Intervista esclusiva con una fake account di Facebook

Ciao Paola, ci racconti la tua storia?

“Prima di tutto, fake non mi piace come definizione. Io non sono finta. Io sono vera, solo che non esisto “fisicamente”. E oggi, come ben sai, sono più vere le cose digitali di quelle tangibili. Quindi, se mi permetti la finezza, fake na cippa!“

Ma perché sei entrata in Facebook e come?

“Sai come vanno queste cose, un direttore marketing che non vuole metterci la faccia, i suoi impiegati manco morti che nemmeno dicono ai genitori per chi lavorano, quelli dell’agenzia manco loro, che poi magari uno dell’agenzia deve lavorare per un’azienda della concorrenza, e poi ha detto a casa che lavorava in pubblicità e ci rimarrebbero male, e insomma, un casino, dovevano lavorare per altri venti brand.

Insomma, avevano bisogno di me per moderare la community, mettere qualche like per tranquillizzare il capo del direttore marketing che l’engagement stava iniziando, un commentino qua e là, niente di male. Io ero la persona giusta al posto giusto. Hai visto no?

E insomma, ok, io ero l’ultima ruota del carro, ma facevo di tutto, amministravo pagine, caricavo foto, mandavo messaggi privati, che quei tardoni di Facebook mica permettono di comunicare privatamente tra Pagine e fan. Quindi lo facevo io. La cosa triste è che poi i fan mi invitano a cena, e io posso al massimo andarci a bere qualcosa su Second Life, ci fosse ancora (c’è ancora?).

E che vita fa una fake?

“Ebbasta con questa fake. Comunque, niente di particolarmente eccitante, pericoloso o vietato. Sai, io non sono come quelli creati in batteria a 5 cent all’ora in Cina o India, a migliaia ogni giorno. Io non scrivo sui forum lodi a prodotti o recensioni degli hotel in Tripadvisor (quelle positive intendo: quelle negative se le scrivono gli albergatori tra di loro, non c’è mercato, purtroppo). Non ho nemmeno paura di essere beccata. Lo sanno in tanti che sono finta. Tranne i tonti che mi fanno gli auguri di buon compleanno — io non ho una data di compleanno, si chiama data di creazione. Figo, vero? Fa un po’ Blade Runner. Ecco, io sono una replicante, non una fake.”

Ma scusa, i tuo gusti musicali, televisivi, cinematografici e politici sono deliranti, incomprensibili.

“Non più di quelli di tanta gente che conosci e chiami pure “amici” su Facebook. Prova a contestarmi questo.“

Già, vero. Senti, ma ci sono anche fake uomini tra di voi?

“Non credo ce ne siano, ma posso sbagliare. Le agenzie preferiscono le donne, perché pare che gli uomini ci caschino più facilmente nel like facile alle nostre pagine. Si sa, voi uomini, una bella faccina da replicante, e non capite più nulla. E allora questo è un mondo femminile. Almeno qui!”

In effetti. Ma se un giorno ti scoprissero, e quelli di Facebook ti “eliminassero”?

“Uh, mi tocco, anzi mi faccio un poke da sola. Comunque, io ho il dono di poter essere ricreata in pochi minuti. Ritorno nuova, una nuova vita davanti, tutta da giocarmi. E se voglio, ancora più figa, in modo da attirare tantissimi amichetti di nuovo, anzi, più di prima. Molto meglio di voi veri profili, che avete paura di perdere le foto, i video, i piccoli fatti della vostra inutile vita”.

So che hai preparato un po’ di screenshot per farci capire chi sono le fak… scusa, le replicanti.

“Sì, ve li metto di seguito, con i miei commenti. Così capite come riconoscerci, e magari a rispettarci, voi anime belle.”

Dici a me?

“E chi sennò. Figurati se tu non hai mai avuto una storia con una fake, eddai su.”

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Social brand strategy, nel 2017

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

36 pensieri su “Intervista esclusiva con una fake account di Facebook”

  1. eddài ammettilo che ti ruga da matti, perchè non ti ha risposto ;-) cmq il fenomeno è in crescita esponenziale, anche se mi pare di portata limitata come danni, o no? mi pare sempre che lo sforzo non valga la candela! quanto si può far pagare una per un lavoro del genere?

  2. Grande articolo. E’ importante capire chi sono i “fake”, ma ho un solo appunto: “un’insana passione per per brand poco femminili” non significa niente, soprattutto se sottolineii che a questo fake piace il calcio. Ci sono tantissime donne tifose, me compresa (giuro, non sono un fake). Gli interessi non hanno sesso :)

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