La vanità autostradale delle aziende italiane

Solo a me sembra commovente quante risorse e quanta cura le aziende che confinano con l’autostrada investano nel farsi belle verso gli indifferenziati e disinteressati automobilisti di passaggio (e a volte sorge il sospetto che abbiano addirittura investito nell’essere di fianco all’autostrada — vicino all’autostrada, non al casello, che avrebbe un suo senso)? E non parlo di brand di massa come Barilla, ma di aziende business to business che dovrebbero utilizzare strumenti ben focalizzati su di un numero limitato di clienti.

E invece non resistono: mettono un’insegna 30 metri per dieci, un totem con ora e temperatura a led, bandiere sventolanti di nazioni — dall’A di Antigua alla zeta di Zimbabwe (che però si muovono solo quando non c’è troppa umidità in pianura, cioè al massimo dieci giorni all’anno). Molte tagliano l’erba manco fosse il campo centrale di Wimbledon. Una spesa rilevante, di sicuro.

La cosa buffa è che poi online (controllo io per voi, non preoccupatevi) hanno presenze che uccidono gli occhi dei poveri malcapitati e tolgono il sonno.

Il mio caso di studio preferito (non me ne volete, signori Chiapparoli, è solo un esempio, il primo che mi è venuto in mente) è la “CAV. SILVANO CHIAPPAROLI LOGISTICA — SEDE CERTIFICATA SISTEMA UNI EN ISO 9001:2000 — CON OFFICINA FARMACEUTICA”

Lo so, o voi frequentatori della Milano-Roma, che vi siete sempre chiesti cosa faccia la Silvano Chiapparoli, anzi, la Cav. Silvano Chiapparoli, e cosa diavolo fosse quella “officina farmaceutica”. Cioè: ve lo siete chiesti ogni volta, ma solo per poi dimenticarlo dopo quindici secondi. Allora, ve lo dico una volta per tutte: la CSCL sposta i farmaci dai produttori alle farmacie (se ho capito bene) e l’officina è… ok, non sono riuscito a capirlo. E questo è il loro sito quasi a grandezza naturale (poteva mancare la facciata del capannone? :)

A dire il vero, credo che ci sia stato solo un caso geniale di vanità autostradale (unita a follia emiliana tipica): la Sagip Mangimi e il suo maialino camioncino, che parcheggiato a lato autostrada tra Reggio e Parma (credo), ha perfino ottenute comparsate in televisione come ospite di Chiambretti. Ora ne fanno perfino modellini da collezione.

 

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

23 thoughts on “La vanità autostradale delle aziende italiane”

  1. Sembra che la inclita Chiapparoli – nomina sunt omina – sia pure il primo presidio dell’accademia della crusca nel lodigiano:

  2. Thumb up per il post, categoria “cose che avrei troppo voluto scrivere anch’io”!

    Aggiungerei alla lista anche il premiato salumificio veroni, sempre sull’A1 tra PR e MO, con tanto di furgone a forma di mortadellona gigante.

  3. “Molte tagliano l’erba manco fosse il campo centrale di Wimbledon. Una spesa rilevante, di sicuro.” Modena-Brennero, Mr. Thun presente!

  4. Io le adoro! Sulla Milano Venezia ce ne sono tantissime, così come sulla Milano Torino. Per me sono dei veri e proprio punti di riferimento.

  5. Ho sempre adorato l’insegna luminosa della Fassi con il braccio idraulico che si accende e si spegne.

    è un ricordo di quando ero bambino quindi c’è veramente da parecchio.

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