Una vexata quaestio dell’eterno match online team vs resto dell’azienda è dove inserire i contenuti aziendali (nella fattispecie, video): nelle “proprietà” (azienda.com ecc. ecc. — anche se pure questa è una illusione, secondo me solo più sofisticata) o nel flusso social (quindi all’esterno, su piattaforme in cui si è sostanzialmente ospiti, come YouTube, Facebook, ecc. ecc.)? Io, per un semplice motivo, sono per l’ultima ipotesi, ma qual sia questo motivo ve lo dico alla fine. Stamattina nel death match ho portato questi argomenti al giudizio della corte:
- statistiche migliori sull’engagement, rispetto anche a fornitori specializzati.
- diffusione naturale e organica (non ho pronunciato la parola — brr — buzzability).
- “portiamo i contenuti di un certo tipo dove già stanno gli utenti che sono interessati a un certo tipo di contenuti” che pare banale, ma non lo è.
- qualità tecnica spesso almeno pari alle piattaforme proprietarie, o comunque con differenza irrilevante.
- irrilevanza di “dove siano” ai fini del giudizio del top management.
- nessuna uscita immediata di cassa, che di questi tempi.
Gli argomenti della controparte erano
- maggior controllo, Term of Services inclusi.
- maggiori “view” sul sito.
- maggiore “prestigio”.
- raccolta collaterale di email da nuovi registrati (che nel mio caso non sarebbe comunque obbligatorio, per fortuna).
Io credo che, in generale, si possano creare davvero content community distaccate dal flusso o autarchiche solo quando il collante è altissimo o quando il distacco necessario dal resto della propria vita online sia ampio e necessario – non mi meraviglia che alcuni dei principali network privati su Ning.com siano pornoqualcosa o abbastanza — ahem — inconsueti. Ma voi volete forse ancora sapere la ragione iniziale. Eccola:
Ogni resistenza è futile.
Se il video è buono per molti, ce lo metterà qualcun altro, su YouTube. Se non lo è, avrete perso anche l’ultima occasione di venire in contatto con quei due o tre gatti interessati. PS: se volete alcuni pareri parzialmente contrari, MCC e Wolly.
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In aggiunta alle non uscite economiche aggiungerei o affiancherei “nessuna attesa per la realizzazione / appeovazione / concessione dell’IT all’implementazione della sezione video”.
Bel post e ottima considerazione finale. Ora mi leggo i contrari :)
[...] “Ma questi video vanno dentro o fuori?” L’eterno dilemma dei “contenuti” aziendali. [...]
[...] Per approfondire la questione e farvi un’idea più precisa, leggete l’articolo completo di Gianluca Diegoli. [...]
Avevo proposto all’azienda di caricare 3 -4 brevi filmati su You Tube, mostrando le lavorazioni artigianali che mandano in visibilio i clienti stranieri in visita alla fabbrica, oltre a metterli sul sito. Provate a cercare murano glass, per vedere quanti video girati in fornace hanno messo gli appassionati. La cosa ha un senso e mostrerebbe aspetti che non vanno sui cataloghi. Non se n’è fatto nulla per banale inerzia e generico timore. Poi hanno licenziato la responsabile marketing. Quindi anche me. Non per You Tube comunque…