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ScosseVsTweet: quando la creatività è inutile e fine a se stessa

Premetto: può darsi che la mia condizione di abitante nella zona del terremoto comporti un particolare stato di insofferenza, ancora più accentuato rispetto alla normalità, verso tutto quello che trovo futilmente pubblicitario e secondo me inutile e dannoso al fine ultimo dell’aiuto concreto. Detto questo, ho una storia da raccontarvi. Mettetevi comodi, è abbastanza lunga.

Qualche giorno fa mi scrivono dal comune di San Felice inoltrandomi una strana email, chiedendoci lumi e un consiglio (a me e all’altra #volontariadigitale di terremotosanfelice.org). All’inizio, pensavo a uno scherzo, ma leggendo bene si capiva che la lettera era autentica. Vi riporto fedelmente, anonimizzandola (i grassetti sono miei):

da: Persona del Comune di San Felice a: Gianluca Diegoli

Vi inoltro questo progetto che mi è arrivato tramite contatti vari di Cna… Vi chiedo consiglio perché io twitter non l’ho praticamente mai usato.

vi sintetizzo la mia opinione: mi sembra che il tipo chieda a noi un impegno senza che per noi ci sia un ritorno… anzi, psicologicamente, non sono così convinto che ci siano ritorni positivi per i nostri cittadini.

—– Messaggio inoltrato —–

Da: Creativo di Grande Agenzia Milanese <yyyyy@xxxx.it>

A: xxx@comunesanfelice.net

Inviato: Venerdì 8 Giugno 2012 15:37

Oggetto: Progetto no-profit Twitter.

Ciao xxxx,

in attesa di spiegarti a voce l’iniziativa, ti allego due righe che descrivono più o meno tecnicamente (non siamo entrati troppo nel dettaglio) quello che stiamo organizzando. Queste righe potrebbero essere anche le stesse che manderemmo a tutti i sindaci delle zone colpite dal sisma.

—————————

IL PROGETTO

Abbiamo deciso di promuovere un’iniziativa no-profit a sostegno dei nostri concittadini che, oltre ad essere stati colpiti dal terremoto in Emilia, ogni giorno devono sopportare lo stillicidio di nuove scosse.

Questo terremoto infinito rischia di scoraggiare la nostra popolazione e minare la loro voglia di ripartire. Abbiamo così deciso di lanciare un sito che desse la possibilità agli italiani di inviare il proprio messaggio di incoraggiamento alle popolazioni colpite dal sisma.

Il sito è www.ScosseVsTweet.it. Sul sito, attraverso un grafico, sarà possibile seguire una sfida unica: da un lato il numero delle scosse telluriche aggiornato in tempo reale, dall’altro il numero di messaggi di incoraggiamento inviati dagli internauti tramite Twitter.

Per inviare un messaggio di incoraggiamento basterà inviare un tweet con l’hashtag #ScosseVsTweet. Le scosse partono già da più di 1.600, quindi il lavoro non sarà semplice. Ma superare questo numero può essere importante per dimostrare che, grazie al sostegno di tutti, noi siamo più forti del terremoto.

In più, sarebbe bello se i nostri concittadini potessero leggere in diretta i messaggi d’incoraggiamento a loro indirizzati da tutta l’Italia. Come? Con un monitor, collegato ad internet 24 ore su 24, che mostri la pagina web con la sfida in corso.

Ed è proprio su questo che chiediamo il vostro contributo, attraverso l’impegno (da parte di chi sia intenzionato ad aderire al progetto) a posizionare un monitor nei più importanti centri di accoglienza.

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Ovviamente è ancora tutto da chiudere al meglio, ma il contenuto è questo. Ora, quello di cui avremmo bisogno, è un ente che firmi l’iniziativa. L’ente potrebbe essere il tuo comune, o l’unione dei comuni interessati dal terremoto. Oppure, meglio ancora, potrebbe essere un’associazione no-profit (creata ad hoc o già esistente). Noi suggeriremmo questa seconda ipotesi perché permetterebbe di muoverci con maggiore snellezza, data l’urgenza della messa online. N.B. noi saremmo pronti ad uscire sul sito già da questo sabato!

Tutto qui. Rimango in attesa di una telefonata, bastano veramente 5 minuti credo, in modo da poter capire la fattibilità della cosa da parte vostra. Ti allego anche la schermata (ancora super confidenziale ed in fase di finalizzazione) di quella che sarà la pagina web.

Ora, immaginate cosa ho suggerito al mio Comune? Questi fanno una campagna in cui:

  • non mettono una lira, e sono una delle top agenzie in Italia, con budget di clienti di milioni di euro, e nemmeno promettono, che ne so, un euro a tweet inviato (che già è una modalità che aborro, il cause related marketing, ma meglio di niente)
  • pretendono che i comuni mettano degli LCD nei campi tende degli sfollaticollegati 24 ore su 24, a internet, poi! (e già questo significa non avere la minima idea delle vere necessità, della sofferenza di questi luoghi, del tipo di persone che in maggioranza vi sono ospitate, disagiati, stranieri, anziani, bambini)
  • fanno passare una roba come la lotta tra tweet e scosse come incoraggiante: ehi, guardate che gli psichiatri nei campi stanno lavorando notte e giorno per far dimenticare il numero di scosse e far pensare ad altro le persone. E questi gli vogliono mettere i megaschermi con le scosse in realtime, follia.
  • distolgono l’attenzione delle persone online dai tweet in cui si indicano forme sostanziali di solidarietà (conti correnti, PayPal, donazioni in natura e in volontariato) in nome del giochino figo da portare a Cannes l’anno prossimo

Solo in un’agenzia di pubblicità purtroppo può essere partorita un’idea simile. Ma non è finita. Io pensavo che, visto il rifiuto dei sindaci di supportare la cosa, sarebbe morta lì. Mi sbagliavo.

Oggi Pierluca mi segnala che il progetto “Twitter no profit” come lo chiamano loro (e ci mancherebbe pure che fosse profit) è partito lo stesso. Mi chiedo “quale sarà l’ente che ha patrocinato questa cosa?”. E comincio a indagare. Leggo il loro comunicato stampa, che ovviamente è uguale al brief, come da tradizione (capito? hanno usato i loro potenti mezzi non per aiutare direttamente, ma per promuovere il loro giochino. Grassetti miei anche qui):

ScosseVsTweet per l’Emilia

Un sito e tanti messaggi su Twitter per ridare coraggio alla popolazione colpita dal terremoto

Mercoledì, 13 giugno 2012 – 12:21:00

Dopo essere stata contattata dai ragazzi di “Noi Non Tremiamo”, pagina Facebook che ha l’obiettivo di incoraggiare le popolazioni colpite dal sisma in Emilia, Saatchi & Saatchi ha deciso di creare per loro un’iniziativa inedita. L’obiettivo è proprio quello di dare coraggio ai terremotati. Perché, per ripartire, non c’è bisogno solo di soldi, ma anche di ottimismo.

Questo terremoto lunghissimo, caratterizzato da infinite scosse, rischia di scoraggiare la popolazione emiliana e minare la loro voglia di ripartire: è stato così creato un sito (www.ScosseVsTweet.it) che dà la possibilità agli italiani di inviare il proprio messaggio di incoraggiamento alle popolazioni colpite dal sisma.

Sul sito, attraverso un grafico, è possibile seguire una sfida unica: da un lato il numero delle scosse telluriche aggiornato in tempo reale, dall’altro il numero di messaggi di incoraggiamento inviati dagli internauti tramite Twitter.

“Le scosse partono già da più di 1.850, quindi il lavoro non sarà semplice”, dice Alessandro Orlandi, direttore creativo di Saatchi & Saatchi; “Non sappiamo se vinceremo la sfida. Perché questo accada c’è bisogno del contributo di tutti. A partire da chi, su Twitter, ha molti follower: dai giornalisti, alle radio, ai cantanti e così via. Ma superare questo numero può essere importante per dimostrare a quelle popolazioni che, grazie al sostegno di tutti, si può essere più forti del terremoto”.

Ma stavolta non hanno fatto i conti con il motto “everything is forwardable“, giusto? E allora ecco cosa ho scoperto, a fiuto:

  • i “ragazzi” della pagina Facebook di “Noi Non Tremiamo“, in realtà non esistono, se li sono inventati loro visto che i sindaci non avevano abboccato al pitch: la pagina Facebook in questione, anonima e senza alcuna indicazione né aiuto concreto, è stata aperta solo lunedì scorso, al contrario delle tante pagine e gruppi Facebook di solidarietà che sono nate spontaneamente e che hanno migliaia e migliaia di aderenti. L’account Twitter, idem, creato pochi giorni giorni fa, nessun tweet, nessun follower o quasi: sono entrambi account creati ad hoc sempre dalla Grande Agenzia, che — a quanto pare —  ha chiesto in realtà a sé stessa di intervenire. Con qualcosa di fake, come nella migliore tradizione pubblicitaria.
  • a completare il quadro, la prima versione della pagina non aveva nemmeno un’indicazione di dove donare qualcosa di concreto. Poi “qualcuno” gliel’ha fatto notare, e voilà, almeno un angolino, un link alla Regione. Ma tuttora è ben più in evidenza il bottone per il loro fantagruppo, in cui non c’è nessuna info e nessuna indicazione. Triste, molto triste.

Questa cosa, in verità, se fosse stata creata da un ragazzino, qui, al volo, in dieci minuti, sarebbe stata pure accettabile: autoironia e discutibile gusto dell’hacking sismico, ma così, piombata dall’alto, programmata con tanto di pitch ai sindaci, spacciata falsamente come una roba fatta dagli emiliani e richiesta da un gruppo inesistente (e infatti tutti i tweet vengono da fuori regione, pensando che sia una roba emiliana genuina), io la trovo inaccettabile ed eticamente al limite.

Inoltre, trovo che svilisca il REALE ruolo di collante e di radar di informazioni e di diffusione delle richieste di aiuto che ha fatto di Twitter il nostro mezzo principale di contatto nel post terremoto, riducendolo di nuovo a un giochino 2.0 adatto per qualche campagna di bibite gassate, di detersivi o di pannolini (con tutto il rispetto per questi prodotti).

Comunque, visto che di tweet si tratta, facciamo una gioco anche noi. Lasciate nei commenti il vostro parere su questa idea della madonna o fate un tweet con #PayPalVsTweet. (e se volete fare qualcosa di davvero utile, andate sul sito del Comune di San Felice, o in quello di Finale, o in quello di Rovereto e donate un euro. Poi fate pure un tweet con #PaypalVsTweet)

Update: la pagina Facebook è stata anonimizzata, il sito prima oscurato, poi inoltrato alla raccolta fondi dell’Emilia-Romagna, l’account Twitter cancellato. “non siamo stati capiti”. #RIP.

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