La blogosfera, il mercatino rionale e i dieci blog dell’Olimpo

Premessa
La scusa per (ri)parlare di blog -sempre un po’ controvoglia- è la risposta che devo al post-linkompliment di Ebi su Polaroid, che amplia di molto il commento di Mantellini su questa ricerca (Il “social network” dei blog italiani, di Casaleggio Associati).

Ammetto subito che concordo al 100% con quanto Ebi scrive su Polaroid, e su alcuni punti quindi non ritornerò. Che dire, sono quasi imbarazzato dal fatto che “il marketing” abbia prodotto una ricerca simile. Sembra rivolgersi al direttore comunicazione o marketing che ha detto alla segretaria “che ca**o sono ‘sti blog? da quando esistono? Perchè nessuno mi avverte di queste cose?”, che poi ci sta con il target di una società di consulenza, in effetti.
Stringi stringi –nemmeno poi c’è tanto da stringere- non trovi niente di nuovo: il blogroll come variabile principale nel 2005 (!), l’analisi di una blogosfera basata solo sui cento blog principali, ancora i gradi di separazione, uffa, i blog al centro (ma, accidenti, World of Ends non ha proprio insegnato nulla?), una “legge di potenza” che non ho proprio capito, le immancabili conclusioni che ricreano le premesse e viceversa. Si potrebbe continuare: la classifica dei link: beh, e Technorati allora? Ci voleva una ricerca con copirait per saperlo? E la nota sul blog marketing: la grande scoperta è che per avere molte visite bisogna avere molti link e molti contenuti interessanti. Ah, ecco.
La mia visione della blogosfera è molto diversa. E’ il mercatino rionale della comunicazione, detto con molto rispetto per entrambi. Ci puoi trovare affari e fregature, gente che compra, gente che chiacchera solamente, gente lì per puro caso, spacciatori e tossicomani, e alcuni mercatari principali (diciamo formaggio, frutta e verdura) in cui tutti i partecipanti passano anche solo per dare un’occhiata. Visto da fuori, sembra che siano queste poche bancarelle principali la ragion d’essere del tutto, in quanto uniche voci distinte in un brusìo assordante. Ma se ci si immerge, si capisce che la realtà è diversa, variegata, quasi inconoscibile.
Ci saranno nella blogosfera mille cluster interessanti che non conosciamo se non per temerari o casuali click in new tab: i blog pucci pucci di ragazzi vogliosi e ragazze ormoniche che scrivono post pieni di emoticons con il linguaggio degli SMS, i blog che (s)parlano di marketing, quelli che scrivono di parapendio o di ecologia, o appartenenti a minoranze (come quello sui ROM che leggo spesso), insomma tutti quelli che scrivono di cose ben poco conosciute.
Questo mi sarei aspettato da una ricerca con la R maiuscola. E siffatta, la ricerca stessa sarebbe stata più appetibile per i nostri direttori marketing contemporanei, interessati ad analizzare non solo il mainstream, ma anche il chiacchiericcio specializzato in cui infilare messaggi via passaparola a basso costo.
I cento (o i dieci) blog principali rappresentano nella blogosfera odierna una sorta di antichi dei dell’Olimpo: hanno -forse- creato il blog-mondo, ognuno gode di una propria specialità, sono adorati in modo più o meno sentito e sincero dal popolo dei blog-fedeli, che accendono i blog-ceri nel loro blog-roll. Ma la blogosfera non è un oligopolio o un monopolio naturale, e contrariamente a quanto sostiene la Casaleggio Associati, non è, secondo me, affatto scontato che “un numero molto limitato di blog avrà sempre il maggior numero di connessioni”. La caduta degli dei non è certo vicina, ma il blog-blob è per sua natura molto fluido; è una società aperta, i blog in continuazione vincono e perdono, nascono e muoiono, ognuno di essi ha un’opportunità. Almeno questo mi piace credere.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management dei canali digitali.
Il mio lavoro è supportare il management come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, digitalizzazione del marketing e del retail. Ho lavorato per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Telenor, CRIF e altre aziende ed enti.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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9 Commenti

  1. Pubblicato il 4 marzo 2005 alle 3:24 PM | Permalink

    Incredibile! Una vita da lurker, e trovo che c’è qualcuno che passa nel nostro campo virtuale senza farsi notare. :))

  2. Pubblicato il 4 marzo 2005 alle 4:31 PM | Permalink

    Piace crederlo anche a me. :-*

  3. Pubblicato il 4 marzo 2005 alle 11:06 PM | Permalink

    D’accordo…………o meno ma – come sempre – decisamente apprezzabile la visione da te prodotta.
    Un abbraccio
    Pier Luca

  4. Pubblicato il 5 marzo 2005 alle 2:15 AM | Permalink

    Il conformismo è difficle da spiegare, ma esiste e si vede. Esiste ovunque: anche in blogosfera. Anzi non si capirebbe perché non dovrebbe esistere anche tra noi. Amen.
    Sia chiaro che io sono complessivamente d’accordo con te.

  5. Pubblicato il 6 marzo 2005 alle 10:26 AM | Permalink

    Primo. Chi diavolo è Casaleggio Associati? Intendo dire: hanno le competenze per un’analisi del genere? O sono i soliti cazzaroni?
    Secondo. E’ un’analisi. Ok. Dati, dati, dati. Ma non trovo le informazioni. Mille dati, poche informazioni rilevanti.
    Terzo. Solita differenza tra A-List americana e Blogstar italiane. La prima genera buzz. Trascina opinioni. Crea movimenti. Le seconde sono lo specchio dell’Italietta Berlusconiana: star e starlette, appunto.

  6. Enrico
    Pubblicato il 6 marzo 2005 alle 10:59 AM | Permalink

    “imbarazzato dal fatto che “il marketing” abbia prodotto una ricerca simile.”
    E questo cosa centra?
    Bah, a me cmq l’analisi non dispiace, in Italia non si produce mai nulla di nuovo e questi almeno ci provano.

  7. Pubblicato il 6 marzo 2005 alle 11:10 AM | Permalink

    Quarto (ed ultimo): secondo la teoria della “Long Tail”, su web e sulla Blogosphera avviene il fenomeno inverso rispetto alla teoria dell’80/20.
    In breve: le cose più interessanti accadono sulla “lunga coda”, sui weblog con 2/3 lettori. Ha poco senso quindi, qui, prendere come riferimento le 5 *blogstar* più lette d’Italia.

  8. Pubblicato il 7 marzo 2005 alle 7:26 PM | Permalink

    Massimo rispetto per Casaleggio, ma il tuo punto di vista è ottimo.
    E condivido *pienamente* la tua conclusione…

  9. Pubblicato il 5 novembre 2006 alle 8:06 AM | Permalink

    Bel post, mi piace la tua bancarella:-)
    La difficoltà è esattamente quella di spiegare a chi è abituato a ragionare su pochi canali da controlalre che ora i canali sono infiniti e incontrollabili. Al massimo ti ci puoi relazionare.