Non c’è niente di più fastidioso dei percorsi obbligati nei negozi. Ikea, al contrario di altre catene, ha già da tempo introdotto le scorciatoie per le casse e per altri settori, permettendomi di comprare un singolo kit di posate Bubblor in meno di cinque minuti, coda per il pagamento esclusa.
Era rimasto solo un fastidio che dovevo assolutamente bypassare: salire le scale, passare a fianco alle matite nane, percorrere dieci metri contromano, avvicinarmi al bar, e ridiscendere un altro giro di scale.
Soluzione: se puntate direttamente all’ascensore al piano terra, vicino all’entrata, quello a fianco all’acquario per i bimbi, lasciate chiudere le porte, e premete il tasto ’0′, -diin doon- magicamente la porta si riapre dall’altro lato, già sul piano inferiore, dritto nel magazzino. 3 minuti netti. Son cose che danno soddisfazione.
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Ma allora sei di Napoli! Io faccio lo stesso qua!
Caro Gianluca,
Avverto, personalmente, un senso di fastidio nel dover seguire dei percorsi obbligati in particolar modo quando sono in un autogrill e, normalmente, ho fretta.
Al di là del mio vissuto personale che, per definizione, vale per uno; come sappiamo i percorsi obbligati vengono creati per obbligare la clientela a visionare tutta la merce in esposizione. Dall’altro lato, altrettanto, alcuni prodotti di base (zucchero, sale..etc) nei supermercati vengono cambiati di posto per variare le abitudini della clientela e “permettere” loro di visualizzare i prodotti di corsie dove – magari – non sono abituati a recarsi.
Forse non è “ecologico” ma direi che funziona.
Un abbraccio e.scusa x la lunghezza del commento.
Pier Luca
@psycho: no, non sono di napoli. è che le Ikea sono tutte uguali :-)
@PL: IMHO too non è ecologico, ed è un “obbligo” che “funzionerà” sempre meno; il tuo vissuto non vale per uno, vale per tutti, basta chiedere in giro. è un comportamento scorretto che favorirà quei punti vendita che innoveranno, facilitando il cliente, ed eviteranno di far perdere tempo, trattandoci oltretutto come animali da cortile.
qua e là esiste la possibilità di passare attraverso le diverse aree, da una cameretta per bimbo a sette piani- ultimo con baldacchino (i soffitti per accoglierle ce li hanno solo in svezia) alle cucine.
Però è psicologicamente molto impattivo. Come dire, prima di arrivare ai set di posate è bene seguire un certo percorso, anche interiore.
c’hai ragione…sono stato stupido io a pensarlo. proprio non mi vuole entrare in testa il fatto che sò uguali…
PL: esistono delle catene di ipermercati (un’insegna brasiliana ad esempio) che inseriscono a fianco alla grande dimensione una superette (dimensioni più piccola) con in esposizione solo le referenze più vendute con parcheggio (a tempo: non più di 30 minuti). Mi sembra una bella soluzione.
Chiaraaa: Avevo appeno digerito “impattante”,ma “IMPATTIVO” non ce la fo.
@emmebi: grazie della segnalazione, l’idea sembra assolutamente interessante e condivisibile…….
il nome della catena please?
Un abbraccio, once again, a te a gianluca che ci ospita e ai prossimi venuti.
Pier Luca
Gianluca, ma la vogliamo salvare la piccola distribuzione e i negozi di prossimità ?
Cioè se non hai un pomeriggio libero, qualche centinaia di euro di budget e non hai voglia di girare per migliaia di mq, allora perchè andare da Ikea: … davvero per le loro posate ?
… magari invece avere (come pixmania) un boutique Ikea, in centro dove [tanto prima o poi ci] passi a prendere le posate ordinate online.
Un abrazo
MI-TI-CO
Dovendo acquistare un articolo al centro di un autentico “caso” (sul catalogo ha lo stesso nome ma magicamente due prezzi distinti, provate a indovinare quale risulta perennemente in arrivo…), nell’intervallo pranzo proverò a testare questa autentica innovazione svedese.
@arnesco: io lavoro a 500 m in linea d’aria dall’ikea, e a molti km di ZTL dal centro, questo spiega un minimo le mie perversioni :-)
… non avevo dubbi, era l’unica ragionevole spiegazione :) e questo conferma l’importanza della prossimità.
La prossima volta che vai pensa a noi moderni schiavi della metropoli capitolina, che prima che aprisse Ikea 2.0 distavamo trentinaia di chilometri dal paradiso gialloblù.
W la prossimità
Sei un genio!
Vado poco all’Ikea ma questa dell’ascensore è una genialata!
.. se non sapessi che gran parte dei tuoi pasti settimanali prevedono il menù bimbi, potrei pensare che sei stato mandato all’attacco così tante volte (vedi mobiletto del bagno al piano terra!) che per doverti difendere hai dovuto praticare un foro passante nel muro…. la cassiera non l’hai ancora stesa? potresti guadagnarci in tempo e denaro!! … e comunque viva i passaggi segreti, sono quelli che fanno impazzire Marco.. la scusa più abusata era: “Ci vuole troppo tempo! Ci andiamo poi un altro giorno.” … Adesso è a pari merito con OBY!!…
Che dire? Questo blog è veramente frizzantissimo, complimenti! cmq a chi volesse farsi quattro risate e quattro pensieri sul mondo Ikea consiglio un giro sul mio blog http://www.inpuntadipenna.com tutto dedicato al prima e dopo dellultimo megastore svedese dItalia: Ancona! Allora, vi aspetto presto con contributi e commenti ciaoooo