perfino Giampaolo Fabris mi inserì nella prefazione di Societing. A leggerle ora, quasi mi commuovo: nessuno usa più i blog o quasi, per recensire: un tweet e via. Tra l’altro alcune persone non ci sono più, e questo mi fa apprezzare ancora di più la fortuna di averle potute conoscere, tramite quelle relazioni in modo sbrigativo definite “digitali”, ma vere e profonde.

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Gianluca Diegoli
E-commerce & Marketing Manager at
Sopravvissuto alla Bocconi, nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel marketing digitale.
Il mio lavoro quotidiano è pensare strategia e organizzazione su e-commerce, marketing, omnichannel.
Ho lavorato - tra gli altri - per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Henry Cottons, LVMH, Telenor, CRIF, PMI, agenzie e startup.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update con Alessandra Farabegoli: formazione per un mondo digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.