[RE: Comunicato Stampa]

Gentile Rachele,

sono lieto che lei mi consideri un giornalista – magari fosse così – mandandomi un vero comunicato stampa coi controc…i.
Tuttavia sono solo un umile blogger (tra l’altro fuori target per i vostri occhiali da 1000 euro) e una frase come quella, che mi permetto di evidenziare più sotto in marrone, mi fa ridere almeno per un quarto d’ora.

Prima Lei chiama il suo cliente ideale figlio di un crowdsourcing (spero non sia un’offesa) poi consumatore – come foste allevatori di suini all’ingrasso – , poi lo chiama target, come dei cacciatori di orsi, poi pretende che lui l’aiuti a generare i contenuti. Suvvia!

PS: metto in rosso quello che credo sia stato scritto da un generatore automatico di presentazioni di web 2.0, mi sembra troppo sopra le righe.

PS2: non mi alleghi più alla mail dei pdf come questo (vedere per credere), che potrei arrabbiarmi. Sa, i blogger sono permalosissimi, anche se poi io non sono di quelli che dicono “dove diavolo ha preso la mia mail, come si permette di scrivermi e di intasare la mia pura e illibata casella email!”

PS3: il sito non è proprio del mio tipo preferito, ma – nel suo genere – credo sia di impatto, anche se di self building platform non ho ancora visto nulla (forse sono scarso io).

Mi tenga informato sulle vostre prossime iniziative,
con simpatia,

gluca :-)

——– Messaggio Originale ——–
Oggetto: Comunicato Stampa
Data: Thu, 11 Jan 2007 11:45:18 +0100
Da: Rachele xxxx <r.xxxx@saatchi.it>

SAATCHI & SAATCHI E ITALIA INDEPENDENT INVITANO A VOLTARE PAGINA

“Essere indipendenti è scrivere ogni giorno la propria storia. Questa è la prima pagina”.
E’ il manifesto di lancio – uscito per la prima volta sui quotidiani il 2 gennaio – di Italia Independent, il nuovo brand creato da Lapo Elkann, la cui nascita è stato seguita sin dall’inizio da Saatchi & Saatchi che ne ha ideato logo e corporate image, campagna stampa e sito web.

Il sito web, ItaliaIndependent.com, è on line dal 10 gennaio con una prima release di quella che si preannuncia una web experience magmatica, adrenalinica e fortemente interattiva. Figlio dell’era del crowdsourcing, in cui il consumatore diviene al tempo stesso target ed elemento cardine per la ideazione, progettazione e comunicazione del prodotto, italiaindependent.com è il primo passo di una self-building platform che saranno gli utenti stessi a generare, uploadando i propri contenuti.

Logo, corporate image e campagna stampa sono stati ideati da Valentina Moccia e Valentina Vetere con la direzione creativa di Luca Albanese e Francesco Taddeucci.

Al sito web, curato da Saatchi & Saatchi Vision, la divisione
interactive di Saatchi & Saatchi guidata da Giuseppe Mayer (managing director), hanno lavorato Antonio Di Battista (copywriter) e Matteo Giuricin (art director), con la supervisione creativa di Bernardo Notargiacomo e la direzione creativa di Alessandro Orlandi.

Per ulteriori informazioni:
Saatchi & Saatchi
Corso Monforte, 52 * 20122 Milano

SAATCHI & SAATCHI – IDEAS COMPANY
2007 – Year of the Attraction Economy
www.sisomo.com www.lovemarks.com www.saatchi.com

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management nel marketing digitale.
Il mio lavoro è supportare le aziende come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, marketing,omnichannel.
Ho lavorato - tra gli altri - per Coop Alleanza 3.0, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Henry Cottons, LVMH, Telenor, CRIF, PMI, agenzie e startup.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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31 Commenti

  1. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 1:06 PM | Permalink

    Io riassumerei la cosa così:
    * in tutte le famiglie c’è quello scemo;
    * generalmente il figlio scemo finisce a fare la comunicazione e il marketing. Se la famiglia c’ha la fabbrichetta si occuapa di organizzare gli stand alle fiere, altrimenti gli si cerca un ruolo poco offensivo;
    * ovviamente a tutto c’è un limite, per cui se vai con i trans e ti fai di coca dalla mattina alla sera non ti puoi fare l’icona di un marchio di utilitarie per famiglie;
    * soluzione: ti facciamo un giocattolino così ne esci in modo onorevole e puoi giocare come vuoi. Ovviamente siccome siamo gli Agnelli, prendiamo la migliore agenzia pubblicitaria sul mercato.
    Mi sono perso qualcosa?
    Nicola

  2. Sasuke
    Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 1:37 PM | Permalink

    Mah, secondo me il sito non e’ per niente ben fatto… non lo trovo semplice, non lo trovo intuitivo, non lo trovo bello graficamente.
    Magari sbaglio io…
    Cmq grandiosa la tua risposta, spero la leggano! :-)

  3. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 1:42 PM | Permalink

    @Nicola, forse no… tuttavia lasciamo fuori Lapo-sì-Lapo-no dalla discussione, per un momento non c’avevo nemmeno pensato che era lui dietro, figurati…
    @Sasuke, forse siamo noi che non capiamo i siti magmatici ;)

  4. Giulietto
    Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 2:01 PM | Permalink

    Per favore, vi prego, vi supplico: mettetemi nelle liste spam dei markettari di tutto il mondo, non ne posso più di offerte di viagra, ma frasi come quella evidenziata almeno mi fanno ridere. Comunque la prossima volta che dovrò insultare qualcuno invece dell’ormai banale “sei un gran figlio di…” utilizzerò il molto più chic “ma certo che sei proprio un figlio del crowdsourcing tu”.

  5. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 3:50 PM | Permalink

    Cioè fatemi capire io, consumatore e al tempo stesso target ed elemento cardine per la ideazione, progettazione e comunicazione del prodotto, lo devo anche pagare 1007,00 euro ???
    Ma mi faccia il piacere!!! mi faccia…

  6. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 4:00 PM | Permalink

    Grazie, grazie [mimi]amico mio, io non potevo, davvero non potevo farci un post, perchè parlare male (come avrei dovuto) di un “concorrente”, non è carino. Sappi che il comunicato l’ho ricevuto anche io, sul mio indirizzo aziendale, cioè dell’agenzia…. solo ti prego, quel tag “PR” mi fa tanto, tanto male… questa è solo pessima pubblicità, perchè quello è il mestiere di Saatchi… ai quali va il mio “ringraziamento” per aver dato il proprio contributo alla distrizione dell’immagine delle PR.

  7. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 4:38 PM | Permalink

    Brava Rachele, un buon lavoro degno di tutto il resto.
    Ma piuttosto avete visto cosa accade digitando il più comune dei mispelling, cioè http://www.italiaindipendent.com/
    Non so cosa sia successo però così come Enrico difende il mondo delle PR mi sento di dissociarmi da qualsiasi cosa sia quell’iniziativa.
    Qualcuno di voi ne sa qualcosa in più ?

  8. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 5:16 PM | Permalink

    L’operazione è:
    – Facciamo una roba piena di paroloni che la gente non ci capisce un cazzo ma intanto ci interessa che si facciano succhiare 1000 eurini (stipendio mensile di un metalmeccanico) per sentirsi fichi e come Agnelli.
    Se poi gli facciamo credere di interagire ancora meglio
    D’altra parte ha creato una moda con le felpe con la scritta, e gente che mai avrebbe comperato una Fiat perché hanno la mini si portava in giro il marchio tronfio. La capacità c’è.
    E poi in fondo il risultato se siamo qui a parlarne lo ottengono.
    La potenza di fuoco è elevata. E molti non hanno la professionalità per vedere le pirlate scritte, le leggono senza capirle e vedendo il nome altisonante e sapendo che in pubblicità ogni tre per due si trova una nuova sigla slogan definizione se le bevono.

  9. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 7:50 PM | Permalink

    Finalmente una nota positiva: anche la mente più fervida del mio mondo non sarebbe riuscita a mettere insieme una frase tanto vuota come quella che hai evidenziato. E sì che di vaccate ne ho lette in tre anni nell’agroalimentare!
    Dal comunicato stampa percepisco che oggi il consumatore è a tutto tondo, insomma che se lo prende in quel posto un po’ in tutti i modi. Scusate, mi scanso.

  10. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 10:11 PM | Permalink

    Sono stato spammato anche io, peccato perchè anche l’agenzia Saatchi & Saatchi non ne esce bene, poi si può valutare il progetto, ma questa è un’altra cosa.

  11. Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 11:16 PM | Permalink

    La tua risposta è stata favolosa
    … tienici anche tu informato sulle loro prossime iniziative

  12. Aemilius
    Pubblicato il 11 gennaio 2007 alle 11:18 PM | Permalink

    Grazie per il comunicato stampa. E’ l’esempio perfetto di come *non* si scrive un comunicato. Ma la parte migliore è nel sito:
    Italia independent è un marchio nomade (*** cioè, vive in roulotte e gira con un vecchio mercedes bianco? ***) e dinamico (*** ovviamente) che si propone di realizzare “personal belongings” (*** me’cojons! ***) oggetti unici e innovativi, espressione diretta dell’esperienze (*** l’apostrofo prima del sostantivo plurale è una finezza da Guido, i’vorrei che tu, Lapo ed io) e dei gusti delle persone indipendenti.
    L’indipendente è colui che rifiuta l’omologazione di massa. (*** Fantozzi: “dicesi indipendente…” ***) Una persona libera, che non ha paura di essere se stessa; un beauty seeker (*** Aho, Giorgio, hai visto dove ho messo er beauty? ***) che sceglie la “bellezza” a prescindere dalla griffe o dallo status symbol del momento.
    L’indipendenza è, quindi, un modo di pensare che trascende l’eta, la nazionalità, la cultura, il sesso e la religione. (*** l’altezza e il peso corporeo no? ***)
    Il primo personal belonging (*** arime’cojons!) firmato Italia Independent è Sever, l’unico occhiale da sole realizzato interamente in carbonio (*** sever in inglese significa rompere, ad esempio to sever a relationship: rompere una relazione. Un nome appropriato, visto che fino a qui è una vera e propria rottura).
    Sever è costruito a mano da abili ed esperti artigiani (*** ma dai! pensavo che fosse costruito a mano da artigiani incapaci e fancazzisti ***). La lavorazione del carbonio richiede un elaborato processo di produzione: le “pelli” di carbonio sono tenute in frigo ad una temperatura di 15 gradi sotto zero prima di passare alla lunga e sofisticata fase di stampaggio e di lavorazione, necessarie per verificare il controllo delle vibrazioni (*** da quando in qua gli occhiali vibrano? Mi devono massaggiare il naso? Devono sostituire una suoneria? Mi ci devo fare le pippe? INSOMMA PERCHE’? ***) . L’occhiale viene poi levigato manualmente con una speciale carta e poi verniciato; questo processo viene compiuto per ben tre volte fino al raggiungimento del prodotto finito.
    Il design di Sever, caratterizzato da forme morbide e allo stesso tempo aggressive, è stato ideato dal team interno di Italia Independent.
    L’acronimo di Italia Independent (I-I) Può essere letto come “eye eye” (occhio occhio). (*** Cioè è da dieci minuti che mi stracci i maroni con tutti gli anglicismi più beceri, roba che se Rispoli ti legge gli viene un infarto, anzi un heart attack, e poi mi traduci “occhio occhio”. E pensare che io l’avevo letto come “I” “trattino” “I”, mentre mia moglie aveva letto “iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”). L’occhiale è stato quindi scelto come primo personal belonging (***ariariarime’c… vabbeh!) per rivelare simbolicamente la visione del marchio Italia Independent.
    Tutti i prodotti Italia Independent sono concepiti, sviluppati e prodotti al 100% in Italia (*** allora perché ogni tre parole impieghi un barbarismo?). L’italianità è uno dei principali valori del marchio (*** che non a caso tratta “personal belongings”). Nel progetto I-I l’italianità viene riletta sotto una nuova luce, lontana dai vecchi stereotipi ma in un’ottica più globale, creativa e innovativa.
    Il claim di Italia Independent è Made in Italy 2.0 (*** un claim in inglese è l’ideale per un marchio che fa dell’italianità uno dei suoi elementi principali ***). Come accade con i software in campo informatico, I-I intende aggiornare il concetto di made in Italy integrandolo con elementi nuovi: contaminando lo stile, sostituendo lo status symbol al “me unique symbol” (*** me unique symbol, you Jane. Se you t’attack alla liana you make Tarzan happy ***) e aggiungendo l’innovazione alla tradizione.
    Innovativa, ad esempio, “la modalità” di distribuzione. Tutti i prodotti I-I saranno venduti prevalentemente in rete sul sito http://www.italiaindependent.com. (*** Veramente innovativa questa modalità di distribuzione! Non hanno affittato tremila vucumpra’ di Riccione per venderli sui treni con la coca e il viagra! Nooooo, sono più innovativi: li vendono addirittura su Internet! Come le pastiglie per dimagrire Giorno e Notte! Come i plantari ortopedici del puntoshop! Un’idea geniale! ***).
    L’occhiale Sever potrà essere acquistato in esclusiva da Luisa Via Roma di Firenze da sempre distante dalle formule tradizionali del negozio multimarca e con una modernità indiscussa espressa da Andrea Panconesi uno dei buyer europei più accreditati (*** ma un buyer non è uno che compra? E allora che se li compri lui ‘sti occhiali ***). Un’azienda riconosciuta nel mondo per la selezione e valorizzazione delle collezioni dei più affermati stilisti con visioni e approcci innovativi verso un mercato in evoluzione.
    Infatti dal prossimo mese, il sito http://www.luisaviaroma.com in esclusiva mondiale (*** translation: no one else wants these f***ing glasses in their store ***) lancerà on line il progetto I-I. La direzione artistica dell`intero progetto è seguita da Felice Limosani che attraverso una “impollinazione creativa” tra i linguaggi della moda, della arte e dell`intrattenimento ha creato un collegamento tra Luisaviaroma, la galleria d`arte Alessandro Bagnai e Italia Independent originando non solo una rappresentazione artistica ma un modo di fare comunicazione moderno e trasversale (*** tre link fanno un’impollinazione creativa? Allora Google cos’è, un’orgia virtuale? ***). Le espressioni individuali di Andrea Panconesi e Felice Limosani rappresentano nella loro contaminazione le nuove forme di relazione tra produttori, distributori e consumatori e fanno del retail un laboratorio per l’esplorazione di nuove visioni del futuro. (*** the new visions of la supercazzola prematurated to the left, for example ***).

  13. Pubblicato il 12 gennaio 2007 alle 8:38 AM | Permalink

    @Arnesco: più che guerriglia mktg quella di fregarsi i domini con mispelling tipo http://www.italiaindipendent.it /.com è una vecchia pratica, molto terra terra, poco creativa, da furbetti, eticamente poco onorevole, IMHO…
    certo che anche saatchi, non pensare a registrare i principali mispelling: con un paio di occhiali da 1007 euro ce ne venivano 100, di domini. tra l’altro anche http://italia-independent.com/ è stato preso da altri :(
    @Sui testi del sito: grazie ai volontari che si sono guardati tutta la sbobba. io non sopporto gli scroll obbligati nelle finestrine 30×100 e non avevo letto nulla. mi chiedo se esista veramente ‘un target’ che “parla cosi’, pensa così” (alla moretti).

  14. Pubblicato il 12 gennaio 2007 alle 9:07 AM | Permalink

    Beh concordo assolutamente; per chi lavora (come noi) per dare spessore e metodo ai media alternativi, appropriarsi di un dominietto sfuggito e farla passare come azione di guerriglia è davvero banale.
    Ero giovane, era il web 1.0 e come ricordi tu mi chiamavano Arnesco quando facevamo registrare almeno i primi 5 domini più facilmente equivocabili per ogni progetto degno di tal nome.
    Ma come tu insegni sono i particolari che fanno la differenza.

  15. Pubblicato il 12 gennaio 2007 alle 10:45 AM | Permalink

    … ma secondo voi la Sig.ra Rachele, questo post l’ha visto… e nessuno in Saatchi ..?

  16. Pubblicato il 12 gennaio 2007 alle 10:53 AM | Permalink
  17. Pubblicato il 12 gennaio 2007 alle 10:54 AM | Permalink

    enrico, stanno pensando a come dialogare con noi in modalità magmatica 2.0 :)

  18. Pubblicato il 12 gennaio 2007 alle 11:37 AM | Permalink

    Wow, certo che te ne capitano di belle ; )
    La cosa che molti uffici stampa non riescono a capire è che un comunicato come quello che ti hanno inviato può fare impressione su persone che hanno una medio-bassa conoscenza di internet (anche se l’uso di certi termini è spaventoso), ma un blogger non può essere infonocchiato così facilmente!
    Un utente esperto di internet ne sa evidentemente più della persona che ha scritto questo comunicato, con le conseguenze del caso. A seconda delle persone a cui si rivolgono, dovrebbero cambiare registro… c’è molto da lavorare.
    Riguardo il sito(perchè il .pdf non si è ancora aperto…) l’art direction non è male, ma la struttura mi piace meno; ètroppo complicata, e inadatta a gestire con semplicità user genereted content che adesso fanno tanto figo… guardate http://www.thisnext.com e imparerete molto.
    E poi Lapo ha ancora il coraggio di farsi vedere in giro?! Ormai è considerata un’icona del trash, non certo di stile!

  19. Pubblicato il 14 gennaio 2007 alle 7:19 PM | Permalink

    Amico,
    pure “il blog del marketing minimale” mica è male…

  20. Pubblicato il 14 gennaio 2007 alle 9:15 PM | Permalink

    Ehi Enrico, hai visto che qualcuno di saatchi (Hulk alias Francesco Taddeucci, leggo dal link di myspace) ha risposto? Certo mi aspettavo un commento più dialogante e tagliente…
    suvvia, si scherza, dai, mica siamo con le cravatte sulle riviste patinate di advertising…

  21. Pubblicato il 14 gennaio 2007 alle 10:18 PM | Permalink

    anche alla malvestita, caro mini, se ti puo’ rinfrancare, ha fatto la tua stessa impressione…
    http://www.malvestite.net/2007/01/12/malvageddon-11-lapo-elkann-italia-independent/

  22. Pubblicato il 15 gennaio 2007 alle 8:01 AM | Permalink

    Sarò poco creativo, ma I-I più che “occhio-occhio” mi ricorda la H di Preparazione H per le emorroidi. Disclaimer: NON sono il noto Giuseppe Mazza della Saatchi, sono solo un poverocristo che cerca di postare un commento litigando col T9 del cellulare

  23. Pubblicato il 15 gennaio 2007 alle 8:46 AM | Permalink

    Beh, effettivamente , dato il tono e il contenuto dei commenti, forse qualche parolina in più sarebbe stata la benvenuta… Taddeucci mi risulta essere Copywriter e Direttore Creativo in Saatchi & Saatchi a Roma. …o forse è davvero tutto indifendibile.(?)

  24. Pubblicato il 15 gennaio 2007 alle 10:08 AM | Permalink

    Ma si, so ragazzi..

  25. Pubblicato il 15 gennaio 2007 alle 11:36 AM | Permalink

    E cosa vuoi aggiungere? Sono anni che rido anche io di questi linguaggi…
    Ma proprio per questo facevo notare che anche “marketing minimale”, se segnato in marone e messo in un post può destare una certa ilarità. Senza offesa, s’intende.

  26. Pubblicato il 16 gennaio 2007 alle 5:33 PM | Permalink

    fantastico. d’altronde, è il sito di lapo, no ?

  27. Aemilius
    Pubblicato il 16 gennaio 2007 alle 10:42 PM | Permalink

    Il problema dei creativi di oggi è che una volta certe pataccate finivano sotto silenzio. Oggi si piscia sotto dalle risate mezzo web, e addio account! Understatement, ci vuole understatement…

  28. Pubblicato il 31 gennaio 2007 alle 3:35 PM | Permalink

    Grazie per avermi rivelato il nome del copy che ha ideato (?) i testi, mi stavo per l’appunto chiedendo chi fosse

  29. giuliad06
    Pubblicato il 8 febbraio 2007 alle 3:46 PM | Permalink

    ciao!Sono capitata qui dal blog di Italo Vignoli. Posso linkarti al mio blog? (assolutamente frivolo ma pur sempre di una studentessa che nel mondo della Comunicazione si sta per buttare)
    Notevole il contenuto del PDF: perchè allegare una slide con una frase in bianco su sfondo nero in PowerPoint fa decisamente molto meno figo…:-)

  30. Pubblicato il 9 febbraio 2007 alle 9:44 AM | Permalink

    certo. magari lasciami l’indirizzo(del blog) ;)

  31. mikael
    Pubblicato il 19 febbraio 2007 alle 4:40 PM | Permalink

    Vorrei far notare a voi gente d’alta abilita comunicativa che “Figlio dell’era del crowdsourcing,[omossis],italiaindependent.com è il primo passo di una self-building platform”
    e’ la proposizione principale, dove c’e’ omissis invece si parla del cliente-bestia ovvero la secondaria.
    Condivido “in toto” pero’ con il blogger neofita.
    Bhe vi saluto sotto la bandiera dello “sviluppo sostenibile”