Riders on the store

“Ma questa non è una città vera! I muri sono di cartone!”

“Andiamo via, ci mettiamo nei guai”

“Non preoccuparti, c’è qui il tuo papà , abbiamo la carta di credito e anche i contanti”

La Città Incantata [Spirited Away, H. Miyazaki, Oscar e Orso d’Oro miglior film di animazione]

Dal fascino visivo che ricorda un po’ La città incantata, un po’ Giochi Senza Frontiere, gli outlet sono le destinazioni dei giorni festivi del popolo credente e adorante, sono i veri santuari del terzo millennio. Inutile che i vescovi si lamentino, la battaglia è persa.

Controllate le seguenti affermazioni, sinceramente. In caso di maggioranza di risposte positive, siete anche voi diventati parte della setta degli outlet.

  1. siete sempre andati a messa alla domenica, ora spesso al suo posto andate a Serravalle Scrivia con partenza alle 5 del mattino;
  2. quando acquistate, avete sempre paura che qualcuno vi soffi l’ultimo pezzo e quando provate gli abiti li ammucchiate in modo da sottrarli alla vista degli altri;
  3. al ritorno in macchina, spesso aprite le borse e pensate –ma questo perchè l’ho poi comprato?
  4. trovate “carini” i portici di finte colonne; a volte portate con voi anche i vostri genitori, i mariti e/o i vostri figli, e a volte li lasciate per ore sulle finte panchine di fronte alla finta fontana. Siete convinti che loro si divertano moltissimo;
  5. con gli amici/amiche discutete di quale outlet sia più fornito o conveniente, e in quali non siete mai stati
  6. controllate sul sito internet dell’outlet quando ci sono novità o i saldi;
  7. siete disposti a percorrere piu’ di 250 Km per acquistare un paio di scarpe di Prada o Tods al 50%;
  8. considerate quasi un regalo che l’outlet abbia l’ingresso gratuito;
  9. non avete mai calcolato quanto costa in auto e benzina un viaggio all’outlet, e tendete a sottovalutare la distanza da casa vostra; avete pensato spesso“eppoi il parcheggio è gratis”;
  10. al ritorno, avete meno sensi di colpa da shopping di quando passate la domenica all’Ipercoop o al Carrefour, quasi sia più culturale e diverso, l’outlet.
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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

2 thoughts on “Riders on the store”

  1. A me recano un pò fastidio sti mega store perchè distruggono i piccoli negozi artigianali tipo piazza dell’orologio e dintorni (RM) dove vedi all’interno pezzo unici e fatti da un uomo/donna con le sue mani e personale arte.
    Comunque se avessi 3 000 000 euro da parte anche l’outlet potrebbe fare io mio caso.

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