Di reputazioni, crisi, diagnosi e medicine inutili, nell’era della trasparenza

Giovedì scorso al Social Recruiting Forum ho presentato due storie. Una è quella descritta in un post molto bello di Mizio Ratti che avevo già condiviso su Twitter in precedenza, e l’altra è invece una mia storia personale di tanti anni fa, contrapposta a quella recente di OMSA e delle lavoratrici che, esaurita ogni altra risorsa, si sono trasformati in media (qualcosa che il sindacato, al di là delle ragioni e dei torti specifici, non riesce neanche a immaginare).
Eccola qua: non so se si capisce, a me le storie piace raccontarle e non leggerle.

grazie a Paolo Ratto e Caterina Ferrara per i suggerimenti via Twitter.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

15 thoughts on “Di reputazioni, crisi, diagnosi e medicine inutili, nell’era della trasparenza”

  1. Grazie a te Gianluca per l’ottimo articolo e per l’esempio personale davvero calzante. Interessante anche il concetto di persona che diventa, spesso inconsapevolmente, media. Complimenti. Paolo

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