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ScosseVsTweet: quando la creatività è inutile e fine a se stessa

Premetto: può darsi che la mia condizione di abitante nella zona del terremoto comporti un particolare stato di insofferenza, ancora più accentuato rispetto alla normalità, verso tutto quello che trovo futilmente pubblicitario e secondo me inutile e dannoso al fine ultimo dell’aiuto concreto. Detto questo, ho una storia da raccontarvi. Mettetevi comodi, è abbastanza lunga.

Qualche giorno fa mi scrivono dal comune di San Felice inoltrandomi una strana email, chiedendoci lumi e un consiglio (a me e all’altra #volontariadigitale di terremotosanfelice.org). All’inizio, pensavo a uno scherzo, ma leggendo bene si capiva che la lettera era autentica. Vi riporto fedelmente, anonimizzandola (i grassetti sono miei):

da: Persona del Comune di San Felice a: Gianluca Diegoli

Vi inoltro questo progetto che mi è arrivato tramite contatti vari di Cna… Vi chiedo consiglio perché io twitter non l’ho praticamente mai usato.

vi sintetizzo la mia opinione: mi sembra che il tipo chieda a noi un impegno senza che per noi ci sia un ritorno… anzi, psicologicamente, non sono così convinto che ci siano ritorni positivi per i nostri cittadini.

—– Messaggio inoltrato —–

Da: Creativo di Grande Agenzia Milanese <yyyyy@xxxx.it>

A: xxx@comunesanfelice.net

Inviato: Venerdì 8 Giugno 2012 15:37

Oggetto: Progetto no-profit Twitter.

Ciao xxxx,

in attesa di spiegarti a voce l’iniziativa, ti allego due righe che descrivono più o meno tecnicamente (non siamo entrati troppo nel dettaglio) quello che stiamo organizzando. Queste righe potrebbero essere anche le stesse che manderemmo a tutti i sindaci delle zone colpite dal sisma.

—————————

IL PROGETTO

Abbiamo deciso di promuovere un’iniziativa no-profit a sostegno dei nostri concittadini che, oltre ad essere stati colpiti dal terremoto in Emilia, ogni giorno devono sopportare lo stillicidio di nuove scosse.

Questo terremoto infinito rischia di scoraggiare la nostra popolazione e minare la loro voglia di ripartire. Abbiamo così deciso di lanciare un sito che desse la possibilità agli italiani di inviare il proprio messaggio di incoraggiamento alle popolazioni colpite dal sisma.

Il sito è www.ScosseVsTweet.it. Sul sito, attraverso un grafico, sarà possibile seguire una sfida unica: da un lato il numero delle scosse telluriche aggiornato in tempo reale, dall’altro il numero di messaggi di incoraggiamento inviati dagli internauti tramite Twitter.

Per inviare un messaggio di incoraggiamento basterà inviare un tweet con l’hashtag #ScosseVsTweet. Le scosse partono già da più di 1.600, quindi il lavoro non sarà semplice. Ma superare questo numero può essere importante per dimostrare che, grazie al sostegno di tutti, noi siamo più forti del terremoto.

In più, sarebbe bello se i nostri concittadini potessero leggere in diretta i messaggi d’incoraggiamento a loro indirizzati da tutta l’Italia. Come? Con un monitor, collegato ad internet 24 ore su 24, che mostri la pagina web con la sfida in corso.

Ed è proprio su questo che chiediamo il vostro contributo, attraverso l’impegno (da parte di chi sia intenzionato ad aderire al progetto) a posizionare un monitor nei più importanti centri di accoglienza.

———————————

Ovviamente è ancora tutto da chiudere al meglio, ma il contenuto è questo. Ora, quello di cui avremmo bisogno, è un ente che firmi l’iniziativa. L’ente potrebbe essere il tuo comune, o l’unione dei comuni interessati dal terremoto. Oppure, meglio ancora, potrebbe essere un’associazione no-profit (creata ad hoc o già esistente). Noi suggeriremmo questa seconda ipotesi perché permetterebbe di muoverci con maggiore snellezza, data l’urgenza della messa online. N.B. noi saremmo pronti ad uscire sul sito già da questo sabato!

Tutto qui. Rimango in attesa di una telefonata, bastano veramente 5 minuti credo, in modo da poter capire la fattibilità della cosa da parte vostra. Ti allego anche la schermata (ancora super confidenziale ed in fase di finalizzazione) di quella che sarà la pagina web.

Ora, immaginate cosa ho suggerito al mio Comune? Questi fanno una campagna in cui:

  • non mettono una lira, e sono una delle top agenzie in Italia, con budget di clienti di milioni di euro, e nemmeno promettono, che ne so, un euro a tweet inviato (che già è una modalità che aborro, il cause related marketing, ma meglio di niente)
  • pretendono che i comuni mettano degli LCD nei campi tende degli sfollaticollegati 24 ore su 24, a internet, poi! (e già questo significa non avere la minima idea delle vere necessità, della sofferenza di questi luoghi, del tipo di persone che in maggioranza vi sono ospitate, disagiati, stranieri, anziani, bambini)
  • fanno passare una roba come la lotta tra tweet e scosse come incoraggiante: ehi, guardate che gli psichiatri nei campi stanno lavorando notte e giorno per far dimenticare il numero di scosse e far pensare ad altro le persone. E questi gli vogliono mettere i megaschermi con le scosse in realtime, follia.
  • distolgono l’attenzione delle persone online dai tweet in cui si indicano forme sostanziali di solidarietà (conti correnti, PayPal, donazioni in natura e in volontariato) in nome del giochino figo da portare a Cannes l’anno prossimo

Solo in un’agenzia di pubblicità purtroppo può essere partorita un’idea simile. Ma non è finita. Io pensavo che, visto il rifiuto dei sindaci di supportare la cosa, sarebbe morta lì. Mi sbagliavo.

Oggi Pierluca mi segnala che il progetto “Twitter no profit” come lo chiamano loro (e ci mancherebbe pure che fosse profit) è partito lo stesso. Mi chiedo “quale sarà l’ente che ha patrocinato questa cosa?”. E comincio a indagare. Leggo il loro comunicato stampa, che ovviamente è uguale al brief, come da tradizione (capito? hanno usato i loro potenti mezzi non per aiutare direttamente, ma per promuovere il loro giochino. Grassetti miei anche qui):

ScosseVsTweet per l’Emilia

Un sito e tanti messaggi su Twitter per ridare coraggio alla popolazione colpita dal terremoto

Mercoledì, 13 giugno 2012 – 12:21:00

Dopo essere stata contattata dai ragazzi di “Noi Non Tremiamo”, pagina Facebook che ha l’obiettivo di incoraggiare le popolazioni colpite dal sisma in Emilia, Saatchi & Saatchi ha deciso di creare per loro un’iniziativa inedita. L’obiettivo è proprio quello di dare coraggio ai terremotati. Perché, per ripartire, non c’è bisogno solo di soldi, ma anche di ottimismo.

Questo terremoto lunghissimo, caratterizzato da infinite scosse, rischia di scoraggiare la popolazione emiliana e minare la loro voglia di ripartire: è stato così creato un sito (www.ScosseVsTweet.it) che dà la possibilità agli italiani di inviare il proprio messaggio di incoraggiamento alle popolazioni colpite dal sisma.

Sul sito, attraverso un grafico, è possibile seguire una sfida unica: da un lato il numero delle scosse telluriche aggiornato in tempo reale, dall’altro il numero di messaggi di incoraggiamento inviati dagli internauti tramite Twitter.

“Le scosse partono già da più di 1.850, quindi il lavoro non sarà semplice”, dice Alessandro Orlandi, direttore creativo di Saatchi & Saatchi; “Non sappiamo se vinceremo la sfida. Perché questo accada c’è bisogno del contributo di tutti. A partire da chi, su Twitter, ha molti follower: dai giornalisti, alle radio, ai cantanti e così via. Ma superare questo numero può essere importante per dimostrare a quelle popolazioni che, grazie al sostegno di tutti, si può essere più forti del terremoto”.

Ma stavolta non hanno fatto i conti con il motto “everything is forwardable“, giusto? E allora ecco cosa ho scoperto, a fiuto:

  • i “ragazzi” della pagina Facebook di “Noi Non Tremiamo“, in realtà non esistono, se li sono inventati loro visto che i sindaci non avevano abboccato al pitch: la pagina Facebook in questione, anonima e senza alcuna indicazione né aiuto concreto, è stata aperta solo lunedì scorso, al contrario delle tante pagine e gruppi Facebook di solidarietà che sono nate spontaneamente e che hanno migliaia e migliaia di aderenti. L’account Twitter, idem, creato pochi giorni giorni fa, nessun tweet, nessun follower o quasi: sono entrambi account creati ad hoc sempre dalla Grande Agenzia, che — a quanto pare —  ha chiesto in realtà a sé stessa di intervenire. Con qualcosa di fake, come nella migliore tradizione pubblicitaria.
  • a completare il quadro, la prima versione della pagina non aveva nemmeno un’indicazione di dove donare qualcosa di concreto. Poi “qualcuno” gliel’ha fatto notare, e voilà, almeno un angolino, un link alla Regione. Ma tuttora è ben più in evidenza il bottone per il loro fantagruppo, in cui non c’è nessuna info e nessuna indicazione. Triste, molto triste.

Questa cosa, in verità, se fosse stata creata da un ragazzino, qui, al volo, in dieci minuti, sarebbe stata pure accettabile: autoironia e discutibile gusto dell’hacking sismico, ma così, piombata dall’alto, programmata con tanto di pitch ai sindaci, spacciata falsamente come una roba fatta dagli emiliani e richiesta da un gruppo inesistente (e infatti tutti i tweet vengono da fuori regione, pensando che sia una roba emiliana genuina), io la trovo inaccettabile ed eticamente al limite.

Inoltre, trovo che svilisca il REALE ruolo di collante e di radar di informazioni e di diffusione delle richieste di aiuto che ha fatto di Twitter il nostro mezzo principale di contatto nel post terremoto, riducendolo di nuovo a un giochino 2.0 adatto per qualche campagna di bibite gassate, di detersivi o di pannolini (con tutto il rispetto per questi prodotti).

Comunque, visto che di tweet si tratta, facciamo una gioco anche noi. Lasciate nei commenti il vostro parere su questa idea della madonna o fate un tweet con #PayPalVsTweet. (e se volete fare qualcosa di davvero utile, andate sul sito del Comune di San Felice, o in quello di Finale, o in quello di Rovereto e donate un euro. Poi fate pure un tweet con #PaypalVsTweet)

Update: la pagina Facebook è stata anonimizzata, il sito prima oscurato, poi inoltrato alla raccolta fondi dell’Emilia-Romagna, l’account Twitter cancellato. “non siamo stati capiti”. #RIP.

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61 Commenti

  1. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:19 AM | Permalink

    trattengo il turpiloquio. Li manderei tutti a spalare i calcinacci, guarda.

  2. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:32 AM | Permalink

    spetta che sulla pagina facebook hanno pure scritto: “Se conoscete qualcuno con molti followers su Twitter (magari un vip), coinvolgetelo! Dai che siamo quasi a 100.
    Un messaggio da un vip sarebbe un bel regalo.”
    Sì…. un regalo a loro per un argomento del prossimo comunicato stampa….

  3. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:33 AM | Permalink

    L’ho visto ieri il “sito” ed ero rimasta allibita.
    In questi caso dovremmo forse fare i nomi, però.

    • Caterina
      Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:43 AM | Permalink

      I nomi li ha fatti. La dichiarazione è del direttore creativo di Saatchi&Saatchi. Mi fanno pena.

  4. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:37 AM | Permalink

    No comment… Davvero gente senza scrupoli!

  5. Francesca Sanzo
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:38 AM | Permalink

    Ho il vomito: concittadini di chi? Ma come si fa a rendere così aberrante il proprio lavoro? Con tutto quello che potrebbero fare invece! Vergogna

  6. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 8:54 AM | Permalink

    forse perchè abito in zona rossa questo argomento mi tocca da vicino, ma anche da “studiosa” della comunicazione dico che questa iniziativa è davvero triste.. e poi considerando le scene che vedo qui… con che coraggio propongono iniziative del genere!?!?

    bell’articolo!

  7. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:00 AM | Permalink

    io invece propongo di fare tutti un tweet con scritto “@saatchi_italy andate affanculo”

  8. Maria Beatrice
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:06 AM | Permalink

    D’accordo su tutta la linea di critiche, che rincaro bollando come idiota la persona/le persone che hanno dato vita a questa fantasmagorica campagna. Un unico punto su cui discordo: “Solo in un’agenzia di pubblicità purtroppo può essere partorita un’idea simile”; no solo nella mente di persone che si credono astuti guru della comunicazione 18.0 (perché sono avanti) … e questi pullulano in un’agenzia di pubblicità, come in qualunque altro luogo (purtroppo).
    P.S. Mi duole (in quanto persona “indaffarata” nel product marketing) difendere i colleghi della comunicazione, con i quali la secolare “rivalità” è seconda solo a quella coi colleghi commerciali :)

  9. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:08 AM | Permalink

    direi “Non ci credo”, ma purtroppo non posso.

  10. Cecilia
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:17 AM | Permalink

    Caro Gianluca il terremoto ha una caratteristica inaspettata. Oltre a segnalare in modo spontaneo e attraverso la rete, sciacalli, idioti o semplici ignoranti fa fare una cernita anche dei propri contatti personali. Trattengo il turpiloquio anche io perché non è cosa, ma la delusione maggiore è aver visto persone amiche o che ritenevo tali, o professionisti che ritenevo tali, entusiasti di questa idiozia. Che amarezza!!! Sarà insofferenza da terremotata anche la mia?

  11. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:20 AM | Permalink

    Questi vanno mediaticamente e istituzionalmente massacrati. Come? Intanto retwetto.

  12. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:35 AM | Permalink

    PS: se usate l’hashtag #scossevstweet, il wall del loro sito mostra i vostri commenti.

  13. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:43 AM | Permalink

    Questa non è creatività.. è fare i fr..volontari …con il culo degli altri!

  14. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:47 AM | Permalink

    Poi ti mando una mail in merito, perché sono curioso su un paio di punti.
    Ti chiedo solo una cosa, da persona che i giochi li fa (o almeno ci sta provando). Non chiamarlo giochino. Questa roba di ludico non ha NULLA, è puro sciacallaggio e basta.
    Ed è un altro esempio di quanto con rabbia constato ogni santo giorno. Che certe cose sarebbe meglio non fossero in mano alle agenzie pubblicitarie, MAI.
    Tutte le volte che c’è da fare advergame, arriva il brief già definito, con tutte le idee a posto. Fanno tutte pena, dalla prima all’ultima. Utilizzano i giochi nel modo più sbagliato possibile. Io, che sono quello chiamato in causa come esperto, faccio controproposte, ma niente. Si sentono così superiori, loro hanno già capito tutto, salvo poi fare delle robe assurde e irrilevanti.

    Scusa lo sfogo, anche parzialmente OT, ma è una cosa che mi rode da tempo.

  15. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:54 AM | Permalink

    In effetti se usiamo gli hashtag sul wall escono messaggi di un certo tono (i nostri!). Quello che vedo ora recita “sciacalli”. Un buon effetto boomerang.

  16. La Vale
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 9:56 AM | Permalink

    Ridicoli. E senza vergogna

  17. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 10:03 AM | Permalink

    Per me sono allo stesso livello di Groupalia, anche se la tecnica è “più raffinata”. Scandalosi!

  18. theonseven
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 10:08 AM | Permalink

    Propongo un #andateaffanculo sul twitter di @Saatchi_Italy tutte le volte che tira una scossa

  19. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 10:22 AM | Permalink

    Ma sommergere Saarchi&Saatchi di tweet di sdegno e farlo diventare TT? Perché se lo meriterebbero proprio. Comunque spero che qualche hacker gli oscuri il sito, per la serie “chi di spada ferisce…”

  20. Angela
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 10:23 AM | Permalink

    il direttore creativo di S&S dovrebbe versare al comune di San felice il suo stipendio del mese, almeno servirebbe a far qualcosa di utile

  21. twitter_Fede74
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 10:40 AM | Permalink

    Niente di diverso da Groupon, la vergogna della creatività italiana.Non hanno capito il mezzo (vabbè), ma le persone? Sul dramma vero nessuno dovrebbe cedere alla scelta sbagliata

  22. Sam
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:02 AM | Permalink

    Intanto, Noi Non Tremiamo nel giro di 5 minuti ha cancellato ogni commento negativo ed ha tolto la possibilità di accedere al loro wall. Ma sarà colpa del solito stagista, eh.

  23. Antonio
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:08 AM | Permalink

    e’ un po’ come i blogger che hanno scritt oarticoli su groupalia o sul terremoto in generale, sfruttando key “calde” e , in modo molto smart come direbbero gli inglesi, hanno aumentato i baner id adsense o spostati in posizioni piu strategiche.
    Noi siamo italiani, “il fine giustifica i mezzi” :)

  24. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:16 AM | Permalink

    Non ho letto tutti i commenti, quindi forse qualcuno l’ha già scritto.
    Sembra che comunque abbiano già fatto marcia indietro forse nasando la figuraccia che stavano facendo, infatti quando provo ad andare su http://www.scossevstweet.it vengo reindirizzato automaticamente a una pagina web della regione emilia romagna. ( http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/la-raccolta-fondi-della-regione-come-donare )

  25. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:27 AM | Permalink

    Credo sia giusto pubblicare queste storie, ma credo sia ancora più giusto iniziare a fare i nomi di questi personaggi.

  26. io
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:31 AM | Permalink

    Nuovo hashtag: #laSaatchiTREMA #sapevatelo

  27. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:33 AM | Permalink

    Che figuraccia: ora gli tocca licenziare qualcuno, secondo me lo hanno fatto per trovare la scusa giusta. :-) :p

  28. erredi6098
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:37 AM | Permalink

    la mamma degli sciacalli è sempre incinta..

  29. Albs
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 12:24 PM | Permalink

    più che altro solo dei milanesi potrebbero avere idee così vomitevoli.

  30. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 12:38 PM | Permalink

    pagina sostituita con fondo azzurro e spiegazione: non perdetevela (www.scossevstweet.it)

  31. alessandro
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 12:46 PM | Permalink

    grazie per la segnalazione. sicuramente farò un fw di quest’articolo, posso solo dire che non tutte le agenzie speculano in questo modo., certo che è na tristezza

  32. Christian Cristofori
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 1:53 PM | Permalink

    “non siamo stati capiti”… no, purtroppo vi abbiamo capito benissimo. Siete voi a non aver capito un beneamato!

  33. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 2:09 PM | Permalink

    bello schifo!

  34. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 2:09 PM | Permalink

    Uno schifo, ecco l’unica parola che mi viene da dire!

  35. Roberto Fumarola
    Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 3:04 PM | Permalink

    Patetici :) io intanto #PaypalVsTweet

  36. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 9:09 AM | Permalink

    “…è stata interpretata male”. Mi vergogno per loro.

  37. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 9:27 AM | Permalink

    a me qs signori “creativi” fanno una tristezza infinita …

  38. Smilla
    Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 10:21 AM | Permalink

    Questi pubblicitari mi fanno venire il vomito!
    Come si può speculare così sulle tragedie?

  39. ethico
    Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 11:02 AM | Permalink

    Purtroppo è nell’indole stessa della grande agenzia quella di prendere fischi per fiaschi quando si tratta di concretizzare delle idee in azioni… magari buone idee in fase di brainstorming ma che dopo non si traducono in strategie efficaci sul campo di battaglia, vista l’enorme lontananza delle stanze della creatività dai luoghi e dal mondo reale; una lontananza che spesso da vita a idee bicefale o più che perdono il loro significato originario e iniziano a rincorrersi la coda, senza trovare più una strada vincente.

    Inoltre l’ottusità di qualche direttore creativo o account che non ha visto l’orrore che si nasconde nello sfruttare un tema così delicato (visto che ci sono stati dei morti e che parecchie persone soffrono di grandi disagi) non fa certo onore alla categoria dei pubblicitari.

    Bell’articolo. Aumentare l’awareness su questo tipo di strategie e tattiche, può fare solo che fare del bene. Il sistema deve rinnovarsi. Il fake viral e il buzz marketing hanno già stracciato i cosiddetti…

  40. Michael
    Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 11:08 AM | Permalink

    che tristezza il logo noi non tremiamo è scopiazzato dal logo di FNAC… che creatività

  41. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 11:27 AM | Permalink

    da non credere, mi vergogno sempre più di lavorare in questo settore…

  42. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 11:37 AM | Permalink

    ciao gluca, grazie per questo articolo, qui in agenzia sono 2gg che non si parla d’altro :)

  43. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 11:56 AM | Permalink

    ALESSANDRO ORLANDI – Direttore Creativo di Saatchi & Saatchi Italia. (Citato anche nell’articolo di Diegoli)

    Linkate qui per vedere la sua bella faccina e una volta tanto lo dico pure io. FATE GIRARE LA FACCIA DI QUESTO QUI E IL NOME. Così impara.

    http://www.wday.it/?p=269

  44. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 1:32 PM | Permalink

    Quel “non siamo stati capiti” mi ricorda un certo premier……

  45. Anonimo
    Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 3:36 PM | Permalink

    Ho appena donato 5 euro su http://terremotosanfelice.org/ e lo scrivo qui, da anonimo, perché spero che qualcuno lo legga e anche lui faccia quel che può. Sono uno studente, orfano di padre, che vive con la pensione di reversibilità insieme alla madre. Non ho fonti di reddito, e per quanto non muoia certamente di fame, facciamo qualche sacrificio per arrivare a fine mese. Ma tuttavia sento di aver fatto qualcosa di cui andare fiero ed orgolioso. Lascio questo commento anonimo perché non voglio che la gente possa arrivare su facebook o chissà dove per dirmi che sono un grande, perché l’ho fatto essenzialmente per me stesso. Ma lo scrivo comunque, per dire, senz aarroganza o spocchia, senza voler essere in nessun modo uno stupido bacchettone, che magari, potete seguire, se volete, il consiglio che è riportato nel post ed aiutare chi è in difficoltà. Non lo faccio perché me lo dice il mio credo religioso (sono ateo), ma semplicemente per me. Ed amichevolmente vi dico… fatelo anche voi, se volete fare qualcosa di concretamente utile!

  46. Andrea Casoli
    Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 3:41 PM | Permalink

    nomi, cognomi e indirizzi: può essere utile, credo.
    Grazie!

  47. Jake
    Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 4:18 PM | Permalink

    …e c’è anche da commentare??? ma dei sacrosanti calci in culo????

  48. Pubblicato il 15 giugno 2012 alle 4:56 PM | Permalink

    ………Questa ideona sarebbe frutto di una agenzia pubblicitaria? Sono davvero senza parole o quasi!
    Certe persone cosa credono che sia twitter? La panacea di tutti i mali, questi anzi si mettono pure a sfidarli, con un’idea che fa male, in primis a chi è stato colpito in secundis alla comunicazione!
    Ci vuole, un filtro, sapere dire basta.
    Certi reality sono e restano in TV. Twitter è altro e chi ha avuto questa idea credo proprio non l’abbia capito.

  49. Pubblicato il 16 giugno 2012 alle 9:17 AM | Permalink

    Pessimo uso della comunicazione.
    Non ci vuole poi tanto a organizzare una selezione di poster da esporre e vendere per recuperare fondi, come è successo a Roma, lo scorso anno, per il disastro in Giappone. Sarà un’idea classica e banale ma, funziona sempre.

  50. Pubblicato il 16 giugno 2012 alle 10:39 AM | Permalink

    maremmacane che cosa devo leggere.
    Certa gente dovrebbe provarlo come te e me, il terremoto. Magari scuoterebbe loro le idee oltre che il corpo. Ne leggo tante di stronzate social-oriented (de’, ci lavoro..), ma questa merita la menzione.

  51. Pubblicato il 16 giugno 2012 alle 11:52 AM | Permalink

    Ottimo articolo di denuncia. Bravo Gianluca. Ti segnalo un’altra iniziativa che mi sembra quantomeno sospetta che è quella delle tantissime magliette con scritte e immagini che riportano al terremoto. Un’altra forma di speculazione del dolore? Infine segnalo un ottimo articolo del fatto quotidiano di oggi, sabato 17/6 su dove e come sono state gestite le donazioni alle Banche per il terremoto de l’Aquila.

  52. Pubblicato il 16 giugno 2012 alle 11:15 PM | Permalink

    non so voi, ma sto provando un fortissimo imbarazzo in merito.

    se penso che faccio lo stesso lavoro di sciacalli simili mi viene il mal di testa

  53. Alessandro
    Pubblicato il 17 giugno 2012 alle 1:47 AM | Permalink

    Tu e sto minimarketing mi sa che invece hai un minicervello. Scrivi di tutto, fai tutto tu e giudichi tutto e tutti. Sta attento ragazzo, i social non perdonano e i re dei fuffologi che sono presenti in tutti gli incontri e sostenuti da una piccola casta di spammoni come te, hanno rotto le scatole.

    Hanno ragione in tanti a sostenere che tu e la fuffa, come il tuo libro, siete la stessa cosa, ti occupi di marketing? Allora non rompere i coglioni, occupati di fare digitale, cultura e non stare sul cesso a dire cosa e giusto e cosa e sbagliato, IMBECILLE!

    • LOL
      Pubblicato il 26 giugno 2012 alle 9:59 AM | Permalink

      Questo mi sa che è il genio del direttore creativo, che strategia!! Furbone

  54. zac
    Pubblicato il 17 giugno 2012 alle 12:31 PM | Permalink

    Bello l’articolo. E sana la rabbia. Il cartello con cui oscurano il sito spiega tutta la loro mancanza di professionalità: “è stato interpretato male… non è stato compreso…”
    Anche il più giovane dei comunicatori sa – o dovrebbe sapere – che la comunicazione che non arriva è comunicazione fatta male.
    Nessuna novità.

  55. alessia tronchi
    Pubblicato il 18 giugno 2012 alle 12:39 PM | Permalink

    Purtroppo iniziative di questo tipo fioriscono, alle volte con scopi infimi altre solo per superficialità e poca conoscienza della realtà e di ciò che davvero serve. Ne segnalo un’altra http://www.viciniperunmomento.com. … non si proprone l’uso di twitter, ma il concetto è lo stesso!
    Pubblicitari e sviluppatori potrebbero essere più utili se mettessero le loro energie partecipando ad iniziative come hackatlon terremoto
    o https://terremotoemilia.crowdmap.com/#

  56. Elena
    Pubblicato il 19 giugno 2012 alle 1:04 AM | Permalink

    Pessimo, ci ero cascata.
    Cancello subito il tweet e rimango fiera della raccolta di viveri che abbiamo fatto all’università.

  57. Pubblicato il 20 giugno 2012 alle 3:16 PM | Permalink

    “l’ideona” non è altro che la brutta copia di un’idea Asics http://www.youtube.com/watch?v=SnrzClsOlyU

    Per il resto è vergognoso quello che hanno cercato di fare. Di nuovo, sulla pelle degli altri. I social media stanno portando a un rinnovamento sociale: stanno mettendo in pratica quel comportamento etico che avrebbero dovuto darci come esempio tutti quelli che siedono sulle poltrone di prestigio.

  58. Hybrid Design
    Pubblicato il 19 luglio 2012 alle 4:27 PM | Permalink

    ciao complimenti per il tuo post! Se può interessare ho trovato un’altra volpe… QUESTO PERSONAGGIO HA CREATO UN SITO WEB CON L’OBIETTIVO DI VINCERE UN PREMIO -FINE A SE STESSO- MA ESCLUSIVAMENTE CON IL CONTRIBUTO DEI TERREMOTATI!!! Aiuto!! Sto piangendo…
    http://www.stellissimo.biz/stellissimo.html

  59. Pubblicato il 14 giugno 2012 alle 11:25 AM | Permalink

    Gli imbecilli della Saatchi&Saatchi scrivono anche che la loro iniziativa “Non è stata compresa”. Notare la sottigliezza…Non sono loro a non aver capito un cazzo, ma gli altri….(Scusate il francese, ma certe volte…)

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