Ecommerce checkup #1 — Fossil

Inauguro una nuova rubrica: oggi mi è arrivata la notizia via DailyNet che fossil.it apriva lo store online per il mercato italiano. Gli ho dato un’occhiata.

Cose che mi piacciono:

  1. uso delle immagini grandi o a tutto schermo, anche in scheda prodotto
  2. non uso di Flash, cosa non scontata in ambito fashion
  3. metti nel carrello, e rimani nella stessa pagina
  4. spedizione gratuita, anche se poco evidenziata in home
  5. hanno un blog, magari andrebbe un po’ più integrato, e ogni lingua dovrebbe avere la sua versione, ora solo in inglese
  6. usa la carta di credito direttamente in pagina, senza reinviare al gateway
  7. checkout veloce
  8. non chiedono la registrazione per comprare
  9. possibilità di ordinare via telefono
Cose che non mi piacciono:
  1. La home page è piena di prodotti, sembra una vetrina di paese con tante cose esposte contemporaneamente
  2. testi un po’ troppo scontati e non usano le probabili parole che saranno usate dall’utente per cercare, sia internamente che su Google “Questo orologio Multifunzione Stella è assolutamente all’ultimo grido. I toni del cioccolato si uniscono al classico colore oro rosa per un orologio in acciaio che sarà per sempre un’icona da non perdere.”
  3. in home page hanno inserito un articolo che è esaurito :)
  4. il metatag title della pagina è “ES2955″, poco utile per i motori di ricerca ;), le URL non sono parlanti
  5. non esiste un menu ad apertura, il che rende la navigazione interna lenta e faticosa
  6. manca Twitter nei pulsanti della scheda prodotto
  7. non sono previste recensioni o interazioni da parte dell’utente
  8. parte della scheda prodotto ha etichette in inglese
  9. la ricerca è poco valorizzata e ha una etichetta strana “los” al posto di “cerca”
  10. mancano spesso prodotti correlati o alternativi
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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

14 thoughts on “Ecommerce checkup #1 — Fossil”

  1. Ciao. interessantissimo post.
    posso sapere però cosa ti spinge a mettere automaticamente nelle cose che ti piacciono il NON uso di Flash? a parte il Jobs/Apple pensiero/regime ormai diffuso, quali sono le tue motivazioni? (non è una critica. mi interessa davvero. ;-) )

    1. due cose su Flash: in generale spinge a enfatizzare l’effetto wow rispetto all’usabilità lato utente. detto questo, è antiSEO e soprattutto anti-misurabilità, che è il fondamento di ogni strategia. (a parte l’anti-mobile-view)

  2. Sono anche io un sostenitore del “non-uso” di Flash. Almeno in generale. Però sull’anti-misurabilità, Gianluca, devo dire che era vero un tempo, non oggi. Con alcuni accorgimenti, è possibile tracciare le azioni come su un normale sito html.

    ps. sto leggendo Vendere online. Molto ben fatto. Complimenti.

  3. questa rubrica è bella e utile…:)
    mi è subito venuta voglia di provare a fare un acquisto su fossil. seleziono articolo tra quelli in vetrina, una borsa a caso, la prima della fila: “prezzo non disponibile”, non si può mettere nel carrello. ma in vetrina il prezzo c’è: 199euro. allora passo in rassegna tutte le altre: il messaggio è lo stesso per tutte le borse a bauletto.
    forse tu hai provato con gli orologi…;)

  4. non voglio qui rilanciare una delle tante discussioni su flash vs html . ma permettimi di dissentire su alcuni aspetti. sono di parte essendo uno sviluppatore di applicazioni enterprise in Flash/Flex e non è del tutto vero che non sia tracciabile e misurabile (analytics / cosi come i link diretti alle pagine interni – persino foto singole in una gallery ) possono essere implementati anche nei siti Flash/Flex. e il semplice abuso dell’effetto Wow non è una colpa intrinseca di Flash (come dire che un’automobile con un motore potente è automaticamente da evitare perchè ti farebbe prendere multe per eccesso di velocità… dipende da come la usi. certo risulta piu facile “schiacciare l’acceleratore con una Ferrari piuttosto che con una 500 ma non è colpa del motore!) Ripeto sono di parte. ma mi fa particolarmente male sentir dire a destra manca evviva flash muore, evviva flash non viene usato, flash fa schifo di qui e di li quando la sola colpa è da ricercare in cattivi programmatori e pessimi analisti. e in parte anche da utenti che si fanno abbindolare facilmente dall’effetto wow (infatti le principali caratteristiche dell’html5 sono le animazioni stile flash fatte in jquery e compagnia bella… boh..!) grazie per lo spazio e grazie per i bellissimi spunti di riflessione! DAvide

  5. Per quanto riguarda i testi non in web writing c’è da dire che lavorare con le aziende fashion non è semplice perché c’è il difficile compromesso tra quello che SEOisticamente sarebbe giusto e quello che l’azienda vorrebbe comunicare di sé per il posizionamento che ha e le fisse dei suoi marketing manager. Se un brand ha certi valori non può parlare per parole chiave per quanto ben amalgamate in un testo. O almeno non sempre. Tu credi si possa arrivare a un compromesso, e conosci dei casi simili? Io in questi casi ho sempre vissuto forti scontri e non sempre ho vinto.

    1. lo scontro lessicale è all’ordine del giorno, e non credo ci sia un modo perfetto di uscirne. credo che le parole del brand autoreferenziali finiranno per perdere, però, di fronte ai numeri dei motori di ricerca e convinceranno il ns dir mktg.

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