La blogosfera è un pluriball infinito

Da uno scambio di idee su Skype con Tony, ho provato a estrapolare alcuni dati e a reinterpretarli – ehi, ok, questo mica è il sito di Forrester, posso scrivere grandi fesserie, sia chiaro, non metterlo nella tesi, e soprattutto non dire in giro che l’ho detto io!

Ecco dunque il primo referto che metto a verbale. E’ un confronto tra i reach (in pratica quanti visitatori al giorno su un milione di navigatori visitano un determinato sito) di tre principali blog italiani, più il presente (solo perchè mi serve per interpolare i dati in più di cui dispongo, ovviamente). Di Alexa sono noti i limiti, è un’Auditel grezzo, ecc. ecc., ma al momento non mi viene in mente niente di piu’ immediato e semplice.

widgets.alexa.com

Dalla tabella, è evidente come il reach di tutti e quattro i blog campione sia in netto calo, e ora oggettivamente è molto basso. I blog perdono ‘quota di mercato’? Ora, si potrebbe pensare che tutti e quattro "siano in crisi" e perdano individualmente visitatori in valore assoluto, oppure che la ‘quota italiana’ del web diventa progressivamente meno ‘pesante’, tutto puo’ essere. Quindi sono andato a estrapolare le statistiche web di questo blog degli ultimi due anni (rispolverare, direi, perchè non le guardo mai). Ecco qua:

graph_summary_areachart.php

In effetti, i visitatori degli ultimi due anni sono stazionari. Ed è presumibile pensare che la stessa cosa valga per gli altri tre top blog – a dire il vero, so anche di altri blog storici "di nicchia" con questo andamento piatto.

Quindi: i navigatori della rete aumentano, ma – probabilmente – i top blog non aumentano di pari passo. Perdono "quota di mercato", almeno per quanto riguarda le visite web.

C’è però un ulteriore fattore da tenere in considerazione, negli ultimi due anni. Questo:

feedburner

E’ l’andamento dei sottoscrittori ai feed RSS (di minimarketing, che degli altri non li ho), in aumento, ma con crescita piatta.

Dall’interpolazione di questi tre grafici, io ne traggo – con qualche azzardo – queste conclusioni:

  1. La ‘quota di mercato’ dei top blog (non solo i tre, ma tutti inclusi) è talmente bassa da essere irrilevante, se usata, tramite advertising o eventi o sampling, per creare una influenza misurabile, almeno su di un ‘ecosistema mass market’ (e per i blog ‘generalisti’, che non possono riferirsi a una nicchia di interesse piu’ piccola)
  2. La ‘quota di mercato’ dei singoli blog è in calo, e ciò è dovuto al fatto che la blogosfera cresce nelle nicchie, e ai "margini". Forse è il caso di rileggere World of Ends. Ogni nuovo blog che nasce ruba un po’ di quota di mercato agli ‘incumbent’. L’effetto San Matteo non esiste davvero.
  3. Il ruolo di network sociale che era tipico dei blog ‘storici’ sta progressivamente spostandosi verso i vari Myspace e Facebook. I blog alla MSN Live o alla Splinder si fondono con i profili personali su FB e Myspace, per formare una coda lunga infinita
  4. Tutte le classifiche alla BlogBabel/Wikio, in quanto basati sui link, tendono a sovrastimare l’influenza della ‘testa’, che è comunque irrilevante per peso (almeno per contatti) rispetto alla totalità della ‘coda’
  5. Progressivamente, il feed tende a diventare la vera unità di misura dell’influenza, in quanto misura anche la widgetizzazione dei contenuti. Si porra’ presto il problema della bannerizzazione dei feed, qualcuno ha gia’ ceduto :)
  6. Sembra necessario focalizzare la "conversazione aziendale" non sui blog in generale, ma sui blog della nicchia rilevante. Tuttavia, questi diventano sempre più numerosi, sfumando e nascondendosi nei social network, e finendo per mettere in discussione la possibilità di effettuare azioni di PR ‘collettive’ e soprattutto la loro economicità.

Di solito non scrivo alla fine dei post ‘e tu cosa ne pensi?’ – un po’ perchè penso sia scontato che io voglia saperlo, un po’ per paura che nessuno scriva nulla, ma davvero sarei contento di sentire il tuo parere.

PS: non sai cos’è il pluriball? ehi!

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41 Commenti

  1. Pubblicato il 8 aprile 2008 alle 11:57 PM | Permalink

    Bel post Gianluca,
    mi riservo di commentare ad un orario meno infame alcune cose interessanti. Per intanto mi spiace dover demolire la tua premessa. Alexa nel caso in questione non e’ grezza e’ proprio completamente campata in aria. Solo per dire Wittgenstain ha mediamente il triplo dei miei accessi (minimo)…notte.

  2. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 2:13 AM | Permalink

    era un po che notavo sto effetto.
    a mio parere ci sono piu fonti di informazione di un tempo per cui i lettori vengono distribuiti su piu blog/siti

  3. Anonimo
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 7:46 AM | Permalink

    non capisco molto.
    so solo che questo blog è interessante e utile: a ‘prescindere’.

  4. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 7:57 AM | Permalink

    Scusate, ne approfitto…ma per fare tutte queste analisi, dove li prendo i programmi, o in quali siti devo andare??
    Grazie
    OYM

  5. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 9:23 AM | Permalink

    Analisi molto interessante Gianluca, hai richiesto di esprimere delle opinioni, perchè è solo questo che è possibile fare in mancanza di strumenti più sofisticati, come hai fatto giustamente notare tu. Prima di addentrarci in analisi sull’influenza sarebbe opportuno concentrarci prima sulla determinazione del reach di un blog. Partiamo dai problemi:
    1) i blog vengono fruiti in modalità diverse – anche il mio blog ha una crescita stabile, ma l’abbonamento ai feed, e quello via mail è cresciuto moltissimo
    2) quanti sono i lettori intenzionali? – sappiamo che la maggior parte di visitatori provengono solitamente da Google, in questo caso quanti di essi sono attratti dai contenuti del blog e quanti invece solo da parole chiavi che si scoprono essere irrilevanti rispetto a quanto cercavano?
    3) visitatori occasionali/visitatori fedeli – quale ratio? Come valutarla considerando che alcuni blog hanno un aggiornamento giornaliero e altri settimanale o irregolare?
    4) reach di quale categoria di utenza?
    E’ evidente che il reach dipende dalla tipologia dei contenuti e dal loro livello di popolarità, ma come si misura per blog di nicchia? Come creare categorie omogonee di blog?
    5) Perchè misurare solo i blog? Se qualcuno si esprime attraverso una pluralità di strumenti (flickr, likedin, canale su youtube,) ha senso misurare solo i blog o tenere conto anche del reach combinato?
    6) blog che hanno contenuti freddi tendono anche di beneficiare di un effetto “reach cumulato” rispetto a quelli che si occupano di attualità
    Insomma è indispensabile allargare l’orizzonte per fare un’analisi che abbia un minimo di senso.
    E’ un po’ che ci penso, ma tu hai portato a galla tutti i miei dubbi.

  6. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:02 AM | Permalink

    Mi sbaglieró ma credo che Seth Godin qui direbbe:
    vedi non puoi “usare” sistemi tradizionali di marketing per colpire la coda. Invece se trovi un’idea virale la coda (e aggiungo anche la testa) si auto-alimenta.
    E in effetti, riprendo io. Qualunque contenuto che sia di notevole interesse, almeno per la nicchia di riferimento, tende a bucare comunque le statistiche. E oggi mi sembra che spesso partano dalla coda per poi arrivare alla testa di conseguenza (incluso l’ultimo tormentone Telecom). La coda é la nuova testa? Forse no peró, consentimi il gioco di parole, a volte pensa di piú della testa! E potrebbe pesare di piú.
    Non sono sicuro che esista un metodo, al di fuori del valore intrinseco del contenuto, per farne un utilizzo secondo le regole piú o meno tradizionali del marketing.

  7. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:25 AM | Permalink

    Senza cifre alla mano, così “a impressione”, per quanto riguarda la nicchia dei blog musicali i punti 1, 2, 3 e 5 mi sembrano molto pertinenti.
    Dopo mi vado a cercare su Wikipedia codalunga, worldofends e sanmatteo.
    ciao,
    e.

  8. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:38 AM | Permalink

    Ho espresso le mie opinioni sulla misurazione del reach, mentre ho bisogno di un po’ di tempo per riflettere sul resto del tuo post che mette insieme tante cose diverse. Ti invito a riprendere i diversi temi in post specifici.

  9. gluca
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:46 AM | Permalink

    @mante: per alexa non mi interessava tanto la proporzione tra i vari blog (che immagino sia poco accurata), quanto la tendenza generale.
    @maurizio: il discorso sarebbe veramente lunghissimo, io volevo buttare giu’ una teoria, una impressione che deve essere ovviamente falsificata (Popper) tramite dati, il problema è trovarli per fare analisi ‘scientifiche’
    @paolo: valore intrinseco del contenuto, ‘back to basic’. Appuntato.
    @e.: forse la teoria generale si puo’ estendere anche – stile matrioska – all’interno delle nicchie

  10. gluca
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 11:03 AM | Permalink

    @maurizio: dei miei visitatori dell’ultima settimana, solo il 25% arriva dai motori di ricerca.

  11. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 11:08 AM | Permalink

    Gianluca, non sono stato chiaro. Mi riferivo alla maggioranza dei visitatori che non vanno sul blog direttamente, per parlare di “reach utile”.

  12. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 11:15 AM | Permalink

    Trovo questo post molto interessante, soprattutto dopo che ho avuto la fortuna di sbirciare un po di analytics nel mio blog: credo che andrebbe fatta una distinzione tra analisi qualitativa e quantitativa: ad esempio, anche se non cresce il numero di visite, se il tempo medio aumenta, cosi come il numero di pagine visitate io sarei contento! come leggevo nei commenti, se poi entrano nel blog tanti visitatori casuali il dato è da “sgrezzare”.
    detto questo mi interessa moltissimo il dibattito sulla conversazione aziendale e i “blog rilevanti”…ripartiamo dal punto 6?

  13. M
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 11:42 AM | Permalink

    Alla faccia della coda lunga, proprio oggi lancio in pompa magna dell’Audiweb della Nielsen:
    http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/audiweb-nuovo-sistema/audiweb-nuovo-sistema/audiweb-nuovo-sistema.html
    Mah…

  14. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 1:04 PM | Permalink

    Di corsa: del post mi fa riflettere soprattutto l’analisi di Feedburner. Ormai i feed sono onnicomprensivi e vanno nell’ottica di ciò che scrive Maurizio sopra, di una “reach combinata” in cui tutto sommato la fonte originale dei content conta poco. Io ho aggiunto sul Reader il famoso [mini]feed aggregato, che a sua volta, contenendo quello di Raccolta Differenziata, integra già le segnalazioni da del.icio.us di Pondga (che quindi masochisticamente leggo 2 volte). Sul Reader non colgo nemmeno quali siano post del blog, segnalazioni di del.icio.us e post del tumblelog: leggo con la stessa attenzione tutto e nella stragrande maggioranza dei casi clicco per vedere l’articolo originale. La differenza principale è che, come è avvenuto cinque minuti fa arrivando su questo post, ora posso partecipare ad un dibattito più o meno articolato.
    Riguardo al tema motori di ricerca/blog: concordo con chi sopra parlava di fuffa in arrivo da Google. I lettori reali di post (al di là che siano abituali o meno), come nota Gianluca, difficilmente arrivano dai motori di ricerca.

  15. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 1:15 PM | Permalink

    Il miglior e unico modo per valutare l’influenza di un blogger è misurargli la febbre.

  16. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 1:17 PM | Permalink

    Dove si acquista il termometro?

  17. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 1:45 PM | Permalink

    Facendo finta di essere una persona seria vorrei aggiungere i miei 2 centesimi:
    un parametro dei nostri siti che tengo sempre sott’occhio è la “frequenza di rimbalzo”.
    Il mio blog ha un valore altissimo, vicino al 70%.
    Commenstein invece con il suo 40% è messo molto meglio.
    Questo dato incrociato alla permanenza sul sito dà, secondo me, un’idea abbastanza reale del successo di un sito.
    Il numero di iscritti al feed, se presente, aggiunge informazioni importanti. Anche se la sindrome del “mark all as read” è dietro l’angolo.
    Riguardo all’influenza pura, credo che il numero di link entranti sia l’unico vero parametro significativo.

  18. gluca
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 2:37 PM | Permalink

    @mr oz: io credo invece che il link in entrata sopravvaluti di molto l’influenza, in quanto l’influenza in questo modo viene misurata solo tra chi ha un blog, escludendo il peso di coloro che non avendo un blog propriamente detto (ma magari partecipano attivamente a flickr o a myspace) non possono linkare.

  19. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 2:58 PM | Permalink

    eh appunto Gianluca, oltre ai rapporti fra me e witt anche la tendenza generale e’ completamente sballata, quella campana del grafico e’ totalmente senza senso, inoltre anche i dati che hai presumibilmente guardato degli ultimi due anni da shiny sono completamente artefatti da una serie di limiti giornalieri che una volta shiny aveva per gli utenti non paganti e che ora ha cambiato…..insomma e’ un casino

  20. gluca
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 3:02 PM | Permalink

    @mante: no, le mie statistiche non sono basate su shiny, e penso siano totalmente affidabili. Su Alexa, boh!? Perchè dici che la campana non ha senso?

  21. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 4:59 PM | Permalink

    Io negli anni ho visto crescere lenti e costanti i nostri lettori, senza campane né picchi improvvisi. Immagina una cipolla: Abbiamo un grosso nucleo di lettori regolari, uno strato di lettori sporadici, uno strato più sottile di lettori casuali.
    I motori di ricerca ci portano lettori motivati che cercano “nazione indiana” e solo marginalmente ricerche specifiche.
    I link in entrata provengono dai lettori regolari (dai loro blog) e ci portano nuovi lettori che spesso si affezionano.
    Credo che i sistemi di calcolo degli inlink diano comunque una informazione utile sulla capacità di essere letti (disclosure: sono dentro BlogBabel).
    I numeri di Nazione Indiana sono però risibili di fronte a quelli degli editori e di fronte alla sfera dei blog italiani nel complesso, vuoi in termini assoluti, vuoi per le tecniche professionali usate dagli editori (moltiplicazione delle pageview, marketing etc).

  22. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 5:21 PM | Permalink

    ehi vuoi forse dire che conosci le statistiche del mio blog che non le conosco nemmeno io? ;-)
    Quanto alla campana io e i numeri abitiamo mondi separati e cosa sia il daliy reach non l’ho capito troppo bene, quello che so e’ che il picco di tutti i blog in esame fra il 2006 e 2007 non capisco cosa significhi e non riesco a capirne il senso.

  23. gluca
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 5:50 PM | Permalink

    @mante: no, io intendevo che le stat del mio blog non sono basate su shiny :)
    sulla campanAlexa, se qualcuno sa, parli! :D

  24. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 7:32 PM | Permalink

    Ritengo che i dati di Alexa che mostri qui riflettano la sempre minore adozione di questo strumento di rilevamento (basato su una toolbar per IExplorer), e non un reale andamento dei lettori.
    Per i blog italiani, con numeri minimi rispetto agli omologhi di lingua inglese, Alexa fornisce risultati fuorvianti.
    Molto meglio lavorare sugli iscritti al feed.

  25. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 8:11 PM | Permalink

    Gianluca. Chi non ha un blog e quindi non linka rientra nella categoria dei visitatori, che quindi possono essere valutati con metri quali la frequenza di rimbalzo e la permanenza sul sito.
    Non ci sono altri metodi.
    Peraltro i link in entrata sono oltre che un dato numerico anche un dato statistico, in quanto rappresentano comunque il successo di un sito.
    Concordo sul problema Alexa, sparano “numeri ad minchiam”.

  26. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 8:35 PM | Permalink

    ah ok, non avevo letto bene gianluca, per il resto io banalmente se la campana significa che il mio blog aveva molti piu’ lettori nel 2006 che oggi trattasi di notevole scemenza

  27. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 8:51 PM | Permalink

    Ma no, Massimo, il grafico di Alexa dice che stanno aumentando i navigatori assoluti, ma che i tuoi visitatori non aumentano con lo stesso ratio.
    Insomma la rete cresce molto più velocemente del tuo blog. Devi postare di più! Ma occhio all’infarto del blogger!

  28. gluca@mm
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:00 PM | Permalink
  29. gluca@mm
    Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:20 PM | Permalink

    @jan: il grafico alexa non presenta dati assoluti, ma relativi (% di visitatori). in questo senso la minore adozione della toolbar alexa (esiste anche per FF peraltro) non dovrebbe influire sul dato. che non fosse scientifico, e’ un dato di fatto. purtroppo la % di feed di un blog sul totale dei feed sottoscritti non è disponibile, al momento :). magari feedburner potrebbe fornirla, in futuro.

  30. Pubblicato il 9 aprile 2008 alle 10:34 PM | Permalink

    In questa lettura incrociata di dati, credo ci sia da tener presente che i sottoscrittori/lettori di feed
    sono aumentati in modo esponenzialmente diverso rispetto ai nuovi navigatori della rete. Ossia crescono in proporzione maggiore.
    Di conseguenza crescono anche i sottoscrittori dei “top blog”, ma di tutti i blog in genere.

  31. Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 10:01 AM | Permalink

    Bisognerebbe anche considerare, per poter fare previsioni, che i nuovi fruitori di internet sono più eterogenei come gusti e modalità d’uso del mezzo rispetto al passato.

  32. Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 10:18 AM | Permalink

    Non ho capito quali sono i tre blog che hai esaminato. Comunque ipotizzando che il trend da te individuato sia un andamento comune la mia impressione è che la blogosfera italiana si stia un po’ sprovincializzando rispetto agli albori, i riferimenti per i blogger nostrani erano in origine soprattutto i propri connazionali, poi è cominciata una progressiva apertura verso il resto del mondo che ha diluito la crescita dei consumi di contenuti italiani.

  33. gluca
    Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 11:03 AM | Permalink

    @otto: i nomi li trovi nella gif in alto e anche nei 3 link (sono d’accordo con la tua ipotesi, globalizzazione dei contenuti…)

  34. Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 11:56 AM | Permalink

    Ah eccoli i nomi, pensavo ci fosse dentro anche grillo. Ha ragione la mia fidanzata che non vedo le cose nemmeno se le ho sotto il naso.

  35. Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 1:02 PM | Permalink

    @mr oz io sono nototiamente zucco ma non vedo da dove si desuma, leggendo quel grafico, che gli utenti della rete sono aumentati in numero assoluto (per altro mi risulterebbe che negli ultimi due anni siano aumentati pochino)

  36. gluca
    Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 2:48 PM | Permalink

    @mante: dal grafico alexa (affidabile o no che sia) si desume solo che il numero in % di visitatori dei nostri blog sul totale dei navigatori è in calo.
    per quanto riguarda i navigatori ho ritrovato il rapporto nielsen 2007
    “Il trend negli ultimi 12 mesi evidenzia una crescita del 23% dei navigatori Internet che accedono da
    casa e ufficio, che passano da 20 a 24,5 milioni.”
    […]
    “Tra le categorie di siti che rilevano i rialzi più significativi rispetto al 2006 da segnalare le communities (14,3 milioni di utenti, +46%), trainate soprattutto da Windows Live Spaces, Libero Community, Alice Community, MySpace e Facebook, i siti di news (12,5 milioni di utenti, +56%) con La Repubblica, Il Corriere della Sera, MSN News, Ansa e Mediaset News, i tool di ricerca e traduzione (10,2 milioni di utenti, +65%), trainati da Wikipedia, Yahoo! Answers, WordReference e Altavista Babel Fish, i siti di video (10 milioni di utenti, +96%), trainati soprattutto da YouTube, ma anche da Alice Video, Google Video e Libero Video, i siti di mappe e informazioni di viaggio (9,5 milioni di utenti, +69%) con Google Maps, ViaMichelin, Paesionline, Google Earth e Mappy, i siti di broadcasting (8,2 milioni di utenti, +68%), con Mediaset, Rai, Sky, La Repubblica Tv e Corriere TV e per finire i siti per la ricerca immobiliare (1.9 milioni, più che raddoppiati rispetto al 2006).”

  37. Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 9:01 PM | Permalink

    Ma ci interessa considerare la totalità dei navigatori? Ogni blog, ogni sito ha il suo/suoi pubblico/i ed in attorno ad esso/i che dovrebbe ragionare. Ti ricordi aborigeno? Ho perso un po’ le fila di questo discorso che non riesco più a seguire. Se poi parli dell’effetto grancassa, beh quello vale per tutto. Quando si è in pochi, la visibilità è sempre maggiore, ma ora dovremmo tornare a parlare di contenuti e di rilevanza degli stessi agli occhi dei diversi pubblici di riferimento o no?

  38. Pubblicato il 10 aprile 2008 alle 10:08 PM | Permalink

    Vedo che i commenti si focalizzano sulle statistiche, quindo vado in controtendenza, passando alle conclusioni::)
    Rimango dell’idea che la “conversazione aziendale” abbia un effetto più immediato se focalizzata sui blog dello stesso argomento del prodotto, e non su quelli più seguiti. In questo modo si ottiene una “segmentazione autogenerata” (un blog di cucina viene seguito dagli appassionati dei fornelli…). Su come misurare l’economicità di operazioni del genere, è dura: in questa fase forse è utile anche solo generare “buzz” ed usare i social per ascoltare il pubblico, e prenderne spunto (ed in questo penso che la rete rimanga più efficace ed economica).
    Su statistiche e feed del mio blog sorvolo per decenza (ma sono in crescita… lenta ma in crescita:)

  39. simo
    Pubblicato il 15 aprile 2008 alle 7:45 AM | Permalink

    aaahhh, la carta scoppiettina…

  40. Pubblicato il 18 aprile 2008 alle 3:31 PM | Permalink

    Come al solito, un post chiari e completi su un argomento difficile. Sono molto curioso anche io di vedere il futuro dei feed, perchè è uno strumento che riserverà molto sorprese, nel bene e nel male… personalmente credo di averlo sempre sottovalutato.

  41. Daniele Medri
    Pubblicato il 24 aprile 2008 alle 7:08 AM | Permalink

    Era inevitabile questo cambiamento nei blog “storici”. Questi erano un punti di riferimento a suo tempo, ma la “concorrenza” da parte di altri autorevoli autori aumenta.
    Ho sempre più la convinzione che non ci sia “la blogosfera” bensì tante blogosfere, tanti cluster di autori/lettori che definiscono i loro centri di interesse a seconda del proprio “scaglione” di appartenenza, il circolo delle persone che trovano nel primo periodo di “ingresso nella società”.
    Dalla tua semplice analisi emerge le visite dei blog sono stazionarie probabilmente per questo motivo. Nuovi lettori non aumentano le visite delle blogstar, spostano i centri dei cluster di interesse e valutano con nuovi occhi cosa è attendibile o meno secondo il loro punto di vista.
    my 0.02 cents