La Verità: perché i navigatori valgono meno degli spettatori

“Per Nielsen a settembre abbiamo avuto 22,9 milioni di persone su Internet (navigatori attivi) che sono stati in rete una media di 1 ora e 3 minuti ogni giorno. Con delle audience così come si fa a non confrontarsi seriamente con questo mezzo quando si pianificano gli investimenti in comunicazione? Bah!”

Nereo fa presente i numeri di internet e di come sia strano che venga sottovalutato negli investimenti aziendali. E mr Livefast, che di marketing professionalmente ne capisce, ma non lo fa a quasi mai a vedere perché preferisce usare meglio il suo tempo, per una volta si lascia sfuggire la Verità.

“No beh, è vero. Cercare di fottere into buying something i 22,9 milioni di tizi più svegli del paese è una sfida a cui sottrarsi è ormai inaccettabile. Eccetto che è tutta gente che la ‘comunicazione’, quella in cui ‘si investe’ gli rimbalza. Vogliono fatti, la comunicazione nasce spontaneamente e con grande facilità se il prodotto è buono. E questo è tutto quello che c’è da dire della utilità dei direttori marketing e dei ‘comunicatori’.”

Per Nielsen a settembre abbiamo avuto 22,9… – Nereo – FriendFeed:

Tradotto: la pubblicità funziona bene in modo inversamente proporzionale al grado di neuroni attivi durante l’esposizione. Quindi cinque milioni di telespettatori rendono e renderanno (rispetto all’investimento in comunicazione unidirezionale e pubblicità) molto di più di 23 milioni di navigatori, anche se fossero tutti sul vostro sito – il che non promette bene per l’advertising online. E anche che i direttori marketing, sia pure inconsapevolmente, hanno ragione.

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13 Comments 4 Other Comments

17 Commenti

  1. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 10:50 AM | Link Permanente

    Il che mi pare si colleghi molto a quello che dicevamo altrove sui banner, non credi?

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  2. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 10:57 AM | Link Permanente

    Presentata così, nuda e cruda, la questione sembra addirittura banale!!!

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  3. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 11:04 AM | Link Permanente

    Dunque chi vale di più rende di meno, parebbe secondo questa tesi.

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  4. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 11:05 AM | Link Permanente

    insomma, tocca investire per far meglio i prodotti (dura la vita eh?)

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  5. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 11:23 AM | Link Permanente

    ci tocca accendere i nostri, di neuroni?

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  6. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 11:23 AM | Link Permanente

    qui si parte dal presupporto che tutti gli utenti web siano di livello avanzato…nutro seri dubbi su gran parte degli utilizzatori che hanno scoperto la rete solo grazie FB. Non credete?

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  7. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 11:28 AM | Link Permanente

    anche a me quello di minimarketing mi pare un parere "un po’" semplicistico

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  8. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 11:38 AM | Link Permanente

    yep, good point.

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  9. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 12:58 PM | Link Permanente

    @PierLuca chi vale di più rende di più e costa anche di più, da quel che ho capito io

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  10. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 1:06 PM | Link Permanente

    pierluca: esatto, il valore della pubblicità (anche online beninteso) è alto solo se rivolto a persone che ‘valgono’ poco :) [la teoria è di livefast, eh :]

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  11. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 1:06 PM | Link Permanente

    pierluca: esatto, il valore della pubblicità (anche online beninteso) è alto solo se rivolto a persone che ‘valgono’ poco :)

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  12. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 3:37 PM | Link Permanente

    @Daniel sono d’accordo: molto più in piccolo, è come quando l’idea di Internet è passata da quel che era realmente (newsgroup, gopher, ftp, mud testuali, ca**i, mazzi *e* www) al web – la gente diceva "ueb" come se fosse tutto quel che c’era su internet. penso che ci sia una bella fetta di gente che dice "feisbuc" come se fosse la parte più utile/divertente del web

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  13. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 3:40 PM | Link Permanente

    Quindi potrebbe emergere che per avere successo la strada è investire sul prodotto un po’ meno che sulla comunicazione. Oppure che spendere millemila dollari in comunicazione su prodotti scadenti non porta a niente.

    Riportare la catena del valore a prospettive meno slegate dalle realtà produttive comincia ad essere necessario. Apple ha deciso di produrre e parlare di quello che produce come fanno i produttori. Vuoi un mac? Le caratteristiche son queste, noi vogliamo x € (mediamente il 35% in più della concorrenza, ma ti garantiamo assistenza ottimale su prodotti che di suo hanno un’incidenza di difetto bassissima). Se ti sta bene ok, altrimenti che tu sia nostro fan non ce ne frega niente.

    Son brutale, e lontano dal vero, ma la forzatura è solo per far capire a certa gente che bisogna investire seriamente sul processo produttivo.

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  14. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 3:55 PM | Link Permanente

    Riuscire a creare prodotti perfetti è la sfida alla quale si deve tendere, nel frattempo, si cerchi almeno di comunicare che ci si s sta provando, magari, anche ascoltando i suggerimenti delle persone che che questi prodotti dovranno comprarli.

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  15. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 3:56 PM | Link Permanente

    Verissimo Stefano: prendi il Magic Mouse, dopo l’uscita su Twiter si è scatenato un putiferio. Dimostrazione che non basta avere un account se dietro c’è il vuoto.

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  16. Pubblicato 22 ottobre 2009 alle 7:18 PM | Link Permanente

    loooooooooop.

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  17. Pubblicato 25 ottobre 2009 alle 8:36 PM | Link Permanente

    Ciao Stefano! Molto interessante, ti ho citato anche nel mio blog qui:
    http://www.doctorbrand.it/2009/10/buzz-marketing-apple-no-microsoft-si.html

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