L’inferno dantesco del digital marketing in 9 comodi cerchi e gironi

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Qualche giorno fa ripassavo con mio figlio l’inferno dantesco — gli è piaciuto molto, e pensavo che il merito fosse del tono splatter delle punizioni. In realtà ho capito che anche Dante scriveva per punti e “infografiche” e che il suo schema mentale è perfettamente compatibile con la velocità richiesta da un dodicenne. I gironi sono estremamente memorizzabili: “9 cose che non dovreste fare per non andare all’inferno”, avrebbe scritto nel 2015 il sommo poeta.
Ho pensato che dovrei riscriverlo per il digital. Per adesso ho scritto i nomi dei capitoli.

Cerchio 1: quelli che “questa email è stata presa da internet e quindi considerata di pubblico dominio”. Condannati a rispondere a ogni mail di spam per l’eternità.

Cerchio 2: quelli che investono tutto il budget nella piattaforma ecommerce. Condannati a vendere porta a porta.

Cerchio 3: quelli che “incolla questo testo nella tua bacheca: facebook non puoi usare i miei dati”. Condannati ad andare in giro nudi.

Cerchio 4: quelli che dicono al cliente la reach teorica di hashtag di Twitter nelle digital pr (e non dicono che quella vera è il 3%). Condannati a essere invisibili.

Cerchio 5: quelli che fanno retargeting per 2 mesi dopo che hai visto il loro sito per 10 secondi. Condannati a essere colpiti da freccette appuntite.

Cerchio 6: quelli dei popup appena aprite la pagina. Condannati al commesso che chiede “ha bisogno?” ogni volta che entrano in un negozio

Cerchio 7, Girone 1: quelli del “scarica la app che copre tutta la pagina mobile”. Condannati a subire deviazioni stradali tutta la vita, senza preavviso.

Cerchio 7, Girone 2: quelli che investono nei banner e poi si lamentano del CTR. Condannati ad andare in macchina solo in retromarcia.

Cerchio 8, Bolgia 1: quelli che vogliono tutto in homepage/nel carousel/slider. Condannati a viaggiare in piedi solo nei vagoni della metro alle 6 di sera per sempre.

Cerchio 8, Bolgia 2: quelli che mettono hashtag a caso/cazzo nelle campagne pubblicitarie: condannati a usarli nelle proprie targhe dell’auto per sempre.

Cerchio 8, Bolgia 3: quelli che mettono il logo (a volte doppio) nelle foto dì Facebook. Condannati a portare naso e baffi finti per l’eternità.

Cerchio 9, Zona 1: quelli che usano le foto di stock. Condannati a metterla nella propria carta d’identità.

Cerchio 9, Zona 2: quelli dei qr code “perché fanno tanto digital”. Condannati a correre finché non trovano un utilizzatore.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

One thought on “L’inferno dantesco del digital marketing in 9 comodi cerchi e gironi”

  1. Simpatico e veritiero il parallelismo tra le false credenze del digitale e le pene che toccherà scontare. A quando il pezzo sul paradiso?

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