Digital branding: l’obiettivo di ogni strategia è non dipendere da nessuno

Qualche giorno fa hanno aperto una nuova tangenziale, in un paesello vicino a dove abito: sposterà il traffico di passaggio dal centro all'esterno. Bene, gli abitanti saranno contenti, direte voi. Dipende.

So già quello che succederà, il bar chiuderà, la stazione di servizio cercherà di spostarsi, altre attività languiranno e poi moriranno. Per seguire un interesse collettivo, gli interessi o i privilegi individuali devono subire dei danni, non ci sono vie di mezzo (ma questo è per un altro post, sugli italiani, che non scriverò mai).

La mia metafora: Google è come la strada, porta impression (gli sguardi degli automobilisti), visite e conversioni (i cappuccini del bar diviso per i numeri degli avventori). Ma, oltre al cappuccino, il bar non ha veramente stabilito un impatto e un contatto permanente, o un qualcosa "che conta", tali da indurre qualcuno a non percorrere la nuova strada, per continuare a far colazione nel solito posto.

La sfortunata epopea di tante attività online, grandi e piccole, è esattamente uguale: progetti che non riescono a raggiungere l'indipendenza dal mezzo e la contro-dipendenza del cliente da loro. Continuano ad alimentarsi di forme esterne di dipendenza che alla lunga li soffocano e li rendono vulnerabili.

Non fanno qualcosa per cui valga la pena deviare dalla strada che si percorre, si appoggiano solamente al traffico di terzi (che sia "naturale" od organico, o comprato in Adwords poco importa). E questo traffico, come nel caso del nostro bar, non è gratis, è stato acquistato come avviamento e come visibilità su di una strada ad alto scorrimento che non ci sarà più. Google decide di cambiare le regole del SEO, e puf!, il vostro avviamento scompare.

Ogni strategia di (web) marketing deve avere come obiettivo l'indipendenza dai mezzi e la controdipendenza del cliente: capiamoci, tutti i mezzi devono essere utilizzati, ma appunto come mezzi, e non come fini. Anche Facebook è una forma di dipendenza, anche se inferiore a quella di Google: è un mezzo, nel momento in cui i fan (indipendentemente dai tecnicismi) sono tuoi, pronti a seguirti da un'altra parte, e non davvero di Facebook, non importa se Facebook non vi dà la loro mail, che è ancora un altro mezzo, non un fine. E idem per Twitter.

Non è un'incentivo a fare solo newsletter: anche queste sono mezzo, non un fine. Se non creiamo qualcosa di cui importi veramente a qualcuno, non c'è indipendenza nel mandare direttamente una mail che verrà ignorata. Se creiamo qualcosa di veramente importante, sarà Google a venirci a cercare, a indicizzarci, perché vorrà fare un bel favore ai suoi utenti. E Facebook ci penserà su, prima di cancellare qualcosa che porta utenti anche a lui, e non solo a noi.

Per questo, quando vedo che il traffico su questo blog arriva solo in minima parte dai motori di ricerca, non mi preoccupo più di tanto, finché ci sarà qualcuno che direttamente decide di venire qui a leggere.

In sintesi, il traffico diretto e le ricerche branded sono i veri indicatori della forza del vostro brand: il superpotere, per cui non dipendete dagli altri.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

28 thoughts on “Digital branding: l’obiettivo di ogni strategia è non dipendere da nessuno”

  1. Una volta era fondamentale creare un proprio community, per dare un seguito al proprio operato. Oggi credi sia possibile/sensato tentare di coinvolgere utenti su una propria piattaforma, quando ci sono competitor inattaccabili?

  2. Pienamente daccordo. Lo sostengo da un sacco di tempo. Il SEO, il SMM, il SMO e tutte le altre tecniche sono delle opportunità, fantastiche quanto vuoi, ma solo delle opportunità.
    Il “bello” viene dopo.

  3. Interessante spunto di riflessione. Concordo su quanto dici: offrire valore e relazione di qualità prima di tutto. Vorrei però aggiungere che la situazione delle new entry nell’e-Commerce (intendo soprattutto aziende con marchio debole/inesistente e in assenza di altri canali) è quella di una realtà affamata di traffico, sicuramente un altro fattore chiave all’inizio. Poi la capacità dell’imprenditore di offrire un qualcosa che porti a ri-percorrere la vecchia strada, quella che ora è più scomoda, per arrivare da lui e solo da lui… beh, è la chiave del successo. :-)

  4. Giusto, Gianluca.
    Credo che investire per rendere il nostro prodotto straordinario è il modo migliore per diffonderlo. Grandissime aziende sono state tirate su senza l’ausilio di Twitter, Facebook e Google ( strumenti che domani potrebbero sparire ) e non riesco a capire perchè quando gli addetti ai lavori pensano al marketing immaginano la pubblicità sui giornali o i volantini per strada.

  5. prima facevo il web designer poi il web developer poi il seo poi mi sono aperto un network adesso la seo è un punto di partenza per affrontare il resto!

  6. L’ unico modo per creare la “dipendenza” del cliente è quello di non cercar clienti ad ogni costo. Non si deve pensare al cliente o preoccuparsi da dove proviene. Se la strada che intraprendi, qualunque essa sia, viene da dentro, dal profondo come la lava di un vulcano, se ne accorgeranno in molti, che diventeranno “clienti”, che ti seguiranno su ogni mezzo. Secondo le leggi della fisica il calabrone non dovrebbe volare, ma lui non lo sa. Basta fare come lui.

  7. Sono d’accordo. Agli inizi stavo dietro ogni consiglio, trucchetto del Seo-guru di turno. Poi Google ha cambiato le carte in tavola, negli anni più volte…e ho visto che anche il seo-guru si perdeva. Allora ho deciso di perdermi da solo e guarda un pò mi sono ritrovato. Ho ritrovato il gusto di scrivere per me e per chi mi vuole ascoltare. Se poi trova qualcosa di valore tornerà a seguirmi. Molti, con mia sopresa lo hanno fatto..e allora ho deciso di aggiungere una newsletter per non dipendere più dai capricci del motore di ricerca. Da questo è nata un’amicizia con molti dei miei visitatori, e come dici tu anche Google mi ha premiato

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