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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Come muore un (turismo) italiano

Capita a volte di trovarsi a pranzare con persone che non fanno parte del tuo normale gruppo di frequentazioni. A me ieri è capitato di parlare con Peppino, chiamiamolo così, che gestisce uno stabilimento balneare -un bagno, insomma- in Sicilia orientale. Questa è la sua storia, e anche un po’ quella dell’Italia.

Ora Peppino, diretto a Rimini per la fiera del turismo, mi racconta che quest’anno, dopo che (uno!) aveva recintato da anni il proprio tratto di spiaggia in concessione, lasciando libero transito sul bagnasciuga solo nei 5 metri regolamentari -“ma non sognatevi di sedervi per terra, lì, eh!”- e (due!) aveva messo un ticket a persona per l’ingresso, e poi (tre!) aveva costretto all’ombrellone+lettino obbligatorio i clienti all’interno del recinto e (quattro!) imposto un obolo per la doccia, insomma, diceva Peppino, quest’anno ha deciso finalmente di dire basta! agli scroccatori del cesso che arrivano dalla spiaggia libera a lato; finalmente, con un badge elettronico riuscirà a fare pagare la pisciata periodica.

Al che, dico, “ma dai, tutto questo per pochi centesimi”? E lui, “come per pochi centesimi? Almeno un euro!”

Al che, domando, “in caso di consumazione di un caffè o di una mezza minerale del valore di più o meno un euro, la pisciata è gratis o a pagamento?”

Dipende, dice, “in un nanosecondo io devo capire se il cliente vuole un caffè e poi ha capito che deve andare in bagno, o se prende il caffè già come scusa per non pagare il bagno”. Continua “ma sa, lo spurgo mi costa 60 euro a settimana! (sa, mica possiamo scaricare in mare) E il comune non ha messo i bagni nella spiaggia libera!”

Al di là del caso umano di Peppino, che deve essere veramente al capolinea imprenditoriale per considerare i cessi un servizio su cui basare il reddito, pensate a una famiglia che parte in auto, facciamo da Cremona, allettata da una bella pubblicità della regione Sicilia sull’Espresso e arriva dopo un giorno o due, attraversando anche autostrade dissestate e alla sera più desolate del Nebraska, parcheggia l’auto, e dopo aver scaricato i bagagli in appartamento arriva in una spiaggia in cui tutto si paga, anche per far fare la cacca ai bimbi. Oppure va nella spiaggia libera, che però è sporca e senza bagni e senza docce, nemmeno quelle fredde. E quindi va al bar a lato, e il barista lo squadra per capire le sue intenzioni, in un nanosecondo.

O pensate al signor Schäuble, che è arrivato in aereo dalla Germania, già non capisce perchè la spiaggia sia del signor Peppino e non dello stato italiano, e si sente chiedere un euro e mezzo di dazio doganale per entrare, e soldi per il WC.

Una vera riforma del turismo sarebbe ritirare tutte le concessioni balneari, riscrivere le regole per l’uso, e fare una grande asta al miglior offerente, altro che Turisti Protagonisti punto it. Migliorerebbero i conti e anche l’immagine dell’Italia. Per conto mio, fino che ai signor Peppino lo stato concede la spiaggia, io me ne torno in Spagna.

(Prima di lasciarci, il signor Peppino ci tiene a precisare che, “per quest’anno il cesso è stato libero, per i clienti con ticket d’ingresso, ma forse, l’anno prossimo, con le nuove tessere a scalare che ho visto in fiera, qualche centesimo costerà anche per i clienti, sa, son 60 euro tutte le settimane”)

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8 commenti

  1. Ilaria

    Sono stata di recente a Venezia. Da perfetta turista protagonista old school mi sono armata di Venice Card, carta che viene acquistata solo dai giapponesi in visita e dagli americani…e da me! Anyway, la carta include X, Y e l’accesso ai bagni pubblici, che diversamente pagheresti! D’altra parte, nei bar nei quali sono entrata, chiedono 50 cent almeno x l’accesso al bagno (anche solo x lavarsi le mani) e molti negozianti si fanno pagare le informazioni che danno (ho visto cartelli indicanti anche 50 Euro) ma penso che in questo caso sia una difesa necessaria per non essere sommersi dall’onda dei turisti protagonisti punto it

  2. Fabio

    L’italia (minuscolo xchè non merita altro) potrebbe vivere solo di turismo ma non ne è capace!!! La situazione delle spiagge è impressionante: sono un frequentatore delle coste anche fuori stagione (sono surfista) e molte volte mi hanno chiesto il prezzo d’ingresso (5€) con 15° e cielo coperto! D’estate poi si raggiunge il massimo. Io sono anni che le mie vacanze le passo all’estero spendendo 1/3 di quello che spenderei in italia. Rutelli vai a……….

  3. Sasukeiltuoexcollegaconilnomeg

    Quoto tutto, tranne che la Spagna.
    Pensa che a Cagliari, al Poetto oltre agli stabilimenti che sono pure brutti da fare schifo, e’ zeppo di stabilimenti riservati ai militari dei vari corpi. In dieci Km ci sono:
    – Aeronautica Ufficiali
    – Aeronautica.. tutto il resto
    – Esercito
    – Carabinieri
    – Vigili del Fuoco
    – Polizia
    Scandaloso.. scandaloso..

  4. Per deformazione professionale sono attirato da quel “sa, sono 60 euro alla settimana”.
    Così si perdono le occasioni gli italiani.
    Imprenditori, negozianti, bagnini.
    Invece di pensare di mettere un megacesso galattico con tutti i confort, docce, servizi all’altezza e cercare di portare gente disponibile a spendere in consumazioni, che cerca la qualità ci si perde a mendicare due centesimi di qui e due di là per coprire costi che dovrebbero far sorridere.
    Invece di mettere un cartello con “cesso gratis con un caffè” e vendere 1000 caffè a quelli della spiaggia libera non gli fai usare il bagno.
    Bah, che pena!
    Tutti impegnati come delle formichine a risparmiare due centesimi invece di cercare il modo di guadagnare 10 euro.
    Che salti in aria, non sa fare il suo lavoro.
    In uno dei più famosi bar di Barcellona, dove passa un milione di persone il cesso è libero, e ci vai liberamente anche se non prendi nulla.
    Tanto già che sei lì nella maggior parte dei casi per voglia o ringraziamento qualcosa prendi.
    E gli incassi corrono!

  5. Tutto vero purtroppo. Di peppini ce ne sono molti in giro. Proprio ieri sono stato in toscana da uno dei miei peppini (questo è buono, non un bandito). I problemi sono molti del settore turismo che deve crescere culturalmente e professionalmente, altrimenti siamo (e saremo) perdenti. Forza e coraggio e non stiamo sempre a darci addosso da soli che gli altri saranno più bravi a volte, ma lavano i panni sporchi in casa e non li mettono fuori in bella mostra … buon fine settimana a tutti.

  6. In italia ci stiamo auto distruggendo, potremmo vivere di turismo, senza considerare che siamo praticamente tutta costa, basta guardare in alto le nostre città… Uno splendore…

  7. Post eccezionale….Ho le lacrime agli occhi da quanto ho riso, specie per la precisazione finale del signor Peppino. ;-)

  8. E in aggiunta a tutto questo adesso il turista paghera’ anche fino a 5 euro a notte di tasse per il soggiorno in un albergo…(vedi ultima finanziaria).