La mappa del controllo sulla reputazione (2000-2010)

la mappa della reputazione aziendale
Mappa della reputazione aziendale e degli stakeholder (2000-2010)

Questa mappa era stata creata originariamente per descrivere ai miei interlocutori offline i motivi di alcune delle dinamiche aziendali e dei contrasti tra funzioni diverse.

Per chi non ha molto tempo: in pratica nel 2000 quasi ogni contenuto aziendale liberamente reperibile era controllato rigidamente dall’azienda — e particolarmente dal perfido e potentissimo ufficio stampa e relazioni pubbliche — ovviamente comprendendo i giornali e la stampa, soprattutto di settore, che vive-va di pubblicità in arrivo dalle stesse aziende che dovrebbe recensire in teoria a favore del lettore. Ahem, devo dire altro?

Più la curva si allunga e si appiattisce — e continuerà a farlo inesorabilmente — più il contenuto libero e fluttuante prodotto dai sempre più numerosi interlocutori e le relazioni consumate diventano incontrollabili e appena monitorabili; inoltre, diventano progressivamente della stessa importanza (“quota di mercato” totale) della zona rigidamente sorvegliata.

Ma in molte aziende questo messaggio non è passato e credo non passerà mai — il mito del controllo è durissimo a morire e continuerà a distruggere buona parte del possibile valore di ogni vincente strategia e non solamente online.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

7 thoughts on “La mappa del controllo sulla reputazione (2000-2010)”

  1. Già,
    “il mito del controllo è durissimo a morire e continuerà a distruggere buona parte del possibile valore di ogni vincente strategia e non solamente online”.
    Ma devo dire anche un’altra cosa: un mix di psicologia-lavoro-metodo-risultati può allargare e di tanto le maglie del controllo. E’ quello che sto vedendo in questi anni.

  2. Mi ha fatto molto pensare il tuo post, soprattutto sul concetto del controllo della brand identity sia online che offline. Interessante è intrecciare il tuo schema con le ricerche di Forrester per capire quanto importante è monitorare continuamente la brand reputation sia off che online.

    Grazie.

    Ale di caffebollenteintazzagrossa.it

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