
«Ma qui, siamo ancora a Rimini?»
San Giuliano a Mare (da non confondere con il recuperato, gentrificato e celebrato Borgo San Giuliano, “borgo dei pescatori”, casette colorate, eccetera eccetera) sembra un pezzo di costa in cui non sapevano cosa farci. Un po’ di case, un po’ di pensioni, qualche hotel lungo mare ma non c’è un vero lungomare, c’è il porto canale ma è girato dall’altra parte, verso il centro, una palestra ma non di fitness, di pallavolo.
Alcuni ruderi del divertimento dei bambini sono rimasti lì, come i kart a gettoni, chissà che prima o poi vietando i social i bambini non tornino a cavalcarli.
Le ristrutturazioni sono peggio degli originali, soprattutto quando ci sono colonne e capitelli. Un cartello indica che «questo non è solo il rudere dell’Hotel Delle Nazioni ma un centro di ripopolamento spontaneo dei rondoni». Anche i romagnoli hanno un cuore.
Qualcuno ha provato ad alzare il tasso culturale con una statua di un pesce spada (credo) costruita in acciaio tipo Mutonia e poi sotto però – non sia mai che il comune rivendichi l’usucapione ittica – ci ha messo un cartello “Proprietà Privata”.
Non lontano si vede una ruota panoramica, ma non la puoi raggiungere, è di là dal solito porto canale. Poi c’è il Rockisland, sul molo: ma a distanza sufficiente da fare calare il silenzio allo scoccare della mezzanotte.
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