Facebook is full, go away (cit.)

Internet is Full - Go Away t-shirt

Ve lo dico in estrema sintesi, come al solito, che non abbiamo tempo da perdere, vero?

  1. preambolo: è più facile e miglior ROI creare un prodotto che cambi davvero la vita della gente, che rimetta in discussione mercati già saturi e pensati per gente  e valori di trenta anni fa (e ho detto tutto), e con questo avere un milione di follower — veri, intendo — su Facebook, che arrivare ad avere un milione di follower usando le solite tattiche comunicative che conosciamo tutti per avere più like (usare le foto e i video, fare domande aperte, cercare l’adesione, creare competizione, regalare & scontare, mettere sul palcoscenico gli utenti, essere community manager brillanti ed empatici, ecc. ecc.).
  2. se nessuno vi si fila, su Facebook, anche lui non vi si filerà (ci tiene a tenere vivo l’interesse dei SUOI utenti, in modo che non facciano altro che scorrere il feed tutto il giorno) e quindi farà vedere i vostri update al massimo al 10% dei vostri fan, cioè a pochissimi, in pratica (via wearesocial). E in generale, Facebook ritiene — in media — che le persone preferiscano leggere gli update dagli amici che dalle Page a cui si iscrivono.
  3. se Facebook (globalmente) non vi si fila, è totalmente inutile: decidete che fare. Non ve l’ha ordinato il medico, accidenti. Non perdeteci tempo.
  4. Facebook non è cattivo: è come Google — per ogni argomento c’è solo uno che arriva in prima fila nella ricerca — il miglior contenuto. E se voi, per il vostro utente, non siete in prima fila nei suoi sentimenti, Facebook gli farà vedere al posto vostro un altro update delle decine di pagine a cui è iscritto. Quale? Quello che ha più like, e quello con più interazione passata con l’utente. Sono questi “i link SEO” di Facebook, molto semplice.
  5. Se nessuno vi si fila, può essere che Facebook non sia l’ambiente adatto (perché il vostro è un utente che vi pensa solo in particolari momenti della sua vita? Per esempio, io non compro case tutti i giorni). O che l’abbiate preso sottogamba, pensando che qualche link in rete basti, nel 2012, come strategia di contenuto (wow, che sforzo!). O è probabile che riteniate che non servano contenuti pensati appositamente per la piattaforma. Contenuti, per essere precisi, significa qualcosa che apporta valore e senso a una particolare cerchia di persone, non foto del vostro catalogo e riciclate.
  6. Se però nessuno si fila nemmeno la vostra newsletter (cioè il tasso di apertura è basso tale quale il vostro tasso di visualizzazione degli update di Facebook), ecco, allora mi comincerei a fare qualche domanda.
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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

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