Lasciamo perdere i truismi dei vari frank, dai. e tutta questa polemica è surreale. tutti sanno che un community-celebrity brand (un brand cult, nelle parole del mio libro) non può crescere all’infinito (anzi) e Cristina lo sa per prima, soprattutto basandosi solo su community e free algorithm e pochissimo ads come veralab.
puô darsi che investire così tanto sul retail proprietario non sia stata la scelta migliore (a posteriori, ma a dirlo dopo son buoni anche i little frankini) ma era la scelta migliore *quando* è stata fatta. e come dice taleb, questo è quello che conta.
il marketing non è fisica della particelle. non puoi ripetere l’esperimento facendo quello che il frank medio avrebbe fatto.
come è probabile che nel breve periodo la crisi ecommerce sia stata addirittura amplificata dalla concorrenza degli shop. ma poi nel mezzo la permacrisi, hormuz, le barriere all’ingresso nel mercato sempre più basse, le major che stanno imparando il marketing contemporaneo e spendono milioni e milioni in adv. la classica torta che rimane uguale, ma le forchette crescono.
che dire di serio? una perdita in termini di espansione può essere sana. del resto, ci sono celebrate scale up che in 15 anni mai hanno fatto utili. per non parlare del d2c americano.
![[mini]marketing®](https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2025/08/logo-e1755592987746.png)
