In 10 punti, quel che penso di Groupon (e del ristorante intelligente)

Ogni tanto (quasi sempre) mi chiedono di Groupon. È successo in BTO, è successo al corso di ecommerce da Marketing Arena, è successo alla presentazione del libro a Faenza.

Sinteticamente, per punti, che dicono faccia più pagine viste, vi dico cosa ne penso:

  1. Gli strumenti non sono buoni o cattivi, dipende sempre da come si usano (tutto è puro per i puri, diceva Sant’Agostino, credo, ma non l’ho googlato);
  2. nessuno strumento è mai completamente salvifico o distruttivo;
  3. nessuno è obbligato a utilizzare nulla che non si voglia: se compravate senza fiatare dai vecchi agenti delle Pagine Gialle (che ora sono passati — armi e bagagli — spesso con Groupon) non usatelo, credetemi;
  4. se siete bravi nel vostro settore, incitate (e incentivate, sì anche tangibilmente) prima i vostri clienti a trovarne di nuovi, lo faranno volentieri;
  5. se proprio volete provare, classificate la spesa in pubblicità pagata in prodotti per provare ad acquisire nuovi clienti duraturi;
  6. se non misurate, come in ogni forma di pubblicità online, non saprete mai se ha funzionato o no;
  7. e non dovete  misurare quanti pranzi avete venduto, ma quanti clienti sono tornati;
  8. se volete che tornino, quelli che vengono con Groupon dovete trattarli meglio e non peggio degli altri (sembra scontato, ma succede di solito il contrario);
  9. se il bisogno è di distribuire i clienti in orari meno utilizzati, potete farlo anche da soli, abbassando e rimodulando le tariffe, spargendo la voce;
  10. se volete capire come fanno questi di Groupon a vendere i vostri prodotti (online) così bene, e perché voi non ci riuscite: 1) studiatevi i loro testi (che sono scientificamente studiati per quello scopo) e confrontateli con quelli schifosi che avete messo sul vostro sito — perché avete speso tutto in una grafica in flash e i testi li avete scritti voi, dieci minuti, una sera dopo cena — invece di pagare un copy che sa scrivere per il web e per vendere online; 2) studiatevi il loro modo di creare una newsletter e una lista vincente per quantità, aperture, e chiamate all’azione; 3) capite e copiate come fanno a incentivarne la crescita numerica e a diffondere le offerte sui social network.

In pratica, Groupon sfrutta l’enorme inefficienza che esiste nel mercato da entrambi i lati: sia dal lato dell’aggregazione della domanda in modo più etico per l’esercente e interessante per l’utente, sia (ora soprattutto) dal lato della presenza digitale degli esercenti. Groupon non è scienza missilistica, come si dice, ha fatto solo quello che serviva: portare sul marketing digitale quelli che non riescono ad andarci da soli, e a caro prezzo. (Di Groupon e dintorni, parleremo a un corso su ecommerce a Milano il 4 aprile)

Ieri ero a questa osteria vicino a Bologna (il link non è pagato, se qualche travel/fashion/food blogger se lo stesse chiedendo, ho solo mangiato bene) e ho visto questo cartello. Potremmo farci molte cose da soli, se solo avessimo la conoscenza, l’intelligenza e la generosità per farle.

Groupon fai da te

Groupon fai da te

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9 Commenti

  1. paolat
    Pubblicato il 27 febbraio 2012 alle 12:38 PM | Permalink

    Siccome non ho (più) un blog sfogo qui quello che vorrei dire da tempo agli esercenti che utilizzano Groupon, da parte di una (forse ex) utilizzatrice.
    E mi rifaccio appunto ai sacrosanti punti 7 e 8, seppur d’accordo con tutto il post.
    Santiddio. Quando l’acquirente viene lì per la prima volta, ed utilizza il coupon, è chiaro che tu, esercente, il servizio lo fai in perdita, lo avevi calcolato, no? Ma se mi tratti bene, io poi torno, e da lì in poi ci guadagni, e magari lo dico anche ad altri che mi sono trovata bene, e lì ci guadagni ancora di più, no?
    Ma se mi tratti male, ci hai perso quel giorno lì e tutti quelli a venire, e ci hai guadagnato solo cattiva pubblicità. Com’è che fai a non capirlo, caro esercente?

    ps: questo post me lo stampo e lo porto con me per il prossimo servizio (acquistato a ottobre e prenotato per il 15 marzo, perché non c’era posto prima… per dire)

  2. Pubblicato il 27 febbraio 2012 alle 6:15 PM | Permalink

    Sono profondamente d’accordo con te. Leggendo tra le righe la critica è fortissima e mi rallegro del fatto che hai chiaramente dichiarato: “se non misurate, come in ogni forma di pubblicità online, non saprete mai se ha funzionato o no;” C’è tanto qualunquismo nel marketing strategico dedicato alla ristorazione. Ci sarebbe da scriverne un libro! Ottimo post!

  3. Pubblicato il 27 febbraio 2012 alle 10:39 PM | Permalink

    Complimenti per l’interessante analisi del fenomeno Groupon soprattutto in ottica esercenti e ancor di più per gli utili e pure divertenti consigli che elargisci a questi ultimi. Io ho scritto diversi post sulla mia esperienza, direi a corrente alternata, con Groupon e questa cosa ha trasformato il mio blog. Nato per condividere due boiate mie, è ora diventato ricettacolo di richieste di info, consigli e persino conforto dei tanti clienti Groupon che stanno vivendo infinite traversie per ottenere le prestazioni acquistate o almeno il loro rimborso. Io provo a rispondere alle loro domande, ma ieri ho pensato che sarebbe più giusto e utile che lo facesse una volta per tutte Groupon stessa, quindi le ho scritto una mail ( pubblicata come post anche nel blog) in cui chiedo a nome dei miei lettori disperati (ma non solo loro)un po’ di chiarezza. Per ora nessuna risposta e sono passati 2giorni. Vedremo!
    Scusa per il commento un po’ troppo prolisso, ancora complimenti per il post e grazie per l’ospitalità. Buona notte

  4. Pubblicato il 29 febbraio 2012 alle 4:57 PM | Permalink

    aggiungo che spesso i testi li fanno i figli “che studiano”, le mogli “le donne sanno scrivere” o si copiano e incollano dalle brochure “con tutto quello che ho speso per farla”… giusto per dirle tutte eh? ;)

  5. Pubblicato il 2 marzo 2012 alle 3:50 PM | Permalink

    Concordo con quasi tutto e faccio qualche considerazione come esercente. Noi abbiamo pensato alla vendita tramite Groupon di un nostro corso di cucina base inquadrandolo come attività di marketing, non vendita. In pratica, su ognuno di quei corsi non ci guadagnano nulla (ovviamente non ci rimettiamo). Contiamo sul fatto ognuna di quelle persona possa parlar bene di noi, qualcuna di loro anche tornare per altri corsi, ecc.

    Abbiamo avuto anche altri vantaggi.
    1) abbiamo scoperto che nella nostra zona c’era un bel segmento di mercato che noi non sfruttavamo;
    2) in pochi giorni abbiamo fatto una montagna di visite al sito (ma veramente tante). Anche chi non ha comprato, ci ha almeno visti :)
    3) anche a campagna scaduta, molti ci hanno chiesto informazioni per altre cose.

    Per i corsi, abbiamo scelto il meglio. Non sono in economia, tutt’altro. Sia a livello di docenza, sia di materie prime. In pratica, faremo di tutto perché sia una campagna di marketing, non di anti-marketing.

    Il futuro ci darà il responso :)

  6. marco
    Pubblicato il 5 marzo 2012 alle 2:13 PM | Permalink

    Considerazioni che dovrebbero essere scontate per un commerciante…
    Puoi chiarire il senso di ” se compravate senza fiatare dai vecchi agenti delle Pagine Gialle non usatelo, credetemi”?

    • Pubblicato il 5 marzo 2012 alle 2:30 PM | Permalink

      che i nuovi agenti di Groupon sono i vecchi agenti delle PG. e stessi metodi…

  7. Luca Meneghini
    Pubblicato il 8 marzo 2012 alle 10:03 PM | Permalink

    Ciao Gianluca,
    ti scivo dalla parte di chi ha usato Groupon per vendere un servizio, un’emozione, un’attimo di libertà … Ho letto con entusiasmo il tuo vademecum, posso condividerlo per certe tipologie merceologiche, ma non per tutte.
    Se mi permetti vorrei spiegare ciò che ho analizzato, creato e venduto ma visto e sentito come la mia mansione di “seller” mi impone.
    Tu giustamente chiedi perché non investire le intermediazioni in pubblicità ? Giustissimo …
    Ma a volte 10/20 mila euro, messi subito in gioco fanno paura, non sono fisicamente nelle nostre casse ecc ecc … Allora ecco una vetrina gratuita che se ben usata può produrre effetti ottimi (come disastri).
    Un’analisi del marcato e della capacità di acquisto dell’italiano medio hanno portato alla mia attenzione la nascita degli “Hunter Deal”, persone che non disdegnano la ricerca dell’offerta, dell’occasione che sia direttamente proporzionale con la propria capacità economica.
    Da qui la mia riflessione … perché non offrire un pacchetto adeguato alla spesa, che ti lascia entrare e vedere ciò che sono, ciò che offro, invitandoti con le dovute compensazioni ad avere una cosa che il tuo personale Ego ritiene eccellente?
    Ho creato un pacchetto “impuro” – “incompleto” appositamente perché non ritengo corretto dare il 100% con un voucher, e riuscire quindi a creare un’entrata adeguata extra per coprire quello che la vetrina Groupon offre.
    Inoltre l’immensa visibilità momentanea offre ai nostri siti internet uno scacco matto verso un arricchimento del database di e-mail e contatti, nonché una vetrina delle 1000 sfaccettature che offriamo e non solo! insomma un marketing a 360° rivolto gratuitamente ad una fascia di mercato che non sarebbe mai entrata in contatto con noi.
    Perché non prenderla? perché non accattivarla? perché non stuzzicarla? E da qui è iniziata la mia vendita “personalizzata” …. 5 giorni duri, massacranti per la mole di lavoro richiesto alla fine dei quali abbiamo ricevuto il resoconto di quanto il pubblico (prettamente giovanile e social) ha comperato e (tramite i nostri strumenti) di quanto il pubblico abbia guardato all’interno del nostro mondo,
    Da qui si iniziano a concludere, pianificare, spingere, respingere e concretizzare il venduto.
    Logicamente mai fare i conti senza l’oste perché tanto entra tanto esce e Groupon è una vetrina costosa, ma più paghi più hai incassato, le proporzioni sono dirette, senza possibilità di variazione.
    Alla fine della mia esperienza abbiamo stornato più di 20.000 Euro di commissioni, ma il gioco ne vale la candela?
    - SI – Se fatto in maniera adeguata, nel momento giusto e con una preparazione antecedente di tutti gli strumenti tecnologici a nostra disposizione per rendere al massimo questo “sforzo” economico – lavorativo
    - NO – Se non avete l’attività idonea, lo staff sufficiente, margini operativi adeguati a questo dispendio di denaro, conoscenze adatte per tramutare la visibilità in clientela potenziale e un avanzamento della Vostra Brand Reputation.
    Personalmente non vedo nel mio futuro una seconda uscita ma non nego che ho valutato per amici possibili uscite e più volte sono state scartate per mancanza di appeal o mancanza di mezzi, ma in un paio di casi sono state accettate e spinte imponendo rigidi parametri alla vendita (quantità di coupon – geo localizzazione della vendita ecc ecc) ed i risultati sono stati soddisfacenti ed hanno dato quello che una campagna marketing (pagata e non poco) avrebbe prodotto.
    Quindi, ringrazio chiunque abbia dedicato questi 10 minuti di lettura, e spero che il mio vissuto sia la luce per chiunque decida o desista dall’accendere la candela sulla vetrina mondiale di Groupon!
    Luca

  8. Pubblicato il 10 marzo 2012 alle 1:26 PM | Permalink

    Fotografia perfetta. 10 cose tutte giuste. Confermiamo ogni virgola.

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