fbpx Scroll to top
  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Quanto vale un like (in donazioni)?

Una mia amica mi ha chiesto come è stato donare per le vittime dell’attentato di Manchester dalla pagina FB di Ariana Grande. Oh, molto semplice, ho cliccato dona, ho scelto la somma tra alcune somme preconfigurate, ho confermato la mia carta di credito (non ricordavo di averla data a Facebook, ma in effetti è la stessa che uso per le Ads), e voilà, grazie, tutto fatto.

Facebook pone un serio rischio a questo punto per le piattaforme di raccolta fondi (siano crowdfunding o charity, poco importa). Al solito, le dimensioni della sua base utenti, la viralità dei suoi oggetti sociali e il tempo trascorso lo rendono la piattaforma ideale per questo. E ora si aggiunge anche la friction minima nell’atto pratico. Una volta che una piattaforma ha i tuoi dati di pagamento, tutto diventa più facile.

Stavo facendo queste considerazioni quando mi è caduto l’occhio sui dati. Abbiamo tutto pubblicamente: conversioni, “scontrino medio”, like, share, commenti. Dove scopriamo che la donazione media è di 16 dollari circa.

Più interessante è l’analisi del clickattivismo. C’è da sempre una discussione aperta nelle ONG e nel terzo settore se il clickattivismo (cioè l’impegno attraverso like e share, anziché atti concreti) sia più un danno o un aiuto all’attivismo “vero” (soldi, gente che scende in piazza, ecc.). Io da sempre penso che sia un bene. Sì, è un’attività che in parte scarica a gratis la coscienza a chi non vuole fare altro (e quindi parzialmente in concorrenza con la donazione, per esempio), ma alla fine secondo me fa più bene che male. Il clickattivista non è sempre e comunque un clickattivista, e si può trasformare a seconda delle situazioni, del periodo e del trasporto che possiamo suscitare in un vero attivista: è un riservista, nel mio modo di vedere. E nell’epoca dell’attenzione, è comunque un vantaggio disporne. Non sappiamo infatti quanti avrebbero donato in mancanza di quelle 738.000 condivisioni – sì, sono più dei soldi raccolti, e ci sta, è normale che sia così.

Quindi, 2,5 milioni di reazioni-like hanno portato a 365.000 dollari: non possiamo certo dire sia causa-effetto diretto, ma facendo la divisione una reazione/cuore/like vale 14 centesimi, un commento 92 centesimi, una condivisione circa 50 centesimi.

22.000 persone hanno donato, un po’ meno di uno su cento di quelli che hanno espresso una reazione. In fondo, non è così lontano dal tasso di conversione  dell’1% che è spesso preso come benchmark nell’ecommerce, tra visitatori di un sito e compratori.

Puoi leggere anche

4 commenti

  1. Daniele

    C’era un cavillo tecnico che, secondo me, ha limitato le donazioni: il click dallo streaming mobile puntava ad una pagina web che interrompeva sia il video che l’audio. Se nel mentre dell’esibizione dei Coldplay, che ha raggiunto il picco di View per l’intera sera, decidevo di pagare e si fermava tutto, probabilmente tornavo subito indietro per vedermi Chris Martin fino alla fine, e poi della donazione forse me ne ricordavo dopo…

  2. Paolo

    Che sia il punto di partenza per pagare da casa la visione di un evento live?
    Io avrei pagato volentieri per sentire altre due o tre canzoni dei Coldplay :D