Vi serve davvero una Pagina Facebook? In sei facili domande.

Sempre più spesso la Pagina Facebook, in un piano di marketing digitale, viene vissuta come «necessaria», e ancora più spesso volte come «un male necessario». Del resto, su Facebook «ci sono tutti», e credo che sia davvero l’unico social per cui questa affermazione è vera. Ma è davvero così? Ci sono due risposte sbagliate, e sono «sì», e «no» — senza avere prima risposto ad alcune domande.

Il vostro settore è già uno dei più discussi in Facebook — nelle pagine ufficiali, in quelle non ufficiali, nei gruppi, ecc.?
Se non lo è, non è detto che la risposta debba essere subito negativa. Ma avrete probabilmente il dilemma del rischio. Rischiare un sacco di tempo, risorse, creatività e reputazione per innovare drasticamente il modo di comunicare della vostra azienda per adattarlo a Facebook per mostrare un lato curioso, buffo, divertente, sorprendente, e creare contenuti ad hoc «laterali», posto che questo sia possibile senza scadere nel ridicolo? E se sì, cosa direbbe di questi il vostro capo? Se non c’è la cultura interna, è solo un travestimento che non servirà a nulla nel lungo periodo.

Quanto — e se — le persone di cui volete suscitare l’interesse vivono Facebook come una risorsa importante per l’argomento? Cioè, ok, «stanno su Facebook, e pure tanto». Ma quando sono lì vogliono davvero discutere di argomenti che magari tramite Facebook vogliono dimenticare per un attimo? Per esempio, l’acquisto di macchinari, un progetto software, l’industria B2B in generale?

Quante visite al vostro sito o impression sperate di generare? Quanto questa esposizione continuativa provoca — si spera — un aumento della awareness, brand equity, reputation generale (e con quale livello di attività su Facebook questo succede: se parlate a 10 clienti su 100, la vedo dura) e quanto queste ultime sono importanti per il vostro business? Attenzione però, non fate l’errore (vale per tutta la comunicazione) di confondere effetti a breve e effetti a lungo: la comunicazione in generale non serve per vendere oggi, serve per vendere domani e dopodomani.

Quanto è importante per voi il feedback dalle persone su Facebook? Quante probabilità ci sono che lo lascino su Facebook invece che in altri mezzi — anche tradizionali — come email e telefono?
Se non lo è, viene a mancare un altro motivo fondamentale.

Quanto vi costa mantenerla? Lasciarla in stato di coma vegetativo non è bello, è peggio che non esserci, per la reputazione aziendale. Calcolate le ore per cercare contenuti, modificarli, pubblicarli, rispondere ai commenti — o le ore che pagate all’agenzia, che è lo stesso. È tempo che sottraete alla vostra concentrazione e ad altre attività. Vi conviene davvero?

Se avete quantificato la domanda precedente, siete disposti a spendere la stessa cifra per indirizzare i vostri contenuti attraverso la pubblicità di Facebook? L’epoca della birra gratis è definitivamente finita, come su Google, del resto.

Se avete risposto in maggioranza no, siete sulla stessa barca di Copyblogger, che ha deciso di cancellare la pagina Facebook, che aveva ben 38.000 «fans» (le virgolette sono loro). Qualcuno ha poi detto che lo stavano facendo male, e in qualche passaggio colpiscono a segno, ma la sostanza non cambia.

PS: sostituite Facebook con «nome di social media» in queste domande, e avrete un test pronto anche per altre piattaforme.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

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