Lo strano caso del web 2.0 (seconda parte)

Premessa: questo post riparte da quest’altro di Piccolo Imprenditore, un secondo tempo o quasi.

Inquadratura – fine grande presentazione su Wikinomics, Blog, Power to the people, valore della conversazione, ROI dei social media, entrare in contatto con i propri consumatori, influencer…

Prospect: – Figata ‘sto 2.0! Me lo fate voi?

Agenzia: – No.

P: – Ah, ah, voi giovani consulenti 2.0 siete proprio simpaticoni, così easy, così smart! State scherzando, vero?

A: – Guardi che io ho quasi 40 anni eh. Comunque no.

P: – Oh. Perché no?

A: – Perché non possiamo avere la vostra passione per le attività che fate voi. E per scrivere un blog serve passione, si ricorda? La faccia umana da mostrare, la trasparenza, la…

P: – Ah, ma la passione per quella roba non l’abbiamo nemmeno noi, se è per questo – ah, ah! Cioè, magari 20 anni fa, ma poi siamo stati comprati da una multinazionale di Minneapolis e la produzione ora è in Romania.

A: – Ma scusi, e i vostri prodotti come li sviluppate?

P: – Ah, beh, tanto son sempre quelli da anni. Una ritoccata qua e una là. I clienti comprano da noi perché sanno che tutti i prodotti sul mercato sono uguali, ma sono troppo pigri per cambiare fornitore.

A: – Capisco. E incentivare la discussione tra di loro per capire come cambiare il prodotto, e magari innovare? Non so, una wiki privata in cui…

P: – Ma noi siamo i leader di mercato, mica ci facciamo fare la strategia dai primi che passano!

A: – Ma non sono i primi che passano, sono i veri appassionati che potrebbero…

P: – Si figuri, i nostri clienti sono degli analfabeti digitali (ah, ah!). E poi non abbiamo tempo, ho l’ufficio marketing in cassa integrazione. Cosa possiamo fare secondo lei a questo punto?

A: E cosa mi dice di quel convegno di 2 giorni su Enterprise 5.0 a Capri organizzato dalla Ermst Teloitte Old Arckentour BDG & Partners? E le 200 slide che producete a settimana: potreste usarle per comunicare in modo diverso.

P: – Ah, beh, ma che c’entra scusi, la formazione è importante, come anche la pianificazione, sono attività core. E poi non c’è la prova provata del Return On Investment.

A: – Per quali investimenti calcolate il ROI?

P: – Beh, per la verità, al momento, nessuno. Tanto investiamo sempre sulle stesse cose da 10 anni, eh e sappiamo cosa funziona. Ma sa, invece queste cose futuribili hanno bisogno di un calcolo preciso del ROI.

A: – Ma, quindi…

P: – Idea. Non potete costruirmi un algoritmo che scientificamente dimostri la validità dell’investimento 2.0, determini la quantità di risorse e le modalità tecnologiche e di interazione più adatte, con una probabilità di successo del 95 per cento, tarato con precisione statistica al 99%?

A: – Ah, per questo non c’è problema. Glielo possiamo fare, sono circa 500 giorni uomo, le vengono via a 250.000 euro, scontato 50%.

P: – Mi sembra buono, e per quella cosa della passione ecc. ecc.?

A: – Per quella, possiamo consigliarvi una società di consulenza, che per soli 50.000 euro vi farà un audit propedeutico del clima interno.

P: – Ah, bene! E per il suo disturbo di oggi una cena va bene?

A: – Certo, purché lo possa scrivere nel mio blog.

P: – Ah, ah, un blog? Certo, chi se ne importa del suo blog, scusi.

Vuoi i nuovi post ogni venerdì alle 9?

Altro sull’argomento

Di (altrui) passioni, parte seconda.

Perché aprire (o no) un e-commerce

20 microbusiness che sfruttano al meglio l’online e le 4 P low cost del marketing della PMI

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.