10 criptici pensierini su blogger, influencer, advertising, aziende, pagamenti, baratti

  1. Se vieni pagato per fare qualcosa, sei dipendente o consulente, mai indipendente. Come lo sarà il tuo giudizio sulla cosa, anche agli occhi degli altri. Quindi: se parli di (diffondi in giro) qualcosa in cambio di qualcosa, questo rientra nel baratto, e giuridicamente nei contratti commerciali.
  2. Se scrivi sul tuo blog cose che non scriveresti se non fossi pagato (o barattato), stai facendo advertising — nel posto sbagliato. Corollario: e il tuo committente sta comprando pubblicità, non contenuti, e se è intelligente, dovrebbe pagarti a CPM o CPC.
  3. Corollario del corollario: stai trasmettendo spot alla tua audience, non contenuti. E si noterà. Se scrivi davvero per i tuoi lettori (o i tuoi amici e contatti), dovresti mostrare anche il lato negativo dell’esperienza, anche se all’azienda non piacerà.
  4. Se invece ai tuoi lettori questo non interessa, i tuoi lettori sono probabilmente tuoi colleghi, non veri utenti del servizio/prodotto che recensisci.
  5. Questo gioco funziona finché il committente non misura i risultati concreti.
  6. Se pensi prima agli inserzionisti che ai tuoi lettori, allora sei poco più di un volantino o di un uomo sandwich.
  7. Se invece lo scrivi nei canali del committente, sei un copywriter (a baratto)
  8. Se usi un servizio gratuitamente in cambio di una promessa vaga di scriverne in futuro, sei un tipo di giornalista molto diffuso.
  9. Esiste qualcuno che può fregare Google. Ma non sei tu.
  10. Quando tutto diventa format, la concorrenza è sul prezzo. Quando la concorrenza è elevata, il prezzo tende a zero.

Foto di copertina, @polaroidblog

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

101 pensieri su “10 criptici pensierini su blogger, influencer, advertising, aziende, pagamenti, baratti”

  1. Dissento. 1; se mi pagano per dare una opinione su qualche cosa daro’ la mia opinione indipendentemente da chi mi paga. E’ questo il senso di ‘INDIPENDENTE’, se ti pagano per dire ‘si’, allora sei uno “YesMan” e basta. 4: in molti casi l’utente del servizio/prodotto non vuole avere una opinione diversa dalla sua, e se gliela dai lui la ignora.

  2. Uhmmmm. Quello che dici di fondo è giusto. Ma secondo me tra il bianco e il nero ci sono tante sfumature (e non solo di grigio). A parte gli scherzi, non credo che sia tutto come dici, ci sono tanti casi diversi in rete e non tutti possono essere ricondotti ai tuoi 10 punti.
    Ovviamente questo questo è solo il mio personalissimo punto di vista.

  3. Concordo con Jolanda, tanto grigio. Ci sono ad esempio blogger che non subiscono l’imposizione prodotto da recensire ma testano solo quello che gli interessa e già qua ci si ingrigisce…

  4. Pingback: Nel frattempo…

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