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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Chi era Porter e perché dovrei saperlo

All’inizio dell’anno mi viene meglio parlare dalla macchina e registrare podcast (se così vogliamo chiamarli) che scrivere su questo blog. Ma siccome mi piace tenere traccia degli argomenti, e non tutti sono amanti dell’ascolto, ne faccio un breve riassunto qui (e metto il link per ascoltarli comunque).

La matrice e la strategia di Porter: cos’è e serve ancora?

Ho scatenato un putiferio involontario su Linkedin con questo veloce post. Anche Linkedin non si sottrae al fatto che “meno è approfondito, più gira”, in effetti.

Porter dice spannometricamente che ogni azienda è immersa in 5 forze di mercato, queste. (da Wikipedia)

Altra cosa che disegnava il buon Micheal Porter: le strategie competitive basate su offerta generica, nicchia e differenziazione. Qui lo schema (via http://slideplayer.it/slide/8907499/)

Serve ancora analizzare un mercato con questo schema mentale (oggi Lui lo definirebbe canvas)?
TLDR: secondo me sì, quanto meno per sapere quando non applicarlo. E sicuramente non in ottica predittiva, ma di analisi. Perché come dice lui, non si può essere tutto per tutti, e — come dico sempre io — la strategia è decidere cosa NON fare.

Nel podcast faccio anche qualche distinguo tra la mania di definire strategia qualunque cosa, perfino un piano editoriale su Facebook. E perché “social media strategist” è una contraddizione in termini, per il 90% dei casi.

Ecco la registrazione:

La UX è l’unico marketing che ci rimane. Ma anche la motivazione lo è.

È un mondo in cui lo sbatti perde, il facile vince. Nel libro Mobile Marketing citavamo sia l’algoritmo di pazienza “la pazienza è proporzionale alla grandezza dello schermo” sia il modello di Fogg.

Però in questa orgia di UX, CRO e tutto il resto ci stiamo perdendo l’asse verticale, la motivazione. Le persone scaricano illegalmente film nonostante siti di m***a, e lo stesso per il porno.

TLDR: una volta che tutti i siti/UX saranno facili, dovremmo renderli facili per TE personalizzandoli. E dopo, dovremo tornare alla motivazione, cioè all’innovazione di prodotto. Qui c’è l’erratica riflessione:

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1 comment

  1. Carla

    Grz! Bell’intervento su Mr. Porter! Reminiscenze universitarie! Hai in programma workshop o seminari? Grz!