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  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

La pubblicità è una funzione, la conversazione un integrale

Si dice che non si possono comparare i follower con le impression, che sono cose diverse, con ordini di grandezza possibili molto differenti. È vero, è abbastanza facile beccare uno sguardo di qualcuno nel mucchio, soprattutto se calcolato su numeri teorici come i vari auditel e audiradio, audiweb e tutta la serie, come se nessuno distogliesse mai lo sguardo o non si perdesse nemmeno un banner, molto difficile è calcolare quanto pesa e conta il pensiero, il sentimento, la fiducia delle persone. Tuttavia, molti vogliono confrontare lo stesso e allora secondo me la metafora giusta è di derivazione matematica: la pubblicità è una funzione, la conversazione è un integrale. Nella prima appena smetti di alimentare le x tramite il budget, il valore y si azzera velocemente. Nella seconda accumuli valore, in modo variabile e lento, ma creando e misurando una superfice, non l’altezza di un puntino.

(questa profondissima riflessione mi è venuta guardando un vecchio film per bambini, quando si registravano dalla TV, spot compresi, e notando quanto investimenti milionari in pubblicità di soli pochi anni fa giacciono dimenticati e sepolti nella storia)

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6 commenti

  1. Comprare eyeball, questo è il termine usa spesso Seth Godin per l’approccio di cui parli tu. Ho anche tradotto un suo articolo in proposito. La pubblicità si preoccupa di comprare occhi che guardano, però è vero che se i contenuti sono buoni, qualche eyeball diventa un lettore e poi magari un conversatore e chissà, forse un ‘diffusore’. Ho notato questo il fenomeno dell’integrale nelle campagne AdWords: quando le spengi il grafico va giù, ma ad un livello superiore di com’era prima della campagna; la differenza sono quelli che hai catturato davvero, quelli che contano.

  2. Faccio una considerazione limitata alle impression sul web e pay-per-click:
    L’efficacia di un banner dipende in gran parte da cosa trovo dietro il click (valore e qualità dei contenuti); un follow è la conseguenza dell’interesse generato da ciò che ho trovato.
    Propongo una proporzione:
    impression/followers = (impression che hanno funzionato)/(impression che hanno fallito)

  3. Gio

    La superficie di cui si parla ricorda molto –per similitudine– quella sottesa dalla “long tail”…