La prima neve mi ispira tre grandi banalità

(foto di alebegoli)

Non so se siano le montagne, il silenzio, l’isolamento o cosa, mi vengono in mente tre grandi banalità, che però, se messe giù bene in un post, possono fare riflettere per tre secondi. Almeno, a me hanno fatto riflettere per tre secondi.

La prima banalità: il primo peccato originale di ogni minchiata di social media campagna è che viene messa in pratica quando serve all’azienda, e non quando serve a te (che sei suo “amico”), e questo ne brucia in partenza i presupposti di utilità. Per esempio, Hilton (oh, grazie comunque, niente di personale) mi invita a una roba dove se oggi mi metto in fila da loro a Milano tipo tessera annonaria e sono tra i primi cento e sono loro amico su Facebook mi regalano una notte in una suite da loro a mia scelta. E ok, direte voi, come fa Hilton a sapere in quale periodo della tua vita ti piacerebbe una suite all’Hilton e quale no? Non è il mio problema, direbbe qualcuno, ma se sei mio amico, dovresti saperlo.

La seconda banalità: è incredibile quanto peso diamo alle funzionalità, alle feature (“ehi, Google Plus ha integrato il Reader”, “uh, Facebook ha la subscription in alternativa all’amicizia!”) quando invece scegliamo gli ambienti sociali solamente sulla base delle altre persone che ci abitano. Sono quattro giorni che non vado su Friendfeed, e ha esattamente le stesse funzionalità che aveva tre anni fa, ma non ci sono più alcune persone, e allora.

Ogni tanto dovremmo ricordare che buona parte dei nostri clienti acquista i nostri prodotti per fare parte di qualcosa, per avere qualcosa di cui parlare, per trovare propri simili (ma non vi tormenterò più con la storia del social object) –e non perché abbiamo introdotto una nuova feature che interessa solo ai nostri ingegneri.

La terza è più corta: prima di pensare a una strategia social per la vendita online, pensate a una strategia per la vendita online, anzi, pensate a una strategia per la vendita. Anzi, pensate a una strategia qualunque.

 

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management dei canali digitali.
Il mio lavoro è supportare il management come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, digitalizzazione del marketing e del retail. Ho lavorato per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Telenor, CRIF e altre aziende ed enti.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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7 Commenti

  1. cyr
    Pubblicato il 21 ottobre 2011 alle 11:34 AM | Permalink

    la chiusa è una chicca! :-)
    Strategia? what’s strategia? ma ‘ndo te credi de esse? in ammàrica? (lol) la classe politica è lo specchio fedele della classe dirigente di questo Paese: incompetente, incapace, fannullona, senza palle, etc etc etc.
    Qualcuno bravo ci sarebbe, ma inesorabilmente viene messo all’angolo dalle mezze calzette che temono -a ragione- di essere messi in ombra. Sono 25 anni che vado per aziende (duro il mestiere di consulente, o meglio triste) e queste sono le mie conclusioni. Forza, nuove leve! Fatevi avanti e buttateli fuori, hai visto mai che questo Paese riesca pure a ripartire. Io faccio il tifo :-)
    Bel post!

  2. Alessio Gianni
    Pubblicato il 22 ottobre 2011 alle 8:14 AM | Permalink

    Ciao GL.
    Più che banalità mi sembrano Regole Auree (cioè quelle raramente applicate).

  3. Pubblicato il 22 ottobre 2011 alle 12:43 PM | Permalink

    Questa è da stampare e appendere in ufficio/camera:

    “Ogni tanto dovremmo ricordare che buona parte dei nostri clienti acquista i nostri prodotti per fare parte di qualcosa, per avere qualcosa di cui parlare, per trovare propri simili (ma non vi tormenterò più con la storia del social object) –e non perché abbiamo introdotto una nuova feature che interessa solo ai nostri ingegneri.”

  4. Pubblicato il 22 ottobre 2011 alle 6:53 PM | Permalink

    Carina la seconda riflessione….tenere un sito internet senza aggiornarlo costantemente non solo aggiungendo ma magari solamente spostando un pò come fanno i supermercati che ogni tanto modificano il lay out….ecco non dimenticarsi che il virtuale può essere reale e viceversa.

  5. Pubblicato il 24 ottobre 2011 alle 9:45 AM | Permalink

    La chiusa è così bella che la copio su un post it e la incollo sul muro delle citazioni (alle mie spalle in ufficio, nella – vana – speranza che qualcuno si ispiri leggendola)

  6. Pubblicato il 24 ottobre 2011 alle 1:11 PM | Permalink

    Il paradosso dei social media, inserirsi nella vita privata e non intercettare i bisogni reali dei clienti. “Prima di pensare a una strategia social per la vendita online, pensate a una strategia per la vendita online, anzi, pensate a una strategia per la vendita. Anzi, pensate a una strategia qualunque..aggiungiamo anche “anzi, pensate”.

  7. Pubblicato il 15 novembre 2011 alle 4:51 PM | Permalink

    Applausi! Già… io aggiungerei solo. Pensate se vi serve questa strategia. se non basterebbe qualcosa che viene ancora prima.