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Perché le intranet moriranno presto (nel 90% delle aziende)

Ok, il titolo è a effetto, ma prima di lapidarmi, leggete il post.
Qualche giorno fa riflettevo su Twitter sul fatto che ci stiamo spostando sempre più verso strumenti (app e altro) che ci possiamo portare dietro, e che sono disponibili in cinque secondi, rispetto al PC e alla sua lentezza e complessità. In questo spostamento di attenzione dal computer verso il mobile gli strumenti aziendali (“enterprise” si diceva una volta) sono sempre più svantaggiati e in affanno.

Vedo sempre più spostarsi l’attenzione e l’uso da aree riservate chiuse, intranet, e altri strumenti “specializzati” verso app che usiamo tutti i giorni, anche per tenerci in contatto con i nostri amici.

Ci sono tante piccole aziende che usano ormai i gruppi di Facebook come intranet (ehi, ve l’avevo detto, nel 2009!) e nel caso della formazione è lo standard ormai creare il gruppo chiuso là, o gruppi come area di progetto (e qui a soffrire saranno sempre più le robe nerd come Basecamp e simili).

Ci sono persone che usano Whatsapp per comunicare con la rete di agenti (Pierluca Santoro lo testimonia nell’articolo sull’uso dei principali messaging) e le mie esperienze quotidiane (gruppi di genitori, di studenti, perfino di giocatori di Minecraft) dimostrano che sempre di più piccoli gruppi tendono utilizzare strumenti di tipo consumer anche per usi lavorativi, ripercorrendo il cammino fatto da Skype.

Perché tutto questo? Si chiama in gergo fattore “sbatti”, chiamatela “friction”, se siete più startupper. Se c’è lo sbatti, nemmeno il tool più perfetto, sicuro e adatto funzionerà.

Questo trend non è solo merito di questi tool consumer, ma è anche demerito di strumenti aziendali, da sempre poco usabili, farraginosi, pieni di funzioni pensate per aumentarne il costo e per venderli ai CIO, e non per andare verso l’uso facilitato da parte degli utenti.

Gli strumenti consumer, invece, hanno dovuto allearsi con gli utenti per avere successo: la concorrenza feroce produce un’applicazione già testata e selezionata dagli utenti tra mille alternative, e quindi adattissime all’uso che ne fanno le persone.

Tra un prodotto perfetto per l’azienda e un prodotto perfetto per le persone non c’è gara, facciamocene una ragione.

[Ah, su questi temi (app, non intranet), io e Marco Brambilla faremo un Digital Update Mobile.]

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

64 thoughts on “Perché le intranet moriranno presto (nel 90% delle aziende)”

  1. Credo che a monte si debba fare una distinzione sull’uso delle ???net.

    Quella che viene descritta nell’articolo e’ piu’ che altro una extranet, ovvero un insieme di tecnologie che servono a diffondere informazioni da/per roaming user e b2b

    Una intranet ha il principale scopo di sostituire altri tool (informatici o non) e di distribuire informazioni che una persona con un minimo di senso della sicurezza non vorrebbe mai mettere su facebook o Whazapp.

    La sicurezza e’ per definizione un tradeoff tra usabilita’ e tutela delle informazioni. Sta all’azienda decidere dove collocare l’asticella, ma se un giorno per un cambio di policy di facebook o per un baco di whazzap i contatti dei clienti finiscono in mano ai concorrenti non dovete certo lamentarvi con facebook o whazzapp, ma con il genio che ha avuto l’idea di mettere su un social dei dati aziendali.

  2. Magari fosse solo un problema di abbandono delle intranet. Questa “selezione naturale” delle applicazioni non credo sia del tutto un bene, come hanno già scritto in un commento c’è il rischio che si adottino delle soluzioni semplici ma non sicure. Whatsapp va benissimo per chattare con gli amici al posto degli sms. A livello aziendale secondo me sarebbe meglio usare hangouts di google, a livello di semplicità credo siamo lì, tuttavia c’è lo sbatti” che gli altri non hanno hangouts. Il sistema di distribuzione delle app premia anche le applicazioni più diffuse (un pò come succedeva per gli os con windows) e non solo le più semplici.

  3. ma per curiosità, in europa cose come Yammer funzionano? ci sono? perché qui a san francisco,, per dire, è una delle poche cose che fa soldi veri, ed è egemone in quasi tutte le aziende.

    1. Lo abbiamo usato in azienda prima dell’arrivo di Microsoft. Non funzionava il motore di ricerca. Lo abbiamo mollato e preso confluence. Non fa proprio le stesse cose ma è molto più affidabile.

  4. All’Internet Festival come Social Media Team abbiamo usato WhatsApp per coordinarci, è stato molto comodo. Inoltre, vedo sempre più hotel, in Italia e all’estero, cominciare a usarlo come canale, più che per fare CRM per acquisire clienti.

  5. A parte la definizione discutibile di intranet (con questo termine si intendono anche applicativi ad hoc che non hanno un corrispettivo consumer), sono molto d’accordo. I manager IT tendono a ignorare la qualità dell’esperienza d’uso degli utenti e spesso hanno imposto l’utilizzo di soluzioni pessime da questo punto di vista. Ovvio che se ora diventa possibile fare da sé, “l’utente si ribella”…
    Devo dire che Google ha avuto un approccio piuttosto lungimirante: i suoi prodotti SaaS sono pressochè identici nella versione consumer e in quella per aziende (Google Apps for Business), però nel secondo caso sono gestibili dall’organizzazione, quindi si ottiene il meglio dei due mondi.
    Certo che se l’asticella dello “sbatti” è così bassa che si preferisce Whatsapp a un Hangouts (il primo in molti casi è meno efficiente essendo legato a un dispositivo, tipicamente un telefono, anzichè a un account che può essere usato su più dispositivi) , c’è poco da fare..

I commenti sono chiusi.