Piccoli shop, grandi idee: il social commerce che non ti aspetti

Quando conosci i bisogni e le motivazioni, e ami i tuoi clienti, a volte non ti servono grandissimi capitali: serve un po’ di creatività. Non quella creatività vecchio stile in cui cercavi il wow, ma quella creatività brutale e poco cool ma che semplifica la vita, ti mette in relazione meglio con la tua comunità, a un costo sostenibile, e che infine ti fa fa fare business.

Virginia di Allegri Briganti mi ha raccontato di come i gruppi di acquisto siano una importante fonte di vendite, e di contatti. Come funziona? Semplicemente andando dai gruppi di acquisto dove già stanno, nel 2015: nei gruppi (ovviamente) di Facebook. Naturalmente questi sono molto più raggiungibili dei gruppi di acquisto duri e puri che si trovano a dividere la merce nel sottoscala del condominio al giovedì sera.

Mi racconta che ci sono gruppi Facebook creati apposta per comprare collettivamente, altre volte i gruppi sono di discussione ma poi si formano all’interno cordate ad hoc. C’è da dire che Virginia è favorita dal fatto che parla alle mamme, un segmento molto attivo online, e che ha necessità impellenti di comprare. DEVE comprare, e deve risparmiare, ma non troppo, che il figlio è un consumatore esigente.

E’ quindi nell’interesse di tutti trovare cose interessanti a buon prezzo. Lo shop vende «all’ingrosso» a prezzi comunque redditizi, le persone risparmiano, e il collettivo sfrutta l’effetto Booking, la reputazione condivisa del prodotto in vendita, il feedback collettivo. Se lo comprano gli altri — le altre — non posso sbagliare, compro pure io. E sì, anche il gestore del gruppo ci guadagna. A volte anche in denaro, per la fee dallo store per l’annuncio nel gruppo, a volte solo in reputazione: «ve l’ho portata io questa occasione». Sulle consegne e i pagamenti, dipende. A volte c’è ordine, spedizione e pagamento collettivi (più conveniente per chi compra, succede spesso quando ci sono associazioni «reali» dietro ai gruppi) a volte spedizioni e pagamenti singoli (più comodi per chi compra).

Cinzia di Difilato usa Facebook come fosse una piattaforma di flash sales. A cadenza settimanale, sempre lo stesso giorno e stessa ora, c’è lo show. Pezzi ultimi, unici, particolari, rimanenze, cose varie. Il primo che mette il commento «mio!» se lo aggiudica. Volano le mention nei commenti «ehi @amica, questo non te lo puoi perdere» con effetto diffusivo, engagement, antidoto all’EdgeRank connesso. Come si conclude l’ordine: Cinzia ha un negozio segreto, uno sgabuzzino digitale in cui crea «pacchi» ad hoc per chi ha comprato via Facebook, tipo «3 chili di lana per Gianluca» e manda il link, il cliente compra via carrello, in modo standard.

Il terzo caso me lo segnala CamillaVeronica Sodano è il punto di fusione tra ecommerce, commercio tradizionale e logistica. Detto in parole povere, è il primo venditore ambulante che io conosca a fare social commerce. Dal proprio profilo, tagga le clienti sui prodotti che pensa possano fare al caso loro. Si scatenano spesso discussioni, qualcuno preacquista da lì. Altre volte annuncia i nuovi arrivi “cool” dei casalinghi, come un Fancy in salsa partenopea, e quindi adatta al suo pubblico. Mette emoticon, faccine, parla come loro, è una di loro: le tagga, io la odierei, loro la amano, probabilmente. Le clienti prenotano online o al telefono. Poi lei li consegna, a domicilio, che tanto è in giro comunque, e le fa contente da morire. Lei fa everywhere-commerce senza sapere cosa sia, ‘sto e-commerce.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

Un pensiero su “Piccoli shop, grandi idee: il social commerce che non ti aspetti”

  1. Bravissimo Gianluca, articolo interessante, specialmente per me che sono alla guida di una organizzazione di rappresentanza commerciale…..avanti così…..

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