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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

I tristi attori-dipendenti

Siccome si è letto da qualche parte che la parola chiave è ‘persone’ allora si pensa di usare i propri dipendenti per umanizzare l’advertising della propria azienda – che è già un ossimoro di per sè. Io trovo che sia triste, forse anche non etico e soprattutto inutile.

  • Triste, perchè è facile prendere un povero cristo come me o te, illuderlo con la promessa della fama televisiva in modo che si presti praticamente gratuitamente, e farlo poi massacrare di luoghi comuni e battute da avanspettacolo (l’accento, la faccia da medioman, le mani bucate da donna) da una Gialappa mai così povera di idee, senza che questo possa minimamente reagire, se non con un sorriso post-fantozziano – come è umano lei! Con chi state, con la Gialappa a busta paga della banca o con il povero cristo-dipendente sfigato?
  • Non è etico, perchè si sfrutta un rapporto lavorativo per incentivare/solleticare/sollecitare una comparsata, in presenza di una grande disparità "contrattuale", per poi ovviamente vietare qualsiasi follow up con media e giornali che non sia mediato dalle PR aziendali
  • Inutile, perchè se lo scopo è quello di far apparire più umana l’azienda, trasformarne i dipendenti in attori, con una parte da recitare limata a tavolino da comici e agenzie pubblicitarie, non raggiunge di certo lo scopo, anzi.

Se l’obiettivo è quello di apparire umani e aperti, l’unico modo è lasciare scrivere, descrivere, parlare in modo spontaneo, cosa che in banca peraltro mai succederà. E allora torniamo agli spot con testimonial e attori pagati, per favore.

Technorati Tag: intesasanpaolo,spot,gialappa

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15 commenti

  1. Credo che questo sentimento nasca dal prolungarsi della campagna. Se si fosse limitata a qualche episodio probabilmente avrebbe avuto un impatto meno “falso”.
    Scrivo però perchè mi chiedevo se una banca poteva accedere allo spazio pubblicitario di questo blog. Insomma non c’è ancora nessuno che se lo merita?
    Chi lo decide? Quando? Sono curioso di vedere dei banner meritevoli.
    P.S. Non lavoro per una banca. Davvero.

  2. Ma perché questi non sono attori? Come fai a sapere che sono i veri dipendenti?

  3. il rappresentante della sede calabrese è un ex compagno di classe del liceo della mia coinquilina. e lavora effettivamente per la banca. quello è un dipendente vero, non un attore.

  4. Per una volta non sono del tutto daccordo; credo anche io che se si fosse limitata ai primi episodi sarebbe stata più efficace, ma alla lunga somiglia alle pubblicità dei detersivi con protagoniste “spontanee” casalinghe … e che dopo 30 anni trasmettono ancora!

  5. “-cut cosa che in banca peraltro mai succederà.”
    Come è umano lei!
    Non fare così, ti prego… non togliermi(ci) la speranza.
    Sai le bugie che si dicono “a fin di bene”, ecco, una di quelle sarebbe andata meglio…
    ciao :)

  6. Anch’io credo che come campagna non sia male, anzi, simpatica. Se poi i dipendenti sono stati sfruttati, ovvero non ricompensati per la comparsata, questo è veramente scorretto.
    Dicevo, però, che il problema, in realtà, è un altro. Sarebbe bello, infatti, che dietro quella pubblicità, che fa delle promesse “forti” e molto impegnative, vi fosse della “sostanza”, in termini di: maggiore (reale) orientamenteìo al cliente, flessibilità, customer care. Per le esperienze che ho avuto e per quello che ho sentitito dire, mi sa che devono fare ancora molta strada… Il problema è che banche, assicurazioni, telecomuinicazioni sono ancora troppo “barrierate”, si tratta di settori oligarchici; lo sono troppo affinchè una reale sensibilità e prossimità al cliente possano farsi largo fra le imprese

  7. Gianni

    se da un lato potresti aver ragione..anche io, come “ELMANCO”, non concordo pienamente.
    1) per le ragioni già descritte da lui
    2) perchè sentendo le reazioni della gente il risultato di sicuro è stato raggiunto (purtroppo forse!) e quindi almeno l’ultimo punto (“inutile”) non credo sia corretto. Questo ci porta a considerare che ancora nel 2008, con tutti i cambiamenti in questo mondo, se le cose funzionano, siano esse “tristi” o “non etiche”, vanno in onda. Purtroppo “la massa” ad oggi ha ancora un atteggiamento passivo nei confronti dell’adv, i ragionamenti di questo tipo sono pochi e se fa ridere e mi ricordo che è del Sanpaolo..FUNZIONA!!
    sarà triste, non sarà etico..ma non è inutile!!
    saluti gente!!

  8. @all: se non siete d’accordo, mica dovete scusarvi. io scrivo proprio per avere un’opinione diversa dalla mia :)
    forse chi conosco io non è in target con lo spot, ma la pensava come me sull’utilità… confermo che sono dipendenti, davvero.
    @dario: il banner di questo blog è gestito dal circuito metafora, che ha regole un po’ particolari a cui ti rimando.

  9. io sinceramente pensavo che negli spot ci fossero attori e non veri dipendenti. mi soffermerei più su un altro aspetto. Il primo criterio di scelta della banca rimane da decenni la vicinanza alla casa o all’ufficio. immutato. non importa quanti soldi spendano in comunicazione [e ne spendono davvero un sacco]. ciò che mi pare interessante in questa campagna è che ha un REALE riscontro nella quotidianità della banca in questione. che è la prima in Italia che ha deciso di non rovesciare sul cliente il problema “sicurezza” e sta facendo agenzie completamente “open”. senza metal detector, senza l’obbligo di lasciare chiavi e zainetti all’ingresso. e questo è in totale controtendenza con il resto delle banche in Italia [ho visto agenzie che richiedono anche l’impronta digitale per entrare. robedamatti], e credo che nel promo lo trasmettano abbastanza bene.
    che poi adesso tutto questo entusiasmo. sembra che mi paghino qaunto la gialappa. ma in realtà sono solo contento di poter entrare in banca con le chiavi in tasca.

  10. sull’efficacia e validità dello spot poco importa che siano attori o meno. Però a me piacerebbe vederer il dipendente che fa il proprio lavoro, parla del proprio lavoro, e che mi convince a usare proprio quella banca lì.Ecco: bisogna avvicinare la banca e la pubblicità alle persone. Qui si è fatto il contrario…

  11. e se la nostra fosse solo una grande e grossa “pippa mentale”? (diamo spazio allo spirito critico) :)

  12. @daniele: cosi’ non vale pero’, devi circostanziare lo spirito critico :)

  13. E c’è un altro problema (anche a me questi spot mettono tristezza): il protagonista dello spot non è l’impiegato della banca, ma la Gialappa.
    Think about that for a minute.

  14. la domanda: chi ci assicura che queste persone siano poi i dipendenti (es. nello spot della banca)?