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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Sapevi che dovevi dare ascolto a Giusec, e al suo corso per contattare gli head hunter fighi dai nomi tipo Rossbrundel & Strainbow (vedi qui e qui); e invece no, ti fai accalappiare dagli annunci fumosi del giornale della padanazza orientale, in cui non si capisce se si cerca un executive o uno stagista, qual è l’azienda, dove sia, se esista veramente, a volte. E’ la slot machine del lavoro, tu metti dentro la monetina, e a volte esce una convocazione per il mondo sotterraneo della società di selezione Pizzettoni Associati, quel limbo che sta tra l’inferno delle masse interinali e il paradiso -appunto- degli head hunter…

[continua qui, ma attenzione, il post è molto lungo]

La società di selezione è in centro, supponi per fare bella figura con l’azienda loro cliente (che chiameremo per convenzione Rotelle e Affini Scarl), in un palazzo con le targhette in alluminio lucido giallo, per dare l’idea di una cosa seria, quasi notarile, come i vicini di pianerottolo, insomma. Questo comporta che tu, peone, devi parcheggiare fuori dalla ZTL e a circa 5 Km di distanza, e arrivi sudato come un cammello, in estate, o ghiacciato come una foca, d’inverno.

Eccoti, dlin dlon, entri. Hai l’impressione di entrare in una natura morta. Luce al neon, PC con schermo 14 pollici ricurvo come un bancomat (che non vedevi da anni e anni), segretarie alle prese collettivamente con il correttore ortografico automatico di Word.

“Buongiorno, lei ha appuntamento con il Dott. Ing. De Fichis, giusto?” “Ecco, il dott. arriva subito, si accomodi pure un attimino”. Il dott. è ancora a pranzo, oppure è in ritardo con gli appuntamenti. Come il dentista insomma. Ma almeno questo è gratis.

“Compili il foglio per favore…” Nooo! Ma, ancora? L’hai già fatto l’altra volta. “Non vi ricordate?” (Non avete uno straccio di database, un access qualsiasi, o anche un excel se proprio non…), “OK, OK, va bene”, riscrivi la storiaaa della tua vita ancora una volta, almeno per quello ti ricordi, visto che ti chiedono il nome della prof. di seconda media, quanto guadagnavi dieci anni fa, in che giorno ti sei diplomato (ma esiste un giorno specifico del diploma, intendo, come la laurea? boh)

Il foglio è ovviamente da compilare a penna (disabituato, fai anche fatica a utilizzarla, alla fine ti fa male la mano, e ti viene da scrivere in stampatello anche la firma) ed è il solito cartonato in cui appunto devi riscrivere per la terza volta le info che hai già scritto una prima volta nel form online, una seconda volta nel curriculum in .doc allegato al form online, e -in più- devi dare piena confessione circa il lavoro di tua moglie, quello di tuo padre, la data di nascita dei figli e i loro nomi (tutti ignari della falla nella loro privacy bucato da te, sconsiderato confessore!). In effetti mancano solo gli zii d’America e i cugini del nord-est. (ti chiedi a quali importanti valutazioni condurranno questi dati familiari, boh!)

Una cosa è sicura, potresti avere anche 20 profili diversi (con nomi e cognomi di fantasia) e non se ne accorgerebbero, alla Pizzettoni. Del resto, no database, meglio far ricompilare ogni volta, che poi “mettiamo nel raccoglitore, si li teniamo tutti per eventuali altre opportunità”. Si, certo. Con il motore di ricerca cartaceo embedded.

“Signor Peone, si vuole accomodare?” (peccato, ero arrivato alla pagina dello sport del Corriere, e c’era un Chi molto invitante con Flavia Vento)
Eccoti dal Dott.Ing.De Fichis, e dall’alto della sua esperienza ti snocciola tutto l’inventario dei “mi parli di lei” (e via, con la quarta trattazione della storia della tua vita), delle domande (“come si vede tra dieci anni?” R:”Invecchiato?” “Perchè si è licenziato nel 2002 dall’azienda Bulloni Associati?” R:”Per guadagnare di più da un’altra parte?” “A cosa aspira nel suo futuro professionale?” R:”Ad aprire una baracchina delle piadine?” Oppure a “vincere al Superenalotto, aprire una fattoria?”), il parapsicologggico (“mi dica tre pregi e tre difetti”), rasentando il marzullianesimo di “Si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Da un po’ hai avuto la brutta idea di inserire il blog tra le attività extralavorative, cosi’, per vederne l’effetto. E li’, patatrac, il Dott.Ing. ti va in tilt: un ‘bloc’, ‘ah, si, beh’, “si è un sito, giusto, ah, si”. Vagli tu a parlare di marketing interattivo, di guerriglia marketing, di marketing bottom up, anche solo di Seth Godin. Il nulla. Non sa nulla di marketing, tranne quello che gli ha detto la Rotelle e Affini Scarl al circolo del tennis.

Certo, non bisogna essere per forza marketing alternative guru e sapere cosa sia un blog, per stare alla Pizzettoni Associati, ma pensi, perbaccolina, in certe aziende dove sei stato, semplicemente sono andati all’indirizzo www e hanno sbirciato, e la cosa è piaciuta, e qualcuno ti continua a scrivere, anche solo per scambiare opinioni, o lasciare un commento. Pensi che il blog dovrebbe raccontare di te molto di più di come tieni le gambe accavallate, di come guardi il Dott.Ing., di come muovi le mani, di come racconti la tua vita in una logica da manuale S-P-A-R (situation, power, action, results). Ma la Pizzettoni non coglie, non interessa, sono selezionatori seri, loro.

Finalmente inizia a parlare della Rotelle e Affini Scarl: “E’ un’azienda che esiste da tanti anni, non ha mai avuto una struttura marketing, ma sa, è ora…”
Insomma, ci siamo. Capisci che l’azienda cerca il Deus Ex Machina del marketing, l’oriundo argentino che salvi il campionato, il mago Zurlì che faccia reimpennare le vendite come ai tempi belli. In più, deve avere dieci anni di esperienza nel settore rotelle. “Ma, scusi, perchè mi avete chiamato? E perchè soprattutto avete messo l’annuncio sul giornale? Quante persone ci sono con 10 anni di esperienza nelle rotelle?” Alla fine, confessa. Prima in ordine di importanza vengono le rotelle, poi viene il marketing. Si, allora per quello che vuole l’azienda va bene anche un venditore di lungo corso. Insomma, sei tu che consigli l’agenzia di selezione su quale figura cercare per fare bella figura.

Ti verrebbe da dirgli la verità: cioè “la Rotelle e Affini non ha bisogno nè di 10 anni di esperienza rotellica, nè di un guru del marketing vecchio stile. Avrebbe bisogno di qualcuno che con umiltà faccia parlare tra loro i clienti, gli operai, i disegnatori tecnici. Le risposte e le domande sono già tutte dentro la Rotelle e Affini. Basterebbe cercare e ascoltare. A questo servirebbe, là, il marketing.”
Ma sarebbe decisamente troppo. Terrai queste considerazioni per quando aprirai la tua Pizzettoni Associati. Che però, seguendo i consigli di Giusec, chiamerai Reesemayer Shannon Belt. (Ok, tratta dal libro che stai leggendo) E quando avrai bisogno di persone, farai una ricerca su Linkedin

“Arrivederci Dott.Ing.De Fichis” “Arrivederci, dott.Peone, mi raccomando, ci aggiorni se cambia lavoro” “Certo, non mancherò”.
Esci e prendi un gelato. C’è il sole, sudi e sei contento di esserne fuori.

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19 commenti

  1. questi sono poi gli stessi personaggi che piangono miseria di fronte al “pericolo giallo”, che di fronte alla possibilità di confrontarsi su un mercato veramente aperto chiedono aiuti di stato… la nostra economia (e gli imprenditori ne sono la causa) è ferma al 1985 … il mondo è 20 anni avanti e non sarà face raggiungerlo!

  2. Maurizio Goetz

    Scusate ma oggi è il mio cavallo di battaglia, questi sono anche gli stessi che dicono, ci faccia avere un mini pre progetto di una trentina di pagine, ovviamente non la paghiamo ma le offriamo tanta visibilità sul sito dei nostri partner … bello vero?

  3. Molte agenzie di selezione non sopravviveranno oltre il 2010; il loro valore aggiunto è 0, e prima o poi anche la rotelle & c. se ne accorgerà :-)…

  4. GM

    PEZZO G R A N D I O S O

  5. g.

    deja vu! :O complimenti per il bloc! ;) g.

  6. Leggendo questo post (splendido) sento ancora l’angoscia di essermi dovuto mettere nelle mani di questi signori, molti anni fa… Quanto tempo perso, quanta fatica, e che gioia scoprire che il mio curriculum con tanto di lettera di accompagnamento finì nelle mani dell’amministratore delegato dell’azienda da cui tentavo disperatamente di andarmene, e l’agenzia che glielo fece arrivare divenne poi un fornitore dell’azienda in questione… un bell’ambientino.

  7. Ligo

    Sembra che le domande di selezione siano prese pari pari dal “Manuale del giovane (e rampante) selezionatore” ho fatto vari colloqui da agenzie interinali e aziende… ed è piuttosto grottesco ricevere le stesse domande da persone così diverse.
    Un’altra pratica odiosa è il riempire il modulo interno con i dati e le esperienze, ad un certo punto, alcune volte, oltre alla mail e l’allegato in .doc, mi portavo dietro un curriculum di carta nell’inutile speranza di non doverlo compilare… invece mi ritrovavo chino sul modulo fotocopiato a cercare di ricordare date ormai del passato :)
    Sarà per questo che non trovo lavoro? ;)

  8. Il miglior modo per mettersi sul mercato del lavoro oggi è il business networking. LinkedIn, in pratica. E a Milano esiste anche la possibilità di incontrare personalmente gli iscritti a LinkedIn: si chiama Business Club Milan IN (www.milanin.com). Provare per credere!!! Funziona!

  9. giulia

    Stupendo, mi sto riprendendo solo ora e avrei voluto leggerlo al posto di Chi il giorno dell’ultimo colloquio! Probabilmente mi sarei alzata sghignazzando e me ne sarei andata a far colazione al bar! E’ veramente faticoso leggere il tuo Blog e mantenere l’aplomb (se così si scrive!!) giusta per il tono con cui i miei colleghi manovrano i loro mouse!!
    Mi ricorda tanto quando installavo i primi giochini di rally sul mio pc in ufficio (10 anni fa..) e faticavo un casino in curva a mantenermi dritta… mentre con la freccia destra sfondavo la tastiera… e fingevo di lanciare la compilazione delle tre righe di codice che avevo generato.. Quando un articolo sulla nuova configurazione delle erboristerie di paese?!? …

  10. giorgio

    Leggendo il tuo pezzo mi ci sono rivisto e francamene rinquorato di non essre l’unico a doversi confrontare con certi cacciatori di “polli”. Ho da poco letto il tuo blog e lo trovo molto concreto ma con grande semplicità.
    Buon lavoro

  11. Un resoconto perfetto di un’esperienza che ho vissuto anche io molte volte, semplicemente traslata dal marketing all’informatica.
    Se posso aggiungere una tragica curiosità, mi dicono che tali “agenzie” cestinano direttamente i CV ricevuti in formato PDF (da preferire a Word perché non modificabili) semplicemente perché sul PC della segretaria o del De Fichis di turno il PDF Reader non c’è. Il che, per uno head hunter specializzato in informatica, è quanto meno imbarazzante.

  12. NICOLò

    magnifico articolo!!!
    sarebbe uno spettacolo dir loro in faccia quello che realmente è il problema… ma anche sapendolo non farebbero niente, anzi si chiederebbero: ” a chi devo dare la colpa questa volta?”

  13. filippo

    Racconto semplicemente fantastico . ho appena scoperto il tuo sito e apprezzato moltissimo il mix di (auto)ironia e concretezza. ps perchè non recarsi a tali appuntamenti con ritagli di risposte autoadesive? si potrebbe ipotizzare anche un utilizzo… modulare :-)

  14. Nicola

    Grandioso,
    3 pregi e 3 difetti sono un concetto umiliante…
    così come “come si vedrà tra 10 anni”, oppure : mi faccia un esempio di….bla bla bla…
    Basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma perchè non facciamo nome e cognome delle società???????

  15. esilarante!!!
    io Interista sono qui,in sala, con la curva del Milan che guarda un’orrida partita… e sghignazzo!!!! e tutti mi dico, perchè ridi??? credendo che sia per la prestazione sportiva della loro squadra del cuore! :-)
    _vale

  16. Arrivo tardi a questo post, ma ho riso ugualmente perché mi è capitato una cosa simile poco tempo fa.

  17. Bellissimo post.
    Mi sono sempre chiesto anch’io qual’era il giorno del mio diploma e per scrupolo l’ho riesumato per vedere se esisteva una data.
    Risultato: contiene solo il mese e l’anno!!!
    Stupendo poi il colloquio con la prestigiosa azieda di selezione *multinazionale quotata a Londra*, uffici a due metri dal Duomo di Milano che mi chiede a che aziende dovrebbe presentare il mio curriculum!!??
    Prima avevano aggiunto che guadagnando poco (sigh!) era meglio che cercavo nel loro sito per figure intermedie (sigh!).

  18. Post d’annata, lo leggo solo ora.. come si vede dalla data del commento, ma ho avuto un flash di un colloquio fatto circa 1 anno fa…

  19. neofita

    Solo oggi, spulciando qua e là, ho scoperto il tuo blog e quando ho letto il tuo post sono quasi caduta dalla sedia! A distanza di 3 anni la trafila è rimasta la stessa. L’unica “novità” sono i vari test psico-attitudinali tipo servizio militare “Ti piacciono i fiori? Vuoi fare il fioraio?”, perizie calligrafiche (neanche fossi impelagato in qualche processo) e altro ancora quale strumento imprenscindibile di valutazione di un candidato. Peccato che anche la lettura del test sia la stessa che fanno al servizio militare… Ovviamente tutto per un contratto a progetto di breve durata(così breve che se veramente si dovesse implementare o seguire un progetto non si farebbe neanche in tempo), mal pagato (al punto tale che facendo 2 conti spiccioli ti accorgi subito che non ti conviene andare a lavorare), per cui non serve l’esperienza e la competenza che hai (però nell’annuncio cercavano dei piccoli Kotler!).
    L’amarezza/ il sollievo che si prova uscendo da un luogo del genere credo proprio sia lo stesso di 3 anni fa!