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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Influencer e televendite

Tamara Viola in alcune storie su Instagram si chiedeva quale fosse il valore aggiunto degli unboxing #sponsored di alcuni influencer, la cui unica attività si riduce a “”Vediamo che c’è dentro! Emozione, che bello/buono/nuovo! Ecco il buono sconto!”. Personalmente li trovo intollerabili, e quei brand verrebbero guardati da me con sospetto al primo momento di possibile acquisto. Ma la prima cosa che ho imparato è che noi non siamo mai il nostro target. La seconda è che ci sarà sempre gente che preferirà farsi consigliare (anche non disinteressatamente) piuttosto che cercare e rischiare con la propria testa. È più comodo, in fondo.

Povero Taleb, da matematico non riusciva nei suoi libri a capire perché la gente non capisse il suo pensiero, cioè che “più è pubblicizzato, più il prodotto è scarso”, “sennò la pubblicità non servirebbe” dice lui. È vero il contrario ormai. La maggior parte delle persone associa il fatto che il brand si possa permettere un certo influencer alla prova inconfutabile che sia un brand figo/importante. Se posso comprare un influencer, vuol dire che il prodotto è buono. Il potere dell’influencer sulla scelta di acquisto è comunque alto, anche di quelli più “svenduti”, e il limite di saturazione pubblicitaria è molto soggettivo, nel pubblico.

Inoltre, non essendo quello dell’influencer un messaggio microtargetizzato, è in grado di creare conversazione e vicinanza tra i follower, creare un social object di cui parlare (non necessariamente in pubblico/online).

Alla fine, gli influencer (più o meno creatori ecc.) non sono altro che dei pubblicitari che hanno disintermediato i media e l’agenzia creativa (ma non l’impresario). Tengono in pugno le chiavi dell’accesso ai loro fan, si fanno pagare come un casellante, e come i vecchi media offrono credibilità e reach in modo modulabile. Vuoi più notorietà? Vuoi più credibilità/reputazione? Vuoi vendita diretta o awareness? Hai un infinito catalogo di influencer su cui scegliere il giusto mix.

Dobbiamo confrontare pubblicità contro pubblicità: la credibilità dell’influencer comunque è più alta che nella pubblicità diretta dei brand, scesa ai minimi storici di fiducia. Forse i prezzi di questi unboxing caleranno per un ulteriore eccesso di offerta, sbilanciando l’equilibrio di domanda/offerta che andrà a scapito dei mega-influencer, ma di sicuro degli spacchettatori non ce ne libereremo mai.

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1 comment

  1. Ma questi influencere, funzioneranno davvero?…a volte cado in questa domanda e rimango molto pensierosa…