Un template per la strategia digitale

Qualche giorno fa avevo messo su Snapchat alcuni frame del mio lavoro, che consiste fondamentalmente nell’analizzare situazioni e definire strategie a cavallo tra digitale e negozio (o packaging). Pensavo che fosse abbastanza assodato come metodo di lavoro, ma alcune persone mi hanno espressamente chiesto di condividere il metodo utilizzato, che in realtà è abbastanza semplice: interlacciare le fasi del customer journey – chiamatele come volete, conta la sostanza – con le tipologie di touchpoint, digitali o no, push o pull, e inserire all’interno di “zone” le attività a cui spetta portare avanti il cliente nel suo viaggio, e capire dove ci sono gap da riempire o efficienze da poter attivare tra zona e zona. È quindi una mappatura strategica, che serve all’azienda per una analisi dell’esistente, e al consulente/temporary manager per capire in quali direzioni andare avanti.

La trovo molto utile rispetto alla valanga di slide sotto le quali alcune grandi società di consulenza (anche perché richieste dal cliente azienda) spesso ti seppelliscono, come se il numero di chart fosse direttamente correlato al valore contenuto in esse. Può servire come base di partenza per brainstorming, workshop dirigenziali o di team.

Importante: la parte importante è anche capire quali caselle vuote bisogna lasciare, e se eventualmente ce ne sono di piene che non servono a nulla, vuotarle. Quindi non dovete riempire tutto, anzi, proprio il contrario. Altra indicazione: non usate la griglia in modo geometricamente rigoroso, sbordate pure (non siete alle medie), collegate, disegnate, fate fumetti e tanti cuoricini quando dovete coprire errori o variazioni. Se ci sono touchpoint particolari, inseriteli pure. Se ci sono micromomenti particolari, specificateli.

Mappatura strategica digitale
Clicca per ingrandire

Alla fine, verrà una cosa tipo questa. La potete (far) disegnare molto meglio, ne sono sicuro.

A4CEE5CF-C6B2-4436-8DF1-309632C12C4E

Vuoi i nuovi post ogni venerdì alle 9?

Altro sull’argomento

Un manuale di mobile marketing, gratis in ebook

Plan, Platform, Promo, Perfect: l’e-commerce in una sola slide [cheat sheet]

La content strategy per l’ecommerce – in sintesi

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

5 thoughts on “Un template per la strategia digitale”

  1. Ciao Gianluca, questo post è davvero molto interessante!
    Io è da pochi mesi che sono entrato nel mondo del web marketing (lavoro per una piccola agenzia e sto studiando marketing a La Sapienza) ma mi ha sempre colpito molto l’aspetto strategico nella creazione della campagna. Troppo spesso, soprattutto con le PMI, si trascura questo aspetto fondamentale e si passa subito alla fase operativa. Io credo che sia un grave errore, anche in termini di efficienza, ma purtroppo spesso questa fase viene ritenuta superflua dalla maggior parte degli imprenditori.
    Ho notato questa tabella a fine post, molto interessante, quindi la usi per definire tutti i tuoi progetti?
    Puoi farmi degli esempi di touchpoint PUSH e soprattutto PULL (non ho capito bene quali sono, e la poca esperienza non aiuta!!) per ogni fase della customer journey?

    1. ciao, i touchpoint push e pull sono indicati in verticale, sono TV (push), adwords, content, seo (pull), influencer (dipende)

  2. …Secondo me non è molto rilevante dal punto di vista della generazione di informazioni/contenuti strategici che sia push o pull, inbound o outbound. Devono essere comunque generati con una strategia che punti alla soddisfazione della richiesta e alla conversione. Non c’è spazio per la fuffa pubblicitaria. C’è il solo spazio per comunicare vantaggio competitivo adatto allo stato di consapevolezza/touchpoint.

  3. Sono d’accordo ed usiamo una cosa simile. Noi usiamo una matrice che ha nelle righe il modello di conversione (AIDA o alternativi: il tuo, Gianluca, info/desire/sell/care, ed hai aggiunto lo “spread”, è quello che abbiamo adottato perchè mi sembra molto chiaro non solo per i consulenti ma anche per il cliente che necesseriamente è coinvoltissimo, e deve esserlo)
    e per ogni “stato di conversione” i key messages/actions, nelle colonne le target audiences, nelle celle il canale, tutti (digital, tradizionali, fisici).

I commenti sono chiusi.