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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Il marketing dello stabilimento balneare

Ormai è una fissazione: la Romagna, la spiaggia. Sarà il caldo, non so. Comunque, quello che avevo sempre voluto scrivere, dopo lunga gestazione, è qui sotto. E’ una vita che sono schiavo dei bagnini, mo’ basta. Almeno ora siete avvertiti, eccovi la matrice strategica per segmenti dello stabilimento balneare, detto volgarmente ‘bagno’. Mind your marketing beach.

Tradizionale Innovativo
Vecchi E’ lo stabilimento cosiddetto fossile. Ogni anno ha gli stessi clienti, meno i morti. Si caratterizza per cartelli minacciosi quali “i lettini si pagano in anticipo!” “leggete bene i prezzi!” “non si gioca a beach volley prima delle 16!”. La leggenda dice che alcuni bimbi entrati al bar con i piedi sporchi di sabbia non siano più stati ritrovati.
Se chiedi un ombrellone solo per due o tre giorni, ti invitano a cercarti un altro posto. Se chiedi il quotidiano da leggere con il cappuccino, la risposta può essere “All’edicola a 50 metri”. Pagamenti solo in lire.
E’ all’incirca lo stesso bagno del segmento tradizionale, ma in cui il bagnino Vincenzo Junior comincia a esercitare una certa influenza. Cerca disperatamente di catturare i nipoti dei nonni già clienti, spostandosi nel segmento qui sotto. Di solito cerca un riscatto inserendo nuovi giochi (presi di seconda mano dal bagno nel quadrato sotto) e togliendo quelli in acciaio e amianto anni ’60, e mettendo il fasciatoio in bagno (le chiavi pero’ sono rigorosamente custodite dal padre al bar, ‘che poi ci vanno i negri’). Il numero, anche se aumentato in modo impercettibile, di bambini provoca però di solito delle rivolte a colpi di bastone ricurvo tra i vecchi clienti.
Famiglie “Niente di più, niente di meno”: questo quadrato comprende la maggior parte degli stabilimenti. Non ci trovi nulla che non hai già visto da 4 anni prima da altre parti. Il TV sat per esempio è arrivato nel 2004, i mondiali dell’82 erano in bianco e nero. Il pubblico è composto di incastrati (che hanno comprato il classico pacchetto hotel+spiaggia inclusa), clienti casuali che scelgono “quello più vicino all’appartamento” stranieri sperduti ingannati dal cartello Wir sprechen deutsch (uniche parole conosciute dal titolare), e i figli dei clienti incastrati che a loro volta hanno messo su famiglia. Lo sconto sottobanco “ma non ditelo a nessuno” dipende dalla lunghezza del vostro albero genealogico come cliente.
Il “regno del bambino”. Attenzione: i bimbi sono dotati di tessera magnetica o smart card per accedere a giochi gonfiabili delle dimensioni di Godzilla, animatrici baby sitting lavorano 24 ore su 24. Un controllo radar sorveglia in modo che non escano dal perimetro del bagno. Naturalmente i bambini extra-bagno privi del permesso di soggiorno vengono immediatamente ricondotti alle frontiere.
Giovani E’ il bagno-bar dove c’è l’afterhours, le casse di legno per sedersi e ballarci sopra, musica a palla, e co-marketing con la discoteca locale amica del bagnino che offre biglietti gratis in esclusiva ai clienti (in realtà li offre a tutti, ma loro non lo sanno).
Come, esiste ancora? direte voi. Si, ancora.
Insomma, è l’outlet a basso prezzo dei giovani, soprattutto di quelli con i capelli che sembrano usciti da programmi della De Filippi.
E’ quello di cui leggete meraviglie sull’annuale articolo pubbliredazionale di MAX sui trend dell’estate, ma, attenzione!, a volte è pura invenzione giornalistica, e quando arrivate e chiedete dov’è il Wi-fi, o qual è l’ombrellone della Lessa, o dove posso ritirare il mio iPod incluso nel lettino, il bagnino vi guarda un po’ stranito.
Vi si svolge solitamente un torneo VIP del nuovo sport importato dalla California, dal titolo alla “beach-waterpolo” o di “beach-squash”, trasmesso da Verissimo e sponsorizzato dalla bevanda dell’estate, di solito un the al tamarindo con 40 gradi di alcool, o la spremuta ecologica, ma al rhum. Se chiedete il prezzo dell’ombrellone, i bagnini arrossiscono e vanno dietro al bancone a consultare il listino: non ci hanno proprio pensato, a quelle cose strane.

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10 commenti

  1. PatMaga

    Avevo deciso di fare il week-end a Rimini… adesso non guarderò piu’ la spiaggia con gli stessi occhi:-)
    p.s. I bimbi con i piedi sporchi di sabbia… ih! sono stata anch’io una delle piccole ‘vittime’

  2. Applausi.
    Ci voleva la categorizzazione dello stabilimento balneare!

  3. Gianluca, Gartner ti fa un baffo …

  4. Come le fai tu, le matrici… :-)

  5. certo che al posto di “vecchi” potevi usare qualcosa di più carino :)
    e poi hai dimenticato che nei primi 2 bagni c’è l’energumeno (più o meno anziano) che presidia il bagnasciuga per scoraggiare 1. portoghesi che tentano di fare il bagno E appoggiare per terra asciugamano 2. venditori ambulanti che “dan fastidio ai clienti”.
    nei bagno per famiglie invece gli ambulanto sono spesso amici del titolare che o li aiuta perchè ai clienti fa piacere trovare in spiaggia “la borsa che non è di prada ma è proprio uguale” oppure pretende la mazzetta per non chiamare la polizia.

  6. [mini]marketing

    simone, grazie delle precisazioni, condivido.

  7. deliziosa la descrizione, ma ti inviterei a visitare una spiaggia libera sotto roma; c’è da ridisignare altro che matrice :)

  8. Andrea Vigna

    vogliamo parlare del modello turistico di Rimini?
    innovazione=0 (salvo darsena,ahimè marketing zero)
    qualità del servizio=discreto
    prezzo=medio
    l’unico tentativo di rendere gli stabilimenti più accoglienti più differenziati, salvo raccomandati, è stato ampiamente cassato dal comune che ha inferto multe salate agli unici stabilimenti che avevano nutrito un desiderio di cambiamento.
    morale:
    lungomare del 1960
    clienti dagli hippy del 2000 alle famiglie che stringono la cinghia ai mezzi borghesi vestiti da cavalieri.
    qualche punto di ritrovo isolato
    spiaggia “modello mercato del pesce”
    siamo indietro 50 anni da toscana e sardegna