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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Il marketing dell’edicola

Per chi, come me, da piccolo alle elementari scriveva nel tema libero che da grande sarebbe stato un giornalista, il naturale piano B – che tutti noi teniamo per puro e illusorio conforto psicologico nel cassetto della scrivania – è aprire, per nemesi finale e risolutiva, un’edicola.

Dunque domenica mi ci sono recato, con lo stratagemma di un acquisto di figurine in cui mostri orrendi dai nomi orrendi si fanno reciprocamente cose orrende, per un preliminare assessment allo scopo di valutare il modello di business e il posizionamento dei prodotti.

Sotto si trova lo schema riassuntivo di ciò che ne ho capito, della mappa dei bisogni soddisfatti e dei relativi target (lo uso consapevolmente). Non so se il mio campione, catturato dalle riviste appoggiate alla parete dell’edicola, sia rappresentativo del mercato editoriale, ma temo di sì.

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7 commenti

  1. oltre a ribadire i complimenti per il post “sorrido” osservando quelli che sono i bisogni editoriali dei lettori italiani. :D

  2. Ehehe fantastico!!! Gormiti!?

  3. leggo il tuo posto con un sollievo.ero convinto di essere l’unico ad avere il fetish dell’edicola…

  4. Uh, che nostalgia dei bei vecchi post tassonomici lunghi 60 righe. Me lo sarei letto molto volentieri invece di andarmi a fare il terzo caffè del pomeriggio…
    ( e cmq sì, anche il mio sogno da bambina che voleva fare la giornalista è aprire un’edicola, solo che la mattina ti devi alzare troppo presto)

  5. marco

    se le figurine a cui ti riferisci sono quelle dei Gormiti, per me sarebbe un onore (sul serio) aiutarti a completare la collezione
    fammi sapere ;)