Blog selvatici o da allevamento

Oggi chiunque puo diventare miliardario con Internet. Il superenalotto però è più semplice.
(Murmur79, commento su macchianera.net)

Io, al cosiddetto nanopublishing, cioè alla creazione di network di blog coordinati, ordinati e templatizzati centralmente, una mini blogheditrice, come blogo.it blogosfere.it e 2beBlog.it, mica ci credo; cioè, credo che non sia niente di nuovo, siti amatoriali di successo (l’1% della totalità) che coprono informazioni e settori di nicchia ce ne sono stati e ce ne saranno. Ma tutta questa frenesia, come se fra qualche mese saremo tutti al caldo a sperperare i soldi piovuti, mica la capisco. In particolare:

  1. non credo si possano fare soldi significativi dai blog (nel suo piccolo, [mini]marketing è su da un anno e un po’ e deve ancora arrivare ai fatidici 100 dollari di pubblicità su Google Adsense; e se arrivano prima di Natale, li uso per la beneficenza)
  2. non credo si possiano allevare blog in provetta (cioè, si può fare, ma uno su cento sarà un successo);
  3. non credo che un blog impiantato possa avere una personalità tale da renderlo un successo;
  4. non credo che un blogger bravo e famoso abbia convenienza a entrare nel network; e quelli che entrano allora chi sono?
  5. non credo che si possa essere sponsorizzati e indipendenti al tempo stesso (se arrivasse uno sponsor a bussare qui, cosa farei? Non lo so, ma sarei in imbarazzo);
  6. non credo che un network di blog possa godere di economie di scala significative, lato marketing, lato raccolta pubblicitaria (paroloni) o lato tecnico, forse qualche link incrociato, una goccia nel mare.

Ma, detto questo, siccome sono bizzarro, ho iniziato a scrivere qualcosa su marketingblog.it, ma da amateur che poi è, secondo me, l’unico modo interessante di scrivere un blog. E anche se continuo a ripensare che forse il bravo Pierluca avrebbe dovuto inserire il suo blog nel network, piuttosto che crearne uno nuovo.
Tag: blogosfera , nanopublishing , 2beblog , marketingblog

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Gianluca Diegoli
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

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Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

9 pensieri su “Blog selvatici o da allevamento”

  1. my tow cents (moltiplicati per sei = 0.12 euro. poi passo alla cassa)
    1. gli autori no. chi ne gestisce 20 o 50 secondo me sì. quelli di Blogo, in particolare, mi sembrano sulla buona – anzi, buonissima – strada (alfa romeo, ducati, renault, nokia, diversi film)
    2. uno su cento o poco più sarà un blog ‘ruspante’, con della personalità. gli altri saranno più simili alle riviste che trovi in edicola, più blandi di un blog ‘vero’ ma cmq più interessanti – o semplicemente più veloci nel riportare le notizie e i gossip, e inoltre gratis e consultabili in ufficio invece di lavorare – di molte riviste cartacee.
    3. con tutta probabilità 99 blog ‘impiantati’ su 100 non saranno mai dei blog ‘edgy’ e di culto. Ma esattamente come i film d’essai non diventano mai dei blockbuster, così succederà che questi blog avranno un pubblico maggiore di quello dei nostri blog. ricorda che l’obiettivo di un blog ‘impiantato’ non è di fare capire al mondo tutto che non ti capisce quanto sei bravo, intelligente, ironico etc, ma di fare soldi con la pubblicità. e alla massa – e a google che deve semplicemente trovare del ‘contenuto’ e non necessariamente scoprire delle ‘personalità’ confuse e/o brillanti – interessano le news, non altro.
    4. d’accordo con te al 100%.
    5. già. i giornali invece sono stati imparziali con la nuova fiat punto ,-)
    6. non sono d’acccordo. fra tech e seo e pr e ‘brand identity’ del network (vedi blog, di nuovo) e soprattutto raccolta pubblicitaria secondo me le economie di scala secondo me ci sono eccome!

  2. 2./3. : in pratica mi dici, il segreto è nella specializzazione: ma perchè questo non lo può fare un blogger single?
    6. continuo a pensare, che dopo il primo startup, questo vantaggio di scala svanisce…

  3. 2/3: lo può fare. ma mi pare che nessun blogger indipendente lo stia facendo. Sul perchè… ecco, sarebbe interessante discutere del perchè :)
    6: secondo me no.
    tech/seo: ogni Google dance, un blogger da solo lavora ‘n’ ore per riposizionare 1 blog. Un network in ‘2n’ ore ne riposiziona 10.
    pr/brand: hai mai visto cosa succede ogni volta che Gawker Media lancia un nuovo blog? E nel loro piccolo ma non piccolissimo anche Blogo sta facendo bene la stessa cosa.
    pubblicità: qui mi sembra talmente evidente. devi: (a)saperci fare e essere conosciuto e benvoluto (b)avere diversi blog, ma tutti in qualche modo riconoscibili come parte del network. Altrimenti è solo AdSense – a vita.

  4. Io non dico che non ci credo, sospendo il giudizio e sto a vedere, la tua analisi che sulla carta mi pare corretta, potrebbe rivelarsi errata. Ecco perchè ho deciso stavolta di stare ad osservare con attenzione e distacco.

  5. beh, maurizio, non ho la pretesa di indovinare il futuro ;-) , insomma era solo il mio modesto parere… in piu’, i commenti illuminanti di massimo ci spingono verso la discussione trita di cosa sia un (vero) blog…

  6. Arrivo in ritardo ma arrivo. Mi permetto di prendere il tuo elenco come ottimo spunto di riflessione e commetarlo su 2BeBlog.it, dove alcuni punti sono già stati trattati.
    Anticpio che noi, nel nostro piccolo, non ci paragoniamo a blogo ne a blogosfere. Non per il modello ma per lo scopo.
    Dietro 2BeBlog c’è Bloggers.it che resta il nostro core business.
    Come autori abbiamo anche aziende e non solo bloggers. Insomma, la casella dei commenti mi sta stretta ;)

  7. …….da buon ultimo arrivo anche io. I motivi che mi hanno spinto ad inserirmi [inserirci?] nel network sono fondamentalmente 3:
    – Mi piace il nome
    – Adoro l’idea di condividere scritti all’interno dello stesso; cosa che in un blog personale diventa più ardua
    – Diventare famoso, ricco e, sopratutto, bello :-)
    Un abbraccio
    Pier Luca

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