Il marketing dei libri: dieci consigli personali

Dopo l’uscita di Social Commerce e di Vendere Online, mi sono fatto un po’ di esperienza nella promozione di libri, soprattutto dei propri, ma tant’è, diciamo che ho potuto vederla da vicino. Ecco una lista in ordine sparso di cose che ho imparato (o che non ho imparato ma che la prossima volta ecc.). Valgono se non siete già un best seller o comunque un prodotto da scaffale, in quel caso siete stati fortunati e il problema è del vostro editore e del suo budget, non del vostro.

  1. Non aprite account social dedicati o spazi web che sapete di non poter mantenere in futuro, anche dopo la fine della promozione. In pratica, potrebbe servire più a voi che vi venga a gratis per il futuro un blog o una Pagina sull’argomento del libro, più che al libro stesso, che ha una promozione limitata nel tempo. Quindi, pensate non tanto se ne avrete il tempo di aggiornarlo, che è sempre la domanda sbagliata: quella giusta è “sarò sufficientemente motivato da un vantaggio che ne posso trarre per tenere aperto questo spazio una volta che il libro avrà due anni?”. Se siete sinceri, la risposta è no. Tanto non mi darete retta, e aprirete almeno un account social ad hoc: almeno, concentratevi su un account al massimo. Se avete un blog che è già in argomento usate quello per la promozione, non aprite un altro blog solo per il libro, che è il primo strumento a essere trascurato, ed è brutto.
  2. una strategia sui social dà risultati solo a lungo termine, e invece dovete promuovere un libro a breve termine. Che si fa? O iniziate molto tempo prima, oppure succede che quando finalmente avete una base di utenti sufficiente ampia non saprete più cosa dire e comunque la promozione sarà già bella che passata.
  3. è molto più utile che siano gli altri a promuovere i vostri libri, è ovvio no? Ma se volete che lo promuovano dovete dargli qualcosa in cambio (e no, spesso non basta più regalare il libro. Questo fatelo se ci tenete alla loro opinione privata, se volete farlo e paga l’editore) o ancora meglio gli abbiate dato in passato qualcosa (mica parlo di soldi o regali, è chiaro vero?). Il mio consiglio è quindi iniziate a donare molto prima di essere nelle condizioni di voler ricevere. Spedirne una copia cartacea a coloro che hanno blog e profili in linea con il vostro libro è costoso e impegnativo anche dal punto di vista del tempo necessario: cercate di spedire solamente versioni in eBook. Non scegliete i cosiddetti top influencer: questi hanno millemila contatti a cui rispondere, e spesso ricevono più libri di quelli che riescono a leggere. Spediteli piuttosto a persone che hanno una buona rete sociale assonante con l’oggetto del libro, ma veramente interessati e che leggano davvero il vostro libro.
  4. non aspettatevi che nel 2014 un editore abbia dei soldi per promuovere il vostro libro: è già tanto se riesce a distribuire decentemente. Quindi se siete quel genere di persona (ahimè, dovreste) dovete darvi da fare voi: organizzate aperitivi, serate, presentazioni in libreria. Ah, sì, l’editore di solito non mette una lira nemmeno per questo. Ma magari l’editore vi può aiutare con l’ufficio stampa, collegamenti con stampa, riviste, ecc. Provate a chiedere. Ah, gli editori di self-publishing sono solo connettori (verso gli store) e a volte correttori: ma il libro lo dovete vendere voi.
  5. se è possibile fate partecipare alla stesura del vostro libro, con piccoli interventi, altre persone chiave del vostro settore. Aiuterà a promuoverlo, in quanto questi vorranno comunicare i loro contributi alla loro rete.
  6. pensate alle parole chiave e al titolo del libro già con riferimento ai motori di ricerca: spesso è importante già la prima descrizione che l’editore fornisce alle varie piattaforme. Quindi non accettate la descrizione che vi dà il vostro editore — che non sa spesso nulla di SEO e di store di ebook — ma verificate voi stessi che ci siano parole chiave interessanti, sia nel titolo che nella descrizione. Andate a scavare in Amazon, Kindle, ecc.: guardate i titoli, che logica seguono, le descrizioni, pensate a come potrebbero cercarlo i vostri futuri lettori.
  7. fate in modo che ogni tanto — per breve tempo — il vostro libro in versione digitale sia scontato in modo rilevante sui vari iBooks Store. La perdita di fatturato è compensata dal passaparola online che può creare.
  8. non fidatevi mai di chi vi propone a pagamento visibilità, pubbliche relazioni o promozione del vostro libro (se non lo convincete a essere pagato in percentuale alle vendite :). In questo momento gli unici che possono fare davvero promozione al vostro libro siete voi.
  9. create un hashtag che manterrete uguale su tutte le piattaforme: vi servirà per riuscire a catturare le impressioni dei lettori, a rispondere e anche a mettere in luce le loro recensioni nei confronti di tutti gli altri possibili lettori: per questo usate uno Storify come questo, che ho creato per Social Commerce.
  10. da € 0,99 in su, il numero di copie venduto segue un andamento logaritmico inverso: fate due conti.
Vuoi i nuovi post ogni venerdì alle 9?

Altro sull’argomento

 Fare e-commerce attorno al cliente

10 cose su app e mobile marketing, dal Digital Update

Un manuale di mobile marketing, gratis in ebook

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

45 thoughts on “Il marketing dei libri: dieci consigli personali”

  1. Sul punto 6: leggendario il titolo di “The 4-Hour Workweek” che nacque proprio dopo adeguato testing con un po’ di dollari spesi su Google…

  2. Pienamente d’accordo, ho pubblicato più di un anno fa un romanzo con un editore bolognese e ho aperto una pagina su Fb che dopo pochi mesi ho trascurato lasciandola in un silenzio imbarazzante
    Marco

I commenti sono chiusi.