Il marketing insegnato (d)ai negozianti – Vietato fotografare


Stephen Finn – Fotolia.com

Qualche giorno fa a Siena, mentre rientravo dalla lezione tenuta al Master in Comunicazione, mi sono imbattuto in un invasato che urlava e indicava un cartello scritto a penna, appiccicato a lato alla vetrina del negozio, nei confronti di sorprese e ovviamente non capenti turiste americane. Alcune mi hanno guardato come per chiedermi cosa volesse da loro quel signore così sudato e incazzato. “It’s forbidden to take photos, madam”.
Lei ha guardato il tipo, ancora ansimante, che continuava a ripetere, in toscano, “siamo qui pe’ vendere, mica pe’ farci fotografare!”, e lo ha fissato con tutto il disprezzo di chi voleva, tramite la foto, tributare al negozio un giusto onore fotografico e che si sentiva invece tradita da chi voleva celebrare.
La turista se ne va, poi improvvisamente  dopo una ventina di metri tira fuori un teleobiettivo da chissà dove, scatta il negozio, richiama a voce il negoziante e gli fa un saluto irridente con la manina.

E’ non è un caso isolato: per me è misterioso il ripetersi di questa storia. O non fate vetrine che la gente voglia vedere e fotografare, oppure se le pensate per attirare le persone, dovete anche concedere che si portino a casa il compenso per l’attenzione che vi hanno dedicato, se proprio non volete considerare che quella foto rimarrà e circolerà cento volte in più dei vostri stupidi depliant.

“Siamo qui per vendere, non per farci fotografare”. Vendete pure in questo modo, finché ci riuscite ancora.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

11 thoughts on “Il marketing insegnato (d)ai negozianti – Vietato fotografare”

  1. Da amatore fotografico è una cosa che mi da veramente i nervi… mi è capitato recentemente a milano in un negozio monomarca con una bella vetrina..

    Al secondo click la commessa mi fa “uè, adesso basta però!” io entro, e le dico: “perché? è pubblicità gratis, qual’è il problema?” lei cambia tono subito e mi fa: “in che senso pubblicità? dove vanno poi le foto?” io “su internet” e lei mugola qualcosa e mi lascia perdere controvoglia.. mah!

    Comunque e’ una cosa che capisco poco… ancora peggio per me è la regola di non fotografare (senza flash ovviamente) nei musei… assolutamente folle.

  2. Penso anche che sia un divieto con ben poco fondamento giuridico, quello sulla vetrina su pubblica via. Diverso il discorso dentro un museo che comunque è luogo privato aperto al pubblico.
    Avete esperienze a proposito?

  3. a me è capitato anni fa in provenza quasi tutti i negozi avevano il cartellino che vietava le riprese foto e video! per quello che riguarda la legge credo che il cartello di per se non serve a molto io sono su una pubblica via e la vetrina pure quindi io posso fotografare tutto ciò che è su una pubblica via, secondo me cambia il discorso nel momento che io intendo utilizzare questa foto per un concorso e per lavoro la vetrina può essere considerata a tutti gli effetti un diritto d’autore. Io ho un negozio e spesso e volentieri l’ho ritrovato su FB su flickr su diversi blog.. insomma venite pure a fotografare il mio se volete io sono un commerciante di facili costumi:)

  4. Un commerciante di scarpe che ha avuto una simile reazione con dei turisti asiatici mi ha spiegato che temeva che le foto servissero per l’industria della contraffazione.

    1. Vangelo! Ultimamente stavo cercando del klinker, sono stato così contento di trovare un rivenditore che non avesse problemi a comunicarmi un prezzo per telefono che gli ho ordinato subito il materiale.

  5. A Siena la situazione è ben peggiore, dato che ogni singolo negoziante dimostra apertamente di fare un immenso favore a considerarti quando entri nel suo negozio.
    Che poi i turisti a Siena siano mordi e fuggi è un annoso discorso, ma non giustifica certi comportamenti.
    Aggiungo che un mio conoscente designer e artigiano in una cittadina turistica toscana si è ritrovato la copia di una collana di sua creazione, esposta in vetrina, nel successivo catalogo di gioielli (bigiotteria, visto che non è di metalli preziosi) di una nota marca multinazionale di orologi.

  6. boh…certi comportamenti non li capisco proprio, io lavoro in un negozio a Milano ed ogni tanto capita qualche turista che lo voglia fotografare, anche all’interno intendo, e a noi fa tanto piacere.

  7. C’è un UNICO e VALIDISSIMO ed è quello indicato da Jerry Ferreri. Anche a Roma, ad esempio in via Condotti, ci sono cinesi con telecamere nascoste (e non) che fotografano le vetrine delle griffe per poi copiare i modelli.

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