Gli 8 pilastri di ogni strategia – per startup e non solo

Qualche settimana fa gli adorabili Francesco Passantino & crew mi hanno invitato a tenere un breve speech ispirazionale per i partecipanti allo Startup Weekend di Palermo. Loro sanno quanto sono scettico sullo startup show italiano, e mi hanno invitato lo stesso (perché mi vogliono bene, o forse proprio per quello).

Allora ho fatto uno sforzo mentale e con il massimo realismo che mi contraddistingue ho cercato di isolare quali sono i pilastri strategici (secondo la mia esperienza) per cui le startup, ma anche le aziende in generale, prosperano ma – anche e soprattutto – falliscono, soprattutto quando sopravvalutano l’interesse degli altri per loro. Con questo non voglio dire che io non ho fallito/fallisco, anzi, al contrario: ne ho visti un bel po’ di fallimenti anche in concorso di colpa, e quindi magari ricordare i punti salienti di ogni strategia, con link e tutto, male non fa.

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Non pensatevi come un animale dell’ecosistema che va in giro a predare. Pensate come se foste l’ecosistema: quale anello è mancante? Cosa lo renderebbe più efficiente? Non pensate a far cambiare abitudini alle persone, pensate a come inserirvi in quelle abitudini.

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Pensate sempre mobile first. Ma pensate anche a quali compiti andranno svolti necessariamente da pc e come possiamo facilitare la vita per quei compiti. Il 90% del customer journey si svolge da mobile. mobile non è nemmeno internet, è una bestia differente. Ma attenzione, la vostra startup non è una app, non solo almeno.

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Il tempo di attenzione è di pochi secondi, le fonti di distrazione infinite. La pazienza è direttamente proporzionale ai pollici del device (cit. Marco Brambilla). L’esperienza d’uso è il prodotto e viceversa, più ancora delle funzionalità. Se c’è la friction, non c’è azione, posto che ci sia motivazione.

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il rischio è
– “ogni scarafaggio è bello per la sua mamma”
– non vedere le difficoltà
– non capire il valore effettivo che lo zio (cioè una persona qualunque) è disposto a pagare per il valore che pensate di apportare (e se è proprio disposto a pagare). Altri test simili, qui.

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Il concetto di user persona nell’era del mobile deve essere non più centrale, di più, un mantra. Poche persone davvero soddisfatte creano una potenziale forte traction, molte mediocremente soddisfatte no.

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Fate mockup di polistirolo, fate finte app prima di realizzarle, osservate le interazioni vere delle persone nei luoghi in cui le useranno davvero.

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Bisogna decidere in partenza in quale campo giocare: creare il nuovo Tripadvisor è extremistan. Creare un servizio di consulenza per hotel è mediocristan. Ognuno dei due ha vantaggi e svantaggi. E quella nella foto è una gaussiana. Se non avete idea di cosa state leggendo, guardate i link seguenti gluca.us/1UJTT0U e wou.edu/~shawd/mediocristan–extremistan.html. E leggetevi il Cigno Nero.

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Il paradosso dell’uovo e della gallina (chicken egg paradox) è quello che fa fallire la maggior parte dei progetti online: serve la community per fare il prodotto (qualunque cosa possa significare nel vostro modello di business), ma cosa spinge la community a partecipare se non c’è (ancora) il prodotto? Qua il link a Quora.

Qui c’è il link al file.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

One thought on “Gli 8 pilastri di ogni strategia – per startup e non solo”

  1. Se posso aggiungere, la cosa che noto spesso è che non si è abituati ad analizzare prima di progettare. Questo produce errori su errori e corse per riparare ipotesi errate.

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