foto di @poeticwordvomit su Instagram. Follow him!

C’erano un centro media, un digital marketer e un cliente al bar

Digital Strategist (DS): dunque, dobbiamo andare a interessare la nostra audience nella coda lunga dei suoi interessi cercando di capire quali contenuti possono facilitargli la vita. Internet è una città che vive nei vicoli, non nei centri commerciali.

Enorme Centro Media (ECM): abbiamo un’offerta per la skin del Corriere, un affarone! 10 milioni di impression a 5.000 euro!

DS: sì, ma non credo che sia efficace la pesca a strascico nel nostro caso, sapete. Genereremmo un’onda d’urto, un’alluvione sul sito della campagna, seguita da un periodo di siccità. E non avremmo più soldi per tutta la coda lunga dei blog, forum, social, siti di nicchia.

Cliente (CL): le impression sono per due occhi o a singolo occhio?

DS: …per due occhi. Ma il punto è: come tratteniamo l’onda di piena in modo che poi possiamo ricontattare queste persone senza ulteriori costi? Newsletter? Social? Retargeting?

CL: davvero sono dieci milioni?

ECM: forse anche di più! Poi noi i blog li abbiamo inseriti nel piano, abbiamo questo tool che paga 4 euro tutti i blogger che usano il nostro comunicato stampa e il nostro video nel loro post. E su Facebook sponsorizziamo un post a settimana.

DS: ma non è un po’ troppo automatica questa cosa dei blogger? Ci porterà solo gente che si vende per 5 euro.

CM: come siete antichi voi DS, ora tutti si fanno pagare!

CL: spendiamo soldi su Facebook?! I social sono gratis, la pizzeria vicino a casa mia…

ECM: ne spendiamo pochissimi su Facebook, non si preoccupi. Torniamo ai dieci milioni.

DS: no, torniamo al click through…

CM: senta ragioniere, la smetta, ancora con questo click through. Questa è una campagna di branding. Dobbiamo misurare il ricordo, il mood, il sentiment.

DS: ah, e come lo facciamo?

CM: lo fa il CL, no?

CL: ah, ma poi vediamo quanto costa ‘sta cosa.

DS: quindi, quanti clic prevediamo?

CM: uff, ah, dipende da voi. Da come fate i banner.

CL: ci voglio il mio logo sopra, anzi due, perché i lati della skin sono due. Poi fate voi, siete voi gli esperti, vi pago per questo.

DS: ok, serve un motivo per farli cliccare: cosa diamo come reward…

CM: si è fatto tardi, le questioni esecutive le vediamo poi.

CL: sì, pensaci tu che sei il marketing.

DS: ma, ma, ma.

CL (pensiero): dieci milioni! In TV mi costavano un fottìo!

[Ogni riferimento diretto a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale, ma dentro c’è un guazzabuglio di 10 anni di storia personale. Per fortuna molti centri media e molti clienti non sono più affatto così, e molti strategist non ne hanno proprio idea, ma alla fine c’è speranza in fondo al tunnel. Sceglietevi bene tra di voi, e il gioco è fatto.]

Vuoi i nuovi post ogni venerdì alle 9?

Altro sull’argomento

Cinque consigli social per ecommerce manager

Chi ha avuto successo col “social media marketing”? E altre leggende.

Se la pubblicità digitale non crea (mass) brand

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

2 thoughts on “C’erano un centro media, un digital marketer e un cliente al bar”

  1. Su questi argomenti di competenze verticali che trovano efficienza nella trasversalità-sistemicità dell’azione (e non è un’opzione) e mancanza di una lingua comune potremmo scriverci un’enciclopedia.
    Tutte le cose che arrivano da Osterwalder a Mauria, Ries, Blank e persino gli “oceanisti”, ora che ci penso anche tutto l’aspetto iconico del del service design, sono alla ricerca di realizzare un linguaggio comune per poter discutere senza “divide”. Tutto/spesso visual. Anche se il visual ha il limite della profondità dell’informazione. Come ampiamente dimostrato dalle infografiche (che palle): va bene per l’overview (se non ti occupi di quello di cui trattano!) :)
    Ciao Gianluca: sempre complimenti. Mi sembri molto emiliano per concretezza e lucidità. O, almeno, io ho quest’idea degli emiliani: glocal!.

  2. articolo interessante e simpatico che da un idea di quanto sia utile concentrarsi sulla selezione di un target corretto, piuttosto che sparare nel mucchio dei grandi numeri con grossi investimenti economici che spesso sono solo sprechi di denaro inutili… a meno che non si voglia fare brand awarenees !!

I commenti sono chiusi.