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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Uno dei primi post di questo blog fu il marketing della televendita, che nasceva dall’osservazione puntuale delle evoluzioni di business del mio quasi vicino di casa (per una forma di nemesi esistenziale, risiedo — notturnamente, per lo più — a contatto con uno tra i più grandi “distretti della vendita a distanza svolta in orario notturno attraverso canali televisivi locali in fasce pubblicitarie a costo zero e quindi con un rendimento a contatto comunque infinito, rivolta a poveri di spirito e altre persone senza speranza e senza altri amici che non la televisione”).

In pratica, scarpiere, scioglipancia, coltelli miracolosi, strani aggeggi per fare ginnastica in casa, per non scendere nei gironi infernali dei sali antisfiga di quel genio del male della signora Marchi, anche lei emiliana, per la verità. Tutto spedito dall’onnipresente prefisso 0535 del televenditore più grande d’Italia (o forse d’Europa, o dell’Universo, dicono loro, e se non ci riescono a televendertela loro, questa storia dell’Universo, chi ci potrebbe riuscire?), che nel punto temporale di massima espansione era diventato (oltre che imbonitore in proprio) outsourcer principe di tutta la paccottiglia spedita a casa alle casalinghe e ai pensionati insonni di tutta l’Italia.

Ebbene, da qualche tempo la fortuna del mio quasi vicino di casa sembra declinare, a occhio (ok, lui comunque guida sempre un enorme Hummer e io no): non so se nel frattempo stia facendo svolgere il lavoro sporco a remoti call center in Transilvania — potrebbe essere, ma il Centro di Spedizione Specchietti e Perline sembra sempre più desolato e vuoto.

Allora, ieri mentre passavo davanti al suo capannone un po’ vuoto, mi chiedevo — qualcuno (e nel caso, chi) sta uccidendo le televendite?

Sarebbe bello per il futuro dell’umanità pensare che la vendita a distanza intelligente, fatta di comparazioni preventive, recensioni, passaparola, informazione e trasparenza stia uccidendo la vendita a distanza stupida, quella della televendita a messaggio imbutico-unidirezionale senza contraddittorio, basata sulla assoluta opacità e ignoranza delle alternative – insomma, che Google abbia capito finalmente se la “pedana vibrante funziona” attraverso i suoi 174.000 risultati, ecc. ecc. — e che qualcuno abbia messo per futuro ricordo i video di culto su YouTube come se fossero un simil Teca Rai trash della cultura pop anni 90.

Certo, andrebbe per sempre perso l’effetto selezione naturale, che toglie soldi ai cervelli improduttivi e impapocchiati di televisione per portarli agli imprenditori di televendite, che a loro volta finiscono per passarli ai venditori di SUV, in una specie di catena alimentare senza fine, ma tant’è, ce ne faremmo una ragione.

Invece e’ più probabile che semplicemente i loro vecchi clienti abbiano deciso che la scarpiera è meglio comprarla alla Lidl, che poi così si fan anche due chiacchiere. A modo loro, hanno comunque scelto la conversazione. Oppure sono già morti tutti, non so. Oppure sbaglio in pieno, e il mio vicino si sta solo preparando ad andare a vivere alle Barbados, dove venderà alla TV oggetti importati dall’Ikea di Casalecchio, naturalmente a prezzo infimo, più spese postali (in piccolo)..

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