Chiedilo a loro (dove va l’8 per mille)

Qualche giorno fa, Livefast ha spannometricamente scritto dove finisce tutto il circo annuale del 5 per per mille. In pubblicità.

La Santa Chiesa Cattolica Romana — uno dei più ricchi e appetiti budget pubblicitari primaverili, si sappia — quest’anno si rinnova, e diventa duepuntozero per l’altro jackpot annuale, l’8×1000: conscia che la la fede è in calo, soprattutto nei suoi confronti, si inventa uno slogan molto esplicativo che suona più o meno così “visto che la nostra reputazione vaticana è bella che andata, e lo sappiamo, vi facciamo dire dai (sic) blogger imparziali come stanno davvero le cose”. Ecco appunto, “Chiedilo a Loro”, come viene declamato alla fine degli spot in TV.

Nel sito omonimo (NDR: tutto flash) vengono così mostrati i dieci prescelti, nelle loro visite ai luoghi dove si soffre, per toccare con mano, documentare in modo oggettivo ecc. ecc. (In realtà non sono blogger, perché per esserlo ci vuole un blog, come minimo, e lì non ce l’ha nessuno. E nemmeno il sito è un blog, e non lascia spazio a conversazioni).

Ognuno di questi viene alla fine convertito, in puro spirito messianico: parte scettico, va sul posto, come Tommaso tocca con mano, e poi ringrazia l’8 per mille per tutto quello che ha visto, e si pente pure di aver osato dubitare (più di uno).

Termino questo mio breve racconto sull’esperienza di Andria, augurandomi che il mio bisbigliato aiuto non passi inascoltato, ma arrivi a toccare il cuore di tutte le persone che lo leggeranno. Il saper di aver fatto tanto, per molti, attraverso una semplice firma, riempie il cuore di una gioia infinita. Io la mia firma la lascio qui, un po’ a testa bassa per aver dubitato. Marica

Al di là del beneficio del dubbio su quanto gli inviati siano stati davvero liberi di scrivere, il problema è, dott. Matteo Calabresi, responsabile comunicazione 8×1000, che tutta la roba che avete messo in piedi (e nemmeno un “blogger”) non risponde all’unica, grande, rimbombante domanda che sale dalla rete e dalla società, che sarebbe “quanto dell’8×1000 va effettivamente a queste opere di bene e quanto per pagare burocrazia, sovrastrutture, edifici di culto e B&B religiosi, stipendi dei preti, e tutto il resto?

Be’, scaricatevi questo PDF (rendiconto_CEI_spese_8_per_mille) che ho ciclostilato in proprio stampando un angolino nascosto di un altro sito, 8×1000.it appunto (che poi, a essere pignoli, che la Chiesa si sia presa e si tenga quel dominio è quantomeno poco corretto). E se non ne avete voglia, ve lo dico io: alle opere di carità e assistenza, tanto declamate nel sito, non va più di un 21,2% del totale.

Io questo lo chiamo greencharity-washing. Aggravato dallo spendere soldi in pubblicità, aggravato dalle testimonianze di terzi. E vi condanno al confronto con il link al modesto, ma trasparente, sito della chiesa valdese.

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27 Commenti

  1. Luca
    Pubblicato il 2 maggio 2011 alle 9:53 AM | Permalink

    Ci fu una puntata di Report dello scorso anno che parlò proprio di questo.
    Ecco il video http://www.youtube.com/watch?v=vk_Sf_5MVRU&NR=1

  2. Pubblicato il 2 maggio 2011 alle 10:54 AM | Permalink

    Caro Gianluca, volevo ringraziarti, da valdese, per questo attestato di fiducia al nostro “piccolo e modesto ma trasparente” sito web dove pubblichiamo ogni anno i rendiconti di come viene speso l’OPM valdese e metodista, appunto.

    Volevo anche confermare che per mandato Sinodale (il Sinodo per noi è un’assemblea laica di 180 deputati/e, non solo pastori, che si riunisce una volta l’anno per prednere tutte le decisioni inerenti alla nostra chiesa.. un po’ come facevano una volta gli apostoli, democraticamente e senza papa;-)..) la chiesa valdese e metodista investe non più del 7% del gettito OPM in pubblicità e gestione, per garantire che vada tutto in opere sociali, culturali e assistenziali.

    Ti e vi confermo inoltre – dall’interno, come membro di chiesa – che nemmeno un euro dell’OPM valdese va a finanziare attività di culto delle chiese e/o gli stipendi dei nostri pastori e pastore (il 30% del totale sono donne, da noi) perchè ci autotassiamo noi membri di chiesa dicirca il 3% del nostro reddito annuale per pagarci la nostra chiesa… faticoso, ma necessario per potere essere davvero liberi (“libera chiesa in libero Stato”, come diceva quello là;-))

    Grazie ancora, sono stata contenta di vedere un parere da esperti sulla ns modesta campagna, basata soprattutto – come dici giustamente tu – sulla trasparenza (e sulla lotta ai pregiudizi, di ogni tipo “siamo tutti fratelli e sorelle d’Italia” dice lo slogan della ns piccola campagna di quest’anno.. :-)

    ciao a tutti, Simona (cittadina laica, cristiana, valdese)

  3. Michele
    Pubblicato il 2 maggio 2011 alle 11:28 AM | Permalink

    In Italia non è obbligatorio versare l’8 per mille, all’estero (Svizzera e Germania) invece paghi le tasse per la chiesa (Kirchensteuer), cattolica o protestante che sia, e se non le vuoi pagare, devi uscire dalla chiesa. Preferisco il modello italiano con la richiesta che vengano resi trasparenti l’impieghi di questi fondi, come fa la chiesa valdese.

  4. Pubblicato il 2 maggio 2011 alle 2:21 PM | Permalink

    …grazie anche a te per la fiducia, Michele!

    Però non è del tutto corretto quel che dici, perlomeno sull’Italia: è come se fosse obbligatorio, perchè lo versi comunque – anche se non scegli espressamente nessuno dei 7 enti che lo possono ricevere… Se non scegli/non voti, la quota relativa (è un ammontare unico, ripartito per il numero dei voti – non è che ognuno dia il “suo” OPM della sua dichiarazione dei redditi) viene redistribuita in base alle preferenze espresse.

    Infatti, solo il 40% degli italiani “vota” per un ente OPM, ma anche il 60% viene assegnato proporzionalmente, secondo quei voti… e siccome il 90% dei “votanti” sceglie per la chiesa cattolica (dunque il 36% del totale-totalone) il 90% e più delle quote non espresse va cmq alla chiesa cattolica… che dunque prende un miliardo di euro, tra quote espresse e quote non espresse.

    Spero di aver chiarito il meccanismo italiano:-)… ciao! Simona

  5. Pubblicato il 3 maggio 2011 alle 3:24 PM | Permalink

    Grande post, complimenti.
    Ciao!
    :-)

  6. 'nda
    Pubblicato il 3 maggio 2011 alle 5:18 PM | Permalink

    Solo una precisazione Gluca: 5×1000 e 8×1000 sono due cose differenti.
    Poi per quanto riguarda il resto del post sono più che d’accordo! ;)
    Ciao!

  7. Marica
    Pubblicato il 4 maggio 2011 alle 12:22 PM | Permalink

    Ciao!
    Visto che hai citato ciò che ho scritto permettimi di dire la mia.
    Vorrei semplicemente chiarire che nessuno mi ha obbligata a scrivere ciò che ho scritto. Sono stata sempre libera, durante e dopo il viaggio, di chiedere tutto ciò che volevo e di scriverlo.

    Se leggi la mia presentazione ho scritto che ho pensato molto prima di partecipare, questo perché, io per prima mettevo in dubbio l’8xmille. Ho scritto anche che mi bloccava il fatto che forse non sarei stata libera di scrivere quello che volevo, critiche comprese.
    Sono partita, ho visitato due realtà difficili e ho visto che l’impegno della gente che lavora in quelle strutture e il sostegno che ricevono dai fondi 8xmille è costante e serve.
    Se donare i soldi serve per aiutare qualcuno che sta male ben venga. Davvero, io non ho trovato nulla che non andasse in quei posti, ci sono buone strutture e i soldi vengono gestiti per garantire solo il meglio ai loro ospiti.

    Capisco che questo argomento raccoglie molto scetticismo, per questo vi invito ad andare in tutte le strutture che vengono aiutate dalle donazioni, chissà magari cambiate idea anche voi!

    • icequeen
      Pubblicato il 4 maggio 2011 alle 1:31 PM | Permalink

      Caro Gianluca, capisco le tue perplessità, legittime se non si conosce a fondo una realtà una realtà, i documenti ed un progetto di comunicazione.
      Io per diversi motivi conosco tutte e tre questi aspetti e volevo tentare di chiarirti alcuni punti. La Cei non fa alcun mistero della destinazione dei fondi dell’8xmille, e le ripartizioni sono visibili e pubbliche, non solo sui documenti ufficiali, ma anche addirittura su alcuni annunci stampa che nascono proprio con l’esigenza di chiarire dove vanno a finire esattamente i soldi, e che escono sui principali quotidiani nazionali. Inoltre mi unisco a Marica nel dire che nulla di quello che si vede scritto sul sito è drogato o deviato da punti di vista di parte, i testimoni raccontano quello che veramente hanno visto e sentito, senza filtri o forzature, ed è quella la loro forza.
      E’ vero, i fondi vanno anche ai sacerdoti, ma quello che molti non sanno è che se non ci fossero migliaia di Don XXXX in Italia e nel mondo, sostenuti economicamente nella loro vita quotidiana e nella loro attività, molte persone non avrebbero casa, lavoro, famiglia, cibo, a volte addirittura vita.
      E veramente bisognerebbe andare nei luoghi e dalle persone che rendono possibile questo, per essere, solo un po’, meno prevenuti e meno acidi nei confronti di tutto quello che la Chiesa Cattolica fa.
      Io quasi non sono credente, se non per imprinting socio-culturale inevitabile (se fossi nata in Nepal dovendo scegliere di credere ad un’entità superiore crederei in Buddha….c’è solo quello e quello ti insegnano a conoscere), non pratico e non condivido innumerevoli fatti e strutture della Chiesa; ma, come diceva Voltaire, “difenderò fino alla morte” il diritto di chi ha dedicato la vita agli altri, di continuare a farlo, grazie soprattutto ai fondi dell’8xmille.
      Il che non vuol dire che le altre chiese/fedi, le onlus, le ONG, i volontari, non facciano altrettanto bene e non meritino di ricevere fondi.
      Ti invito veramente a confrontarti con chiunque sia stato in quei posti ed abbia toccato con mano quelle realtà.
      In “fede”,
      Icequeen.

    • gluca
      Pubblicato il 4 maggio 2011 alle 3:41 PM | Permalink

      Grazie Marica e Icequeen, ma: quale parte di questa frase non vi è chiara?

      il problema è, dott. Matteo Calabresi, responsabile comunicazione 8×1000, che tutta la roba che avete messo in piedi (e nemmeno un “blogger”) non risponde all’unica, grande, rimbombante domanda che sale dalla rete e dalla società, che sarebbe “quanto dell’8×1000 va effettivamente a queste opere di bene e quanto per pagare burocrazia, sovrastrutture, edifici di culto e B&B religiosi, stipendi dei preti, e tutto il resto?”

      qui si contesta l’uso pubblicitario delle opere di carità (che nessuno dice che non esistano o non siano all’altezza) per incamerare un obolo di cui rappresentano il 21%. mi sembra chiaro.

  8. Denis
    Pubblicato il 5 maggio 2011 alle 2:39 PM | Permalink

    Ciao Gianluca,

    parlando di 5×1000 (e non 8×1000), da come ho capito le onlus più importanti hanno un bilancio pubblico su cui è possibile capire il tasso di efficienza, cioè di x soldi ricevuti, quanti vengono spesi dall’onlus e quanti utilizzati.

    Ipotizzo, che se vuoi donare il 5×1000 ad un ente, dovresti avere il diritto di chiedere l’ultimo bilancio per capire come e dove andrà quella parte di tasse.

  9. Luca
    Pubblicato il 5 maggio 2011 alle 4:20 PM | Permalink

    La trasparenza è importante
    io non sono credente
    ma do il mio 8per mille ai Valdesi perchè so che lo usano per opere di carità.
    Esclusivamente per opere di carità.

    Perchè mai lo dovrei dare alla chiesa che lo usa per l’80% per altre cose?
    E perché non lo dicono?
    NO grazie.

  10. Pasquale
    Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 10:40 PM | Permalink

    Mah, io penso che tu distorca di molto le cose.
    Quello che va in pubblicità, che tu hai maliziosamente introdotto, è l’1% (dichiarato).
    Il fatto che parte dell’8×1000 vada a preti (tanti) ed istituti (nazionali ed internazionali) è perfettamente normale. Uno per farli campare e due perchè oggettivamente sono loro che sul campo stanno in prima linea.
    Fare confronti con la chiesa valdese è un gioco sporco. Primo perchè le finalità di ambo sono le stesse e non è una gara (anche se velatamente l’amica valdese dichiara che in più li ci sono i pastori donne, quasi che fosse un metro di misura dell’affidabilità, vabbè).
    Secondo perchè nella realtà sociale gli impatti sono molto, ma molto diversi, così come le strutture, la storicità e le opere. E questo tu lo sorvoli beatamente (così come fa la claque dei commentatori).
    Le destinazioni degli importi sono nel documento che metti in allegato. Invece tu lo fai passare come qualcosa di losco e di sporco (così come tutta l’impostazione del post). Bel modo di fare informazione! A proposito, non è nascosto in un angolino ma è facilmente rintracciabile nel sito al menu “rendiconto”, se ci si toglie i paraocchi.
    Magari scendi dallo scranno e buttati nella realtà delle parrocchie e forse ti accorgerai che la realtà è diversa da quella che tu pensi e scrivi.
    Oppure continua a scrivere le 101 regolette del marketing dove forse ci metti meno accidia e così ne guadagniamo tutti.
    Ciao

    • gluca
      Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 10:52 PM | Permalink

      mi sa che confondi l’accidia con l’acidità, ma vengo al punto, di nuovo. va tutto bene, salvo che fate pubblicità puntando sulle opere caritatevoli, a cui va appena un quinto del gettito. è pubblicità ingannevole, valdesi o no. ps: dove è dichiarato che la chiesa spende in pubblicità l’un per cento?

  11. Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 11:52 PM | Permalink

    @Pasquale: tralascio le altre tue considerazioni – ognuno la pensa come vuole, fotunatamente – ma rispondo al tuo: “Fare confronti con la chiesa valdese è un gioco sporco. Primo perchè le finalità di ambo sono le stesse e non è una gara (anche se velatamente l’amica valdese dichiara che in più li ci sono i pastori donne, quasi che fosse un metro di misura dell’affidabilità, vabbè).”

    Mi permetto solo di dire:

    1) le finalità di fatto NON sono le stesse; se fosse cosi, con l’OPM ci pagheremmo anche noi gli stipendi di pastori e pastore! (..e la dico cosi, semplicemente perchè noi valdesi abbiamo un po’ il pallino dell’inclusività anche nel linguaggio, diciamo sempre, ad es., “tutte e tutti”..) se poi il fatto che si sia tolto il veto al ministero pastorale al femminile sia un metro di misura dell’affidabilità di una chiesa cristiana , non saprei: per me da credente e lettrice della Bibbia è certamente è un metro della capacità di quella chiesa di leggere la Parola in modo storico-critico ed “evangelicamente inclusivo” – come del resto facciamo anche in altri casi, vedi la completa accettazione ed accoglienza di sorelle e fratelli omosessuali nelle nostre chiese (e la recente decisione sulla benedizione delle coppie, già sperimentata in alcune comunità…)

    2) non capisco perchè il confronto sia un gioco sporco: secondo me è giusto che i cattolici firmino l’otto per mille alla propria chiesa, ma solo se ritengono che il lavoro fatto dai preti e dai vescovi valga la pena di essere finanziato…sapendo chiaramente che è soprattutto quello che finanziano con la loro firma, e non le opere di solidarietà tout court (ca. 20% mi pare..).

    3) infine, un altro motivo per cui le finalità NON sono le stesse – anche su quel 20% ca. che la chiesa cattolica NON destina a se stessa e alle proprie attività di culto e sostentamento dei sacerdoti -, è anche il modo in cui gli impieghi “solidali” vengono fatti: la chiesa valdese ha più volte ribadito di finanziare con il suo OPM, ad es., anche la ricerca sulle cellule staminali, il sostegno a consultori per l’aiuto alle donne e l’educazione alla procreazione responsabile, la prevenzione dell’AIDS in Africa tramite la diffusione di profilattici… e forse potremmo aggiungere, oggi, il sostegno al testamento biologico e al “morire con dignità”, cosa che riteniamo, cristianamente e laicamente, giusto e oserei dire sacrosanto;-) (anche se da noi protestanti i santi di tipo cattolico non esistono, eheh..).

    Come vedi, sono proprio due “filosofie di applicazione del cristianesimo” molto diverse – anche se a partire dallo stesso testo sacro e dalla stessa fede. A ognuno la facoltà di scegliere, avendo però presente tutte queste informazioni….

    Infine, sul secondo motivo da te ricordato, “nella realtà sociale gli impatti sono molto, ma molto diversi così come le strutture, la storicità e le opere”: questo vale solo per le strutture – noi ne abbiamo poche, e piccole, è vero, a confronto- ma sulla storicità e le opere mi permetto di nuovo di dissentire. Forse, mi vien da dire, non dipenderà anche dal fatto che in Italia i valdesi – pur esistendo da 800 anni – sono stati decimati dai roghi dell’Inquisizione e sterminati ripetutamente da re e principi istigati dal potente alleato pontificio, e poi discriminati (come gli ebrei, del resto) fino a ca. 150 anni fa? Chissà magari anche noi protestanti saremmo oggi qualche milione in più in Italia, come negli altri Paesi europei e in USA, senza Stato pontificio e controRiforma qui in casa. Anche questa è storia… :-)

    Detto questo, sul resto pensala pure come vuoi. Ma su chiesa valdese e protestantesimo in generale forse, prima di criticare, bisognerebbe saperne giusto un pochino di più – cosa che in Italia, mi rendo conto, è difficile e per questo ho voluto spiegare un po’ meglio, sperando di aver fatto cosa minimamente utile, se non gradita, anche a te. Ciao!

  12. Vittorio
    Pubblicato il 11 maggio 2011 alle 8:49 AM | Permalink

    Quoto Pasquale.

    Oltre alle forzature nel testo e al paragone errato, aggiungo anche che quello che non va in questo post è il livore, fuori luogo per me, con cui si affronta l’argomento.
    Non si può esprimere un giudizio senza vivere ciò che si sta giudicando. Questo è fondamentale nel mestiere di consulente, soprattutto poi quando si parla di chiesa cattolica, che vive sul piano del quotidiano e del trascendente.

    Con affetto e stima

  13. Luca
    Pubblicato il 11 maggio 2011 alle 9:29 AM | Permalink

    Scusate, ma dove lo vedete il livore?
    La pubblicità è ingannevole

    non dice che di 100 euro che noi diamo alla chiesa circa 20 vanno alle opere di carità
    con il resto finanziano altre cose
    che a me, ad esempio, non stanno bene e che dovrebbero essere chiari per una scelta consapevole.
    Con parte di quei soldi la chiesa finanzia la sua opera di lobbing verso la politica e finanzia anche preti che non meritano il loro ruolo.
    A proposito ecco un bel video ironico di alcuni ragazzi livornesi: http://www.youtube.com/watch?v=a3YpDVP2mj4

  14. Riccardo
    Pubblicato il 14 maggio 2011 alle 2:57 PM | Permalink

    Ciao a tutti. Ok a tutto quello che si è detto, ma se io volessi utilizzare questi questi soldi per un progetto a favore di disagiati e poveri immigrati, come posso fare? Vorrei metter su un centro di ascolto (e non solo) a livello legale per assicurare pari diritti e opportunità a queste persone che vivono ai limiti della società. Vogliamo fattivamente aiutarli?

  15. Pubblicato il 14 maggio 2011 alle 3:12 PM | Permalink

    @Riccardo: nel caso tu voglia chiedere un contributo all’Otto per Mille alla chiesa valdese per il tuo progetto, con le giuste finalità (e il tuo le ha, credo..:-))) puoi andare al sito web http://www.ottopermillevaldese.org e scaricare il modulo per fare richiesta di finaznziamento del tuo progetto all’OPM della chiesa valdese. Ci sono tutte le istruzioni su come farlo. Ciao e complimenti per la tua iniziativa (comunque noi finanziamo già iniziative molto simili, in Italia e all’estero, con il ns OPM.. .sempre sullo stesso sito trovi tutto il resoconto, ente per ente, che riceve il sostegno dell’OPM della chiesa valdese e metodista per le loro iniziative sociali, educative, culturali..) ciao Simona (la valdese;-))

  16. fede
    Pubblicato il 19 maggio 2011 alle 11:58 AM | Permalink

    e se invece fosse vero?

  17. merighi
    Pubblicato il 24 giugno 2011 alle 4:11 PM | Permalink

    http://www.occhiopermille.it/ qui illustrato il perverso funzionamento dell’8×1000

  18. Matteo Monteduro
    Pubblicato il 2 luglio 2011 alle 12:50 PM | Permalink

    La chiesa valdese non è più santa di quella di Roma, anzi …
    La chiesa cattolica avrà anche i suoi difetti, ma da vero cattolico la amo e la difendo

  19. Luca
    Pubblicato il 2 luglio 2011 alle 1:11 PM | Permalink

    @Matteo Monteduro
    non si sta parlando di santità, nè si vuole criticare le proprie legittime credenze.

    Qui c’è un fatto oggettivo
    la chiesa cattolica usa solo il 21% di quello che gli si d aper le beneficienza
    la chiesa valdese il 100%

    la chiesa cattolica quindi con buona parte di quello che noi diamo finanzia in maniera indiretta cose anche riprovevoli.

  20. Matteo Monteduro
    Pubblicato il 2 luglio 2011 alle 9:57 PM | Permalink

    Si, ma devi anche comprendere che la chiesa cattolica è molto più vasta di quella valdese e si deve in qualche modo anche mantenere economicamente.
    SI devono pagare bollette: luce, acqua, bisogna comprare tutto ciò di cui c’è bisogno per il rito …
    Dove vi riunite voi valdesi? Dovete comunque pagare le tasse! Come le pagate? Non le pagate anche voi con le offerte o mi sbaglio? Quindi neanche il vostro è un 100% pieno …

  21. Pubblicato il 4 luglio 2011 alle 11:43 AM | Permalink

    caro Matteo, caro Gianluca, scusate ma mi sento stavolta di inserirmi nella vs.conversazione, visto che su qs blog sono – credo – l’unica valdese che ha commentato (beh siamo in pochi, in Italia, appunto;-)).

    Anzitutto, Matteo, vorrei dirti che nessuno qui “pretende di essere più santo di nessun’altro”, anche se nella tua frase ad effetto “la chiesa valdese non è più santa di quella di Roma, anzi …” vorrei mi spiegassi ql. “anzi..” perchè a dir il vero non mi sembra proprio tu ne sappia molto, di noi, da quanto dici poi..!

    Secondo me cmq, uomini e donne sono tutti uguali: ci sono buoni e cattivi ovunque, fuori e dentro delle chiese di ogni fede e religione (peraltro noi protestanti pensiamo che NESSUNO sia santo, all’infuori di Dio: quindi a differenza di cristiani cattolici e ortodossi, non preghiamo nè adoriamo i santi nè Maria, che certo – cmq – rispettiamo profondamente…)

    Detto questo, il tuo
    QUOTE “si deve in qualche modo anche mantenere economicamente, pagare bollette: luce, acqua, bisogna comprare tutto ciò di cui c’è bisogno per il rito …Dove vi riunite voi valdesi? Dovete comunque pagare le tasse! Come le pagate? Non le pagate anche voi con le offerte o mi sbaglio? Quindi neanche il vostro è un 100% pieno …” UNQUOTE
    merita una risposta, visto che qui a mio parere si fa un po’ di ogni erba un fascio, confondendo le “offerte con l’Otto per Mille”.

    Da anni la chiesa valdese e metodista rendiconta tutto il suo OpM fino all’ultimo euro attraverso il sito http://www.ottopermillevaldese.org – e qualche pagina sui giornali – includendo persino le spese di “pubblicità” (nel ns caso molto limitate, per decisione del ns Sinodo, proprio per utilizzare qs. soldi, che noi consideriamo “pubblici”, al meglio) che non superano ma il 5% del gettito dell’OpM (e l’ultimo per i valdesi era sui 10 milioni di euro, nel 2009).

    Credo sia proprio questo che ha fatto aumentare costantemente il numero di firme a favore della chiesa valdese e metodista, come ha recentemente provato a spiegare la nostra “Moderatora”, la Past. Maria Bonafede (“capo esecutivo”, eletto dal ns Sinodo per un max di 7 anni): il fatto che “gli oltre 350.000 italiani che firmano a nostro favore nutrono un’aspettativa particolare, di massima trasparenza nella gestione dei fondi: e noi cerchiamo di garantirla destinando l’intera somma ricevuta a progetti sociali e culturali realizzati in Italia e all’estero. Non un euro va al culto, all’evangelizzazione, alla costruzione o al restauro delle chiese o agli stipendi pastorali. Questa gestione ‘laica’ dei fondi evidentemente incontra il favore di un numero crescente di italiani”.

    Mentre con le nostre offerte ( quelle “veramente nostre”, dei fedeli, e NON quelle dello Stato/del “pubblico”, come noi consideriamo l’OpM) ci paghiamo noi valdesi e metodisti la nostra chiesa, comprese le costruzioni dei templi, le bollette, le tasse e il “rito” – come lo chiami tu: proprio tto ciò che attiene agli stipendi dei nostri pastori e pastore e al culto, ce li finanziamo rigorosamente da soli/e, autotassandoci del 3% circa sui nostri redditi (chi può fare di più fa di più, chi “non ce la fa”, dà di meno, ovviamente: ma questo è lo “stile della casa”, per usare un termine di marketing, eheh). Del resto le spese di culto (o di “rito”, come tu dici) dovrebbero essere proporzionali ai fedeli: e voi cattolici in italia, almeno sulla carta siete tantissimi, potreste forse dare un po’ di più in proprio anche voi alla vs chiesa! :)

    Detto questo, se una persona è cattolica, secondo me fa bene a continuare a firmare per la CEI e per il sostentamento dei suoi preti e chiese – chiese che, in pochi lo sanno, in molti casi ricevono “on top” anche dei fondi dall’OpM a gestione Statale, per il restauro dei beni architettonici cattolici -.

    Ma deve sapere ed essere contento/a anche del fatto che la sua chiesa usa l’80% del suo miliardo annuo di euro proprio per gli stipendi dei suoi preti e per le sue chiese e “solo” il 20% va ad altre opere, proprio quelle che hanno invece la gran parte di visibilità nei suoi spot TV e radio ecc (campagne che vanno a tambur battente per mesi e mesi ogni anno, con budget enormi di cui nessuno sa mai bene l’entità perchè sui vari siti della CEI non se ne trova una chiara rendicontazione…o almeno io non l’ho mai trovata!)

    Per finire, Matteo, se posso ti chiederei solo, x la prossima volta, di informarti un po’ meglio prima di fare insinuazioni o…evangelicamente parlando, cercare pagliuzze (o travi, secondo te?) negli occhi altrui;-)

    Rimango cmq a tua disposizione nel caso avessi altri dubbi o richieste di informazioni sulla mia piccola chiesa, sarò lieta – dall’interno – di dirti tutto quello che so, nella massima sincerità e trasparenza. Ciao (e grazie anche a Gianluca per l’ospitalità sul suo blog)!

  22. Matteo Monteduro
    Pubblicato il 5 luglio 2011 alle 11:35 AM | Permalink

    E non ti pare la stessa cosa? Voi donate il 3% del vostro reddito alle vostre piccole chiese e noi comunque diamo la nostra “percentuale” per il sostentamento delle nostre chiese e dei nostri sacerdoti. Solo che voi donate al di fuori dell’8 per mille, la nostra offerta invece è compresa in quei fondi …
    Tu che conosci il passo della trave e della pagliuzza, leggi anche il passo di Giovanni 10,17-18 contro l’aborto e l’eutanasia che voi appoggiate:
    “Per questo il Padre mi ama, perché io do la vita per riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma io la do da me stesso. Ho il potere di darla e ho il potere di riprenderla. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio”.
    E per ciò che riguarda l’omosessualità leggi il passo della lettera ai romani 1,26-27:
    “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Ugualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento” per ciò che rigurda l’omosessualità che voi appoggiate.
    Non sono un sacerdote, non conosco così bene la Bibbia ma questo poco lo conosco anch’io. Forse vi discostate da tutto ciò per la vostra voglia di laicità o per la vostra voglia di guardare troppo al futuro. Non risponderò più a questo sito perchè tutto ciò che dovevo dire l’ho detto ma concludo dicendo che la chiesa cattolica può avere anche molti peccati ma preferisco essere suo seguace anziché seguire una chiesa che ha già la dottrina contraria a ciò che dice Nostro Signore.

  23. Pubblicato il 5 luglio 2011 alle 3:23 PM | Permalink

    @Matteo: tu dici “E non ti pare la stessa cosa?”

    No, Matteo – non è proprio *per niente* la stessa cosa (e mi spiace se evidentemente non mi sono spiegata bene), e non lo è proprio perchè siamo SOLO NOI “quattro gatti” valdesi e metodisti (non più di 30.000 in Italia) a donare “del nostro” alla ns. chiesa per sostenerla, in modo ben distinto e al di fuori dell’8×1000 – che nel ns. caso non va appunto a finanziare il culto, ma solo le attività sociali e culturali, in Italia e all’estero (lo trattiamo come denaro pubblico, quale di fatto è, visto che è una percentuale tolta dalle tasse).

    Mentre con l’8×1000 alla CEI il *culto* e i *preti* della chiesa cattolica li finanziano un po’ TUTTI i milioni di contribuenti in Italia (anche quel 60% che non firma x nessuno, indirettamente), visto che lo usano all’80% per quello scopo. Spero cosi sia più chiaro.

    Ma non importa, guarda, non voglio convincerti, anche perchè vedo che mi/ci hai già giudicato e bollato come “eretici” perchè – in quanto cristiani – difendiamo la libertà e l’autonomia della donna (e non l’aborto in sè), la dignità del morire in pace, anzichè l’obbligo di sopravvivere da vegetali (NB e il testamento biologico non è l’eutanasia…), e perchè rispettiamo e accogliamo i fratelli e sorelle omosessuali.

    E leggendo il tuo commento – che spara i versetti biblici come pallottole, stile predicatore fondamentalista (e purtroppo ce ne sono tanti anche tra noi evangelici :(…) – ho pensato: “meno male che l’epoca dell’Inquisizione è finita, e che se davvero il ns. modo di seguire il Signore non è corretto, non lo deciderà nè il papa nè nessun’altro/a da qs parti, ma solo Lui, quando verrà il momento” …e questo, a me personalmente, consola molto:-)

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  • Di La CEI ed i blogger | Geekblog il 2 maggio 2011 alle 3:32 PM

    [...] Epifani, il mio amico Alessandro Gilioli presente all’evento) Gianluca Diegoli in un bel post fa quattro conti sulle poco edificanti (per la chiesa) cifre dell’8X1000. Al di là del [...]

  • [...] stavo proprio leggendo un post interessante sull’argomento, anche piuttosto condivisibile, di Gianluca Diegoli (con rispetto parlando). Mi incuriosisce un suo accenno, gli do retta e seguo il suo rimando alla [...]