Chiedete alle persone *vere*

Ieri il nostro giornalaio diceva di usare Facebook come focus group per gli edicolanti.

E io, cercando della carta di riciclo per impacchettare un oggetto da spedire via Ebay, ho ritrovato una ricerca di mercato, costosissima immagino, che indicava come un servizio (un social network, per la precisione, e anche questo, costosissimo e da sviluppare ex-novo) creabile (e poi creato) da una mia ex azienda sarebbe stato assolutamente/probabilmente un successo e ne indicava pure le key feature.

Ovviamente, il servizio creato a partire da quella ricerca di mercato, dimenticandosi completamente dei feedback degli utenti fino al lancio definitivo, è stato un mezzo flop ed è in coma vegetativo semi-abbandonato.

Se ci pensate, quasi ogni realtà di successo in Rete è stata creata senza un vero business plan, e senza ricerche di mercato teoriche, o con scopi iniziali totalmente diversi, adattandosi giorno dopo giorno alla Rete stessa, agli utenti stessi, ascoltando gli appassionati.

Naturalmente questa evoluzione tramite ascolto è una condizione necessaria, non sufficiente, a volte il salto verso una dimensione maggiore, o verso la profittabilità non accade comunque. Ma nel momento stesso in cui parti piccolo, la morte di un servizio non è un problema. Tutto si ricicla, si ricrea, si rifà migliore. Risparmiando i soldi in focus group e analisi teoriche chieste al telefono o distrattamente fluite in uffici dai vetri semitrasparenti, su dati estrapolati da campioni dio solo sa come composti.

Aggiornamenti sull’argomento: Mauro Lupi che cita un post di Fabris, e un post interessante di Mamma in Corriera

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3 Comments 7 Other Comments

10 Comments

  1. Pubblicato 7 maggio 2009 alle 8:11 AM | Link Permanente

    Questo post mi rincuora parecchio :)

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  2. Pubblicato 7 maggio 2009 alle 9:29 AM | Link Permanente

    sto pensando a quello che aveva investito $2.500 e migliaia delle sue ore per creare un sito a pagamento per filtrare le notizie finanziare importanti, per poi vedere che Google faceva la stessa cosa (Google Finance) gratis e meglio.

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  3. Pubblicato 7 maggio 2009 alle 10:09 AM | Link Permanente

    come diceva Euan Semple, "if you are spending tons of money, you’re most probably wrong"

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  4. Pubblicato 8 maggio 2009 alle 1:40 PM | Link Permanente

    Possiamo dire che è un problema culturale oppure è qualcos’altro?

    A presto.

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  5. Pubblicato 8 maggio 2009 alle 2:19 PM | Link Permanente

    @andrea: non mi spingerei a parlare di problema culturale – forse si abusa un po’ di questa definizione. diciamo che è più che altro un problema di adeguamento di discipline e metodologie a contesti diversi da quelli tradizionali. è un po’ come quando le aziende vogliono comunicare in rete, ma si credono in televisione. ci vuole tempo, e persone che sappiano guidare il cambiamento. il primo c’è, non ci resta che trovare le seconde

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  6. Pubblicato 8 maggio 2009 alle 6:55 PM | Link Permanente

    L’accordo con Giuliana è totale.
    Anche perchè non conoscendo assolutamente quel mondo, mi ci sono trovata con lei a studiarlo.
    E’ stato ovviamente interessante, ma a volte faticoso. Questo perchè non conoscevo a fondo i Social Media come Giuli, ma soprattutto non ne facevo parte. Insomma, la classica registrazione ad un paio di Social Network, nulla più.
    Inoltre, fare ricerche su questo ambito ti consente anche di sperimentare metodologie assolutamente nuove e più idonee.
    Mi è venunta in mente un episodio: nel 2007 ho seguito una ricerca per un cliente, volevano lanciare un Social Network e quindi capire i motivi di utilizzo, funzionalità utilizzate,….
    Quella ricerca aveva dimostrato che le persone si iscrivevano principalmente perchè coinvolti da amici. Questo succedeva quando Facebook non aveva ancora raggiunto il successo che ha ora.
    Con il cliente ci siamo lasciati augurandoci di rivederci sul quel SN. Io non credo che alla fine lo abbiano lanciato, forse hanno ascoltato i feedback degli utenti..

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  7. Pubblicato 10 maggio 2009 alle 9:13 PM | Link Permanente

    in pratica stai dicendo: la ricerca tradizionale osserva i pesci dietro il vetro dell’acquario. nell’etnografica diventi un sub per un giorno e nuoti con loro. Ma nella rete per fare ricerca devi ESSERE un pesce….

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  8. Pubblicato 10 maggio 2009 alle 9:32 PM | Link Permanente

    @miena: eh, lo so, ti ho fatto soffrire :D

    @veremamme: esattamente. esclusa del tutto l’ipotesi di poter stare fuori dall’acquario, è necessario viverci dentro, e non per un giorno

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  9. Pubblicato 11 maggio 2009 alle 3:38 PM | Link Permanente

    Ho letto con calma solo adesso e concordo al 100% con la tua analisi

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  10. Pubblicato 11 maggio 2009 alle 4:55 PM | Link Permanente

    @copyman:grazie, adesso si tratta *solo* di convincere chi di competenza :D

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