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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Quanto zapping dall’autoradio?

Alla domanda “quanti di voi cambiano stazione durante gli spot sull’autoradio?” su FriendFeed, Twitter e Buzz avete risposto così:

Non che sia proprio un campione certificato sulla popolazione italiana questo gruppone super-geek, ma fa comunque impressione: la radio generalista è conveniente sulla carta, per costo/contatto ecc. ecc. ma quanti ascoltatori ascoltano davvero gli spot dall’auto, che costituisce una bella fetta (e probabilmente quella più spendente e messaggio-spandente) del pubblico radiofonico, soprattutto nelle fasce dei pendolari?

Da notare che tra coloro che dichiarano di ascoltare gli spot, quasi tutti lo fanno per solidarietà alla stazione (“che è di nicchia”, “che ha bisogno di vivere”, “l’unica a trasmettere xxxyyy” ecc.) e non per reale apprezzamento dell’annuncio, che poi se fossi in un inserzionista ci rimarrei ancora peggio (“non rimani per me, rimani per lei”): anche io rientro in questa categoria, ascolto solo gli spot home-made delle radio indie, che di solito sono composti da dialetto-inflessionati siparietti bi-voci naif e improbabili, che però – dai, penso – si arrabattano a favore di esercizi di quartiere simpatici e alternativi anch’essi. In pratica, se crei empatia forte e comunanza di valori, se investi sul tuo ruolo percepito nei confronti dei tuoi ascoltatori anche la tua pubblicità sarà più guardata  ascoltata e sopportata: sta a vedere che il social ROI o whuffie o social currency o social capital si può spendere nel far accettare maggiormente la pubblicità ai propri utenti.

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2 commenti

  1. Forse è anche per la durata. In radio spesso la durata delle interruzioni pubblicitarie è molto elevata. Se facessero uno spot ogni pezzo, breve, il ritorno in termini di ascoltatori aumenterebbe (anche perché spesso non si torna indietro, una volta cambiata stazione).

    Un po’ come i banner che appaiono durante le partite di calcio in TV.

    Però se mettessero un banner sopra l’assolo finale di un pezzo, la radio mi perderebbe per sempre :)

  2. livefast

    il problema è che la gente non percepisce in nessun modo che sono i soldi degli inserzionisti a pagare per l’intrattenimento che riceve e questo, contrary to popular belief, non significa che c’è qualcosa che non va nella gente, significa che c’è qualcosa che non va nel sistema. se ci fosse un posto dove si vota, voterei per un modello che prevedesse, per chi vuole, la radio satellitare, pay e senza pubblicità.