Lode agli early adopter e il “momento della scommessa”

Almeno una volta un po’ tutti noi abbiamo pensato a quanto appaia insensato perdere tempo in nuovi ambienti (community, piattaforme, social network) in cui non c’è (ancora?) nessuno, dove non ci sono i tuoi vicini di casa, dove leggi sempre i soliti noti, e non trovi a breve il contatto chiave per quel lavoro, per quel progetto, per quell’azienda. A che serve, perché dovrei mettermi a perdere tempo in Facebook quando non c’è nessuno dei miei “veri” amici? Era la grande domanda di fine 2007. Lo stesso accadde per i blog, nel 2004.

La risposta è: perché spesso bisogna scommettere per avere un vantaggio successivo, l’innovazione è sempre una scommessa, un certo per l’incerto. Esserci stati tra i primi è un grande vantaggio quando per qualche congiunzione astrale avviene che l’innovazione si diffonde al di fuori degli early adopter. Perché?

Perché al momento della scommessa è più facile ritagliarsi una fettina di quel mix di (vera) attenzione, reputazione, relazioni — in un mercato ancora piccolo — che è la risorsa più scarsa e decisiva esistente sul mercato, e poi continuare a consolidarla. Notavo come, per esempio, da qualche mese il numero di chi mi segue su Twitter tiene un ritmo che non mi consente di controllare, tra coloro che mi seguono, quelli più interessanti o quelli che magari conosco già di persona. Nel 2007 leggevo invece ogni singola bio di ogni follower. Ritagliarsi attenzione da follower, in ogni senso, è una rincorsa disperata.

Essere tra i primi ha un vantaggio: e non è solo quello classico del first mover dei manuali di business, o meglio, è quello, ma dall’effetto moltiplicato dalla dinamica di rete. Essere tra i primi nel web sociale ha un vantaggio differente: la percentuale del predetto mix che puoi avere una prima fase non riuscirai mai più a ottenerla successivamente. Il fenomeno prima delle blogstar poi delle Twitterstar, ma anche di alcune aziende (per esempio 3 su Friendfeed e Ducati con il Desmoblog degli inizi) sta lì a testimoniarlo. I primi attraggono altri, e si consolidano ulteriormente come primi, se hanno abbastanza fiato per tutta la gara.

Per questo che a volte quando vedo iniziative partite “perché l’ha fatto il concorrente” (anche di cifre ridicole, e quindi ritenuti progetti probabilmente doppiamente “sicuri”) penso che è troppo tardi per avere la propria fetta d’attenzione. Sono scommesse comunque, ma con in palio una posta sconveniente. Meglio giocare un’altra partita.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

8 thoughts on “Lode agli early adopter e il “momento della scommessa””

  1. bel post, ma da imprenditore alla ricerca di nuove formule per arrivare al mercato le chiedo: dove si gioca la partita ora? meglio, dove si giocherà domani?

    1. Gianluca, le certezze nella vita sono pochissime e tutti le conosciamo.
      Sarebbe, comunque, interessante avere una opinione qualificata, non credi?

  2. Buon punto di vista. Io però ho un’idea molto diversa. Penso che in comunicazione servano, almeno un poco, dei numeri tali da giustificare lo sforzo.
    Bisogna individuare il trend quando è in ascesa ma già consolidato. Se oggi mi seguono 5 geek/early adopter, io che fabbrico merendine non me ne faccio nulla.
    Se domani vedo che sul mezzo ci sono 100 persone e che dopodomani ce ne sono 120, allora è il momento di salire sul carrozzone (prima che la cosa diventi modaiola e inflazionata). Gli early adopters avranno già fatto degli errori dai quali avrò imparato.
    (A patto che la mia azienda non venda prodotti per geek o tenti di vendere fumo tipo Second Life)

    Bisogna anche considerare il potere devastante che ha un concept creativo nuovo su un mezzo già consolidato. Se tu sei su vattelapesca.net da 2 anni e io arrivo oggi ma con un’idea di comunicazione integrata che spacca, allora ciao, mi vedi passare alla velocità della luce, anche se hai già fatto la pipì in tutti gli angoli.

    M

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